Scendiamo in piazza

Bastava seguire su Twitter tre o quattro giornalisti “giusti” per venire informati, già nel pomeriggio di ieri, del fatto che la giornata di oggi sarebbe stata semplicemente devastante per gli equilibri psicofisici e per le coronarie di tanti tifosi di calcio. Nuovi arresti per il calcioscommesse in atto, con la sensazione sempre più crescente che l’asticella si stia piano piano alzando verso squadre e nomi più importanti, e la certezza che presto la lista aumenterà.

Stiamo vivendo probabilmente il più grande caso di insabbiamento di notizie “temporaneo” dei media della storia del nostro calcio, perchè quello che sta succedendo ora era noto almeno da Gennaio. Se ricordate i media, piu o meno a Natale, dicevano tutti che Palazzi fosse pronto coi deferimenti e poi, piano piano, il silenzio. Come sapete non sono giornalista e nemmeno ho frequentazioni “che contano”, ma qualche amico che scrive per lavoro ce l’ho pure io. E chissà come mai già a fine Gennaio questi amici mi dissero che “nell’ambiente” si sapeva. Si sapeva che avessero trovato prove inequivocabili, si sapeva di nomi eccellenti, si sapeva che avrebbero atteso la fine del campionato e si sapeva che qualche squadra sarebbe saltata e qualche altra no. Perchè siamo in Italia, e non tutti possono saltare. E se questa cosa è arrivata a me che sono peggio dell’essere ultimo, probabilmente sono sotto terra, figuriamoci a quelli che contano e sono sulla notizia. Però tutti i media hanno taciuto, lanciando qua e là qualche pillolina, cavalcando il primo filone di deferimenti quasi da indignati, e limitandosi a dire che “si aspettavano le altre Procure”. Su questo punto mi fermo. Per ora. Attendo gli eventi e ne riparliamo, promesso.

Credo che i tempi siano maturi per scendere davvero in piazza. Sarebbe ipocrita da parte mia dire “non andiamo più allo stadio, non guardiamo più partite”, primo perchè è impossibile (sarebbe un po’ come chiedere a un fumatore di non fumare più per protesta contro un aumento del tabacco) e secondo perchè è ora che paghino i colpevoli. Non può pagare anche l’onesto per colpa del disonesto. Per ora i tifosi si sono uniti per protestare solo contro la tessera del tifoso ( e nemmeno tutti) e per Spaccarotella. Ma in entrambi i casi sono stati i movimenti Ultras a muoversi. Qui non può essere materia di Ultras, o Club, o cani sciolti, o tifosi. Il calcio è un patrimonio di tutti e tutti devono contribuire nel far capire che siamo stanchi di venire umiliati da questi miliardari che si vendono anche la madre, calpestando le nostre maglie e i nostri sentimenti, per quattro denari in più.

Mi dispiace, non me ne faccio nulla dei bei discorsi sul garantismo e sullo Stato di Diritto. Non si è colpevoli fino a quando non si è condannati, ma non si viene nemmeno arrestati perchè nelle Procure non sanno come far passare il tempo. Anche i mafiosi e i terroristi hanno diritto ad una difesa e non sono colpevoli fino al terzo grado di giudizio, ma in base a questo principio quindi li dobbiamo considerare come considero il mio amico di stadio piuttosto che il mio fruttivendolo? Mi assumo il rischio di dover poi pubblicamente chiedere scusa, ma oggi non ce la faccio ad aspettare la giustizia. Per me sono delle merde dal primo all’ultimo.

Scendiamo in piazza, cazzo a Roma ogni giorno c’è qualcuno che rompe le palle per qualcosa, perchè non possono farlo i tifosi di calcio che rappresentano tre quarti della popolazione italiana? Il calcio è nostro, i mal di stomaco per la maglia sono i nostri e la passione è nostra. Non dobbiamo pagare noi, devono farlo loro. E il conto sarà salato.