L’importanza di saper leggere tra le righe

 “Bisogna riflettere e valutare se non gioverebbe per due-tre anni una totale sospensione di questo gioco. Non è una proposta del governo, ma è una domanda da porsi” ha dichiarato il premier Mario Monti in conferenza stampa dopo il vertice italo-polacco, rispondendo alla domanda su come abbia reagito allo scandalo delle scommesse. Ma il primo ministro è andato oltre con una considerazione di carattere economico: “Trovo inammissibile, e me ne sono occupato anche quando svolgevo il ruolo di commissario europeo, che vengano usati soldi pubblici per ripianare i debiti delle società di calcio”. Non è tutto: Monti ha detto la sua anche sulla sospensione della partita a Genova sostenendo che si dovrà approfondire quanto avvenuto e denunciando “l’invisibile ricatto pieno di omertà con giocatori che si sono tolti la maglia di fronte a chissà quali minacce da parte di poteri occulti dando vita a uno spettacolo spaventoso“. Monti su Gazzetta.it

Monti, non vi è dubbio, rappresenta il prototipo dell’italiota medio calcisticamente parlando all’opposizione. Perchè esiste l’Italiano medio “di Governo”, ovvero colui che vive di calcio, e quello invece che il calcio lo odia. Siamo in democrazia ed è giusto che ci sia qualcuno che sta alla maggioranza e qualcuno all’opposizione, nulla di strano. Essendo lui un degno rappresentante della seconda categoria, comunque da buon sangue italiano che non mente mai, commette il più classico degli errori: parlare di una materia che non si conosce giusto perchè si ha la bocca, finendo inevitabilmente per dire cazzate o banalità. Associare un movimento ultras, o comunque un numeroso gruppo di tifosi, e nella fattispecie etichettare i fatti di Genova come frutto di un’azione manovrata da “poteri occulti”, è il classico discorso che può fare chi parla solo perchè ha la bocca, e non ha idea di cosa sia il giuoco del calcio, lo stadio e tutto ciò che ci gira intorno. L’auspicio finale di un fermo di 2-3 anni di tutto il movimento, è la ciliegina sulla torta della banalità. Un po’ come dire “fermiamo l’Italia perchè non funziona nulla”.

In realtà, Monti non è uno stupido, e se è vero che di calcio giocato e vissuto non ci capisce nulla, è altresì vero che  nel suo discorso un punto importante e condivisibile lo tocca: impedire ad un Privato di utilizzare soldi pubblici per ripianare debiti creati. Intendiamoci, non è la soluzione regina che salverà il calcio, ma può essere un buon punto di partenza per cambiare questo calcio. Le Società sono SpA e quindi hanno come scopo quello di guadagnare (oltre che di vincere partite). I controlli che vengono fatti sono minimi, nel senso che il Governo del calcio le punisce ovviamente solo in caso di inadempienze fiscali  (per forza, se non pagano le tasse lo Stato non ci guadagna) ma non controlla affatto la gestione proprio perchè si parla di privato. Poichè tutti vogliono vincere, e per vincere occorre spendere, la maggior parte dei Presidenti ha speso molto di più di quello che ha incassato. Quindi cosa è successo? Chi ha avuto appoggi politici ha ottenuto per esempio dilazionamenti ventennali nel pagamento di debiti verso lo Stato, che hanno sì mantenuto in vita quelle Società di calcio, ma non hanno cambiato la loro propensione ad una gestione virtuosa che ha portato inevitabilmente ad aumentare un debito. E quando uno Stato, grazie al politico di turno, non fa fallire una Società mettendola nelle condizioni di non poter più pagare, è uno Stato che non funziona. Chi gestisce invece la Società stessa, sapendo di avere un debito destinato solo a crescere, o si indebita ancora di più, oppure ricorre a mezzi illegali per guadagnarci (vendere partite per esempio?).

Il tema è serio e lo Stato deve prima o poi affrontarlo. E in tal senso, l’idea di fondo del Fair Play finanziario della Fifa non è a mio avviso sbagliato. Tu non puoi spendere più di quanto guadagni, perchè se lo fai sei destinato a fallire. E siccome Zamparini nel dire che le Società di calcio versano 800 mln all’anno dice la verità, se lo Stato non si tutela proteggendo questi introiti, e quindi poi facendo inevitabilmente ripianare a tutti i cittadini il passivo di conti mediante l’aumento di tasse, è uno Stato incapace, iniquo e terribilmente ingiusto. Però caro Monti, queste riforme si fanno aprendo un dibattito serio, e non mettendola in cagnara sproloquiando sul calcio. Lo so che Lei è stato chiamato per risolvere problemi creati da altri, ma se si mettesse ad ascoltare anche questi “poteri occulti” e questi cattivoni, imparerebbe tante cose che nelle Università non si insegnano, ma che si applicano nella vita di tutti i giorni.

Questa gente è disgustata tutti i giorni dalla politica che Lei rappresenta e ne fa parte, e che forse ha colpe ben più gravi di una passione chiamata calcio.