Diario di bordo 28 Giugno 2012. I soliti ignoranti.

Vedete, nell’immaginario collettivo i bancari sono una casta privilegiata. C’è gente che sostiene che si prendano “quindicesime”, “sedicesime”, che sia ancora il posto più sicuro per definizione, che non si faccia un cazzo tutto il giorno e ce la si tiri. Per carità, qualcosa di vero c’è, ma fidatevi: tutte cazzate. E’ un po’ come dire che non ci sono più le mezze stagioni oppure si stava meglio quando si stava peggio.

Poi c’è un altro tipo di bancario, categoria di quelli che purtroppo o per fortuna fa parte il sottoscritto: i bancari che stanno nella finanza in un Ufficio di Direzione centrale. Sono quelli che non incontrerete mai allo sportello, e che vedrete però uscire dai palazzi delle Banche intorno alle dieci di mattina per andare a prendere un caffè. Vedete, questa categoria ormai è rappresentata da gente colta. 30-40 enni esaltati, un po’ snob, consci dell’essere fighi, con alle spalle anni di Università, Master in economia, iPad nel culo e che masticano l’inglese come un comune mortale mastica una vigorsol. Ok, sto generalizzando, ma credetemi che mediamente è così. Non tutti però.

Sono un 30-40 enne, mi stanno sui coglioni gli snob, non sono esaltato, sono un mega figo, ho fatto anche io le scuole alte ma odio quelli che premettono il Dott., non ho un iPad nel culo perchè piuttosto che farmi penetrare da un oggetto grosso preferisco che succeda da due piccoli (iPhone e blackberry) e mastico solo le vigorsol, ma me la tiro nel dire “Hi, nice to meet you” e “the pen is on the table”.

Ecco, le persone che fanno per lavoro quello che faccio io nei luoghi dove lo faccio io, mediamente non sanno cosa sia lo stadio tranne quando hanno gli inviti in tribuna. Non cantano entrando in ufficio “Dove sono gli ultrà! tum tum tum tum tum”, parlano spesso di fantaeconomia e non vanno a mangiare nei posti sgrausi. Ed è proprio di un posto “sgrauso” (che se non sapete cosa vuol dire andate a leggerlo qui) e di quanto sia bello essere ignorante come me che vi voglio parlare.

Ieri sera ero a cena con venti persone a Lumellogno, una frazione ad un paio di km fuori Novara. A Novara basta uscire di 2-3 km dalla città per sembrare di essere nel deserto di risaie, a differenza di Milano, dove basta uscire di 2-3 km dai confini della città per vedere invece solo gente che torna a dormire a casa ma che, mediamente, se ci parli ti dirà di abitare a Milano Centro. Insomma in questa frazione c’è una tabaccheria (che vende anche pane, pasta, giornali e schiuma da barba) una farmacia, una Chiesa, un cimitero, qualche casa e soprattutto il circolino. Ero a cena in questo circolino. Entri e vedi il posto sporco, con le mosche, i vecchi seduti sulle sedie di legno anni 60 che giocano a carte. Il tipo al bancone ti saluta, riconosci qualche amico e ti siedi alla tavolata. Spari cazzate, il bicchiere non ti pare nemmeno tanto pulito, ma dopo un po’ te lo riempiono del vino sfuso della casa e ti pare tutto più bello.

27 Giugno ore 20.30. Afa incredibile, assenza totale di aria, zanzare che sembrano condor. Che cosa ti portano da mangiare? Penne al pomodoro e paniscia riscaldata del giorno prima, cosa che mediamente un qualsiasi fantaeconomo snob che incontro ogni giorno schiferebbe. Poi carrello dei bolliti e stufato d’asino, patate, strudel, caffè e ammazzacaffè. Il tutto a 14 euro.

Ho avuto la fortuna di aver girato molto grazie ai miei genitori. Mi hanno portato a mangiare nei ristoranti giusti a Miami, Ney York, Londra e Parigi. Poi per il lavoro ho mangiato in altrettanti posti fighi a Milano. Ma come si mangia in questi circolini non mangi da nessuna parte. Te ne fotti della forchetta rotta e del bicchiere che non brilla, perchè quello che conta è ciò che ti mettono dentro al piatto.

E poi? e poi iniziano i supplementari della partita. E cosa inizi a fare? Giochi a scopa d’assi 10 carte su un tavolino dove sopra c’è appoggiato una vecchia tovaglia verde che emana un calore assurdo, rigorosamente sporca e coi buchi fatti dalle “cicche” delle sigarette. Lo sapete perchè mi considero differente (non migliore o peggiore, differente) da tanti che mi circondano quotidianamente? Perchè il mio quotidiano è fatto di persone che mai si sarebbero sedute su quel tavolo, perchè avrebbero avuto semplicemente schifo. Noi invece ci siamo seduti con imbarazzo, perchè stavamo portando rispetto a quel tavolino e a quel tappetino sporco. Perchè  li ci son state sedute e ci hanno giocato vecchi che si sono rotti il culo per portare a casa da mangiare alla famiglia, vecchi che hanno costruito e lasciato case ai propri figli e nipoti, vecchi e meno vecchi ma estremamente veri e genuini. Gente che non comprendeva concetti quali “cartolarizzazione” e “modify duration”, ma che sapeva cosa voleva dire sudare e soprattutto ti insegnava che valeva la pena perdere il settebello se poi riuscivi a ciulare il due d’oro e fare la napola. Che poi non è nient’altro che il contrario del “meglio un uovo oggi che la gallina domani”, che adesso invece prevale. Perchè il saper sacrificare il settebello per poi gioire per una napola, non è un concetto astratto, ma uno stile di vita.

Questa mattina sono arrivato in ufficio come sempre di buon ora. Ho incrociato gente con gli iPad nel culo che nemmeno mi hanno detto ciao, però mi hanno detto che due broker erano appena usciti con un pesante abbassamento di target price su un titolo che avevamo acquistato. Vedete, quell’Azienda su cui abbiamo investito è un’Azienda di merda. Poteva darci qualche guadagno subito, ma alla lunga ci avrebbe fatto perdere. E così è stato. Sapete a cosa ho pensato? Al vecchio ignorante con la cicca di Nazionali verdi senza filtro e col bicchiere sporco pieno di vino (buono) che sa quando si può sacrificare il settebello. Perchè poi si tiene il “tacco” e ciula quello che gli sta affianco. Carte, napola e primiera contro settebello degli altri. 5-1.

Se voi che state leggendo siete 30-40 enni, snob, lavorate nella finanza, avete un iPad nel culo e avete appeso il Vostro master vicino alla vostra postazione di lavoro, dubito che leggerete mai questo articolo, ma se vi dovesse capitare di leggerlo e vi sentirete offesi nella vostra professionalità, avete due opzioni. Gioire perchè realizzerete anche voi di essere differenti (non migliori o peggiori, differenti), oppure incazzarvi. In questo caso mi dispiace per voi. Prima o poi il campionato inizierà, non vi disturberò più.