Le finte Twitstar (inutile e banale guida alla sopravvivenza su twitter)

Qualcuno magari se ne è già accorto, ma ultimamente sto “studiando” Twitter un po’ più approfonditamente. Potete pure seguire le mie cinguettate più o meno stupide cliccando nel riquadro specifico in Home page lateralmente tutto spostato a destra. Mi sono registrato a Facebook e a Twitter quasi lo stesso giorno di un po’ di anni fa, ma ovviamente, come tutti gli utonti medi e coglioncelli, Twitter l’ho messo nel dimenticatoio quasi subito perchè non lo capivo, non lo trovavo divertente e non riuscivo ad interagire con nessuno. Poi, come già ho avuto modo di raccontare, i media hanno iniziato tutti a parlare di Twitter, e quindi, confermando in pieno il mio posizionamento ai massimi livelli della classifica degli “utonti medi e coglioncelli”, ci sono rientrato più stabilmente.

Ho iniziato a seguire un po’ di giornalisti, un po’ di calciatori, qualche amico e ho cinguettato qua e là, senza però trovare troppe soddisfazioni. Pochi giorni fa, mentre ero alla ricerca di qualche utente interessante da leggere, mi imbatto non ricordo come in Kaspo, che sul suo blog pubblica questa illuminante guida di Twitter per Facebookiani che mi ha schiarito davvero le idee su questo social network, e mi ha portato a ragionarci un po’. Dopo un mesetto di massiccia presenza su Twitter, sono arrivato alla conclusione che lì dentro ci sono molte più persone inutili di quello che si possa trovare in giro per il mondo. Parlo delle “finte Twitstar”. Prima di arrivare al punto, fatemi però tergiversare ancora un po’.

Una delle critiche più feroci che solitamente vengono mosse a Facebook e ai suoi utenti, è quella che Facebook tende a rendere tutti un po’ troppo falsi ed ipocriti. Sembriamo tutti amici quando in realtà nella vita non ci si considera minimamente, oppure si arriva pure al delirio di interagire solo virtualmente e fare finta di non vedersi quando ci si incontra per strada. Su Twitter non esiste il concetto di amicizia, per cui è vero come dice Kaspo che questa forma di ipocrisia almeno ci viene risparmiata, ma a mio avviso Twitter è ancora più pericoloso di Facebook perchè, se possibile, rende ancora più falsi. Provo a spiegarmi. Ti iscrivi a Facebook, ricerchi qualche amico, gli chiedi l’amicizia. Altri vedono che hanno stretto amicizia con te e a loro volta te la chiederanno e così via la tua comunità aumenterà. Su Twitter, invece, ti iscrivi e cosa fai? Segui subito i tuoi amici (ma ne troverai pochi), allora cerchi i Vip e inizierai a seguirli tutti. Vedrai cosa dicono, ti sembrerà di interagire con loro, in realtà nessuno di questi probabilmente considererà mai una tua risposta a un loro tweet. Dopo poco tempo capisci di essere di fatto solo un “voyeur”, perchè leggerai tantissimo gli altri, ma in realtà nessuno leggerà mai te. A questo punto sei al bivio finale. O molli tutto, o vai avanti. Se vai avanti devi inventarti qualche stratagemma per far si che la comunità ti segua, altrimenti non ha senso che rimani su Twitter. E allora che fai? Sfruttando il fatto che bene o male la maggior parte delle persone è nella stessa tua situazione, ti compri dei followers attraverso siti specializzati, sperando che la legge non scritta in base a cui “se questo lo seguono in tanti vuol dire che è un figo, allora lo seguo anche io” sia vincente ed inizino a seguirti. Può essere vero, io stesso quando vedo un utente seguito da molti mi soffermo a “studiarlo un po’, tuttavia vorrei sottolineare questo fatto: esistono persone che arrivano a spendere soldi per avere piu followers (spesso falsi) per apparire “più fighi e seguiti” nella comunità. Signori, se la vostra scelta non è spinta da ragioni commerciali, rendetevi conto che siete malati. Avete davvero carenze di affetto o un ego addirittura più smisurato del mio. Poi c’è il secondo livello di pazzia, ed è qui che volevo arrivare con questo articolo. Una volta che arrivi ad avere tante persone che ti seguono, vieni considerato una Twitstar. In realtà i veri Twitstar sono i personaggi famosi, ma alcuni li identificano anche negli utenti con molti followers, ovvero proprio quelli che io affettuosamente chiamo “finti Twitstar”

In queste settimane mi ha fatto specie notare come ci siano tantissime ragazze e donne  “finte Twitstar”, collocabili tutte in quella fascia di età tra i 25 e 35 anni, e che sono seguite da migliaia di utenti. Perchè parlo di follia? Perchè queste ragazze nascondono puntualmente la propria identità con nick sempre ad alto effetto e mai banali. Sfruttano innate  doti comunicative e, giocando sul fatto che i maschi in realtà sono solo un branco di maniaci sessuali in cattività, passano la giornata a parlare di biancheria intima, vestiti, sesso in tutte le sue varie forme e argomenti più o meno simili, assumendo quindi la loro importanza agli occhi di una marea di maschi col testosterone a mille, e a colleghe femmine in preda a problemi esistenziali e di autostima. Non voglio sembrare maschilista eh, perchè è pieno di maschi su Twitter discutibili e stupidi, ma è incredibile il numero elevato di queste discussioni “ambigue” pilotate da donne. Tanto per dire ieri mi è capitata un’utente che chiedeva un consiglio sul colore di un sex toy per donne. Ovviamente seguita da migliaia di utenti. Sono convinto che nella realtà queste persone non sono così, ma che utilizzano questo Social Network un po’ per gioco, un po’ per misurare le proprie capacità di diventare leader o magari anche per essere in rete ciò che nella vita non possono o vogliono essere.

Lo so, estremizzo, perchè Twitter non è solo questo. C’è tantissima verità in tantissimi utenti, e tantissime modalità per usarlo e per porsi. Tuttavia, da utonto medio e coglioncello, arrivo più o meno anche io alla conclusione che si può tranquillamente vivere senza Twitter e le sue Twistar.  Soprattutto quelle finte.