W greenpeace, w i tornelli

Al di la del fatto che si possa concordare o meno col significato dello striscione, questa finale passerà alla storia non solo per la grande prestazione delle due squadre in campo, ma anche per la grandissima prestazione di due attivisti di Greenpeace che sono riusciti in un sol colpo a ridicolizzare in Eurovisione le forze di (in)sicurezza dello stadio, scalando uno stadio come quello di Roma, e poi gettandosi nel vuoto con uno striscione che tanto leggero non poteva essere.

E’ chiaro che stiamo parlando di due attivisti di Greenpeace, ovvero gente coi controcoglioni quadrati che, per esempio, non hanno la benchè minima paura di speronare i traghetti giapponesi a caccia di balene. Però, mentre tutti applaudivano, io ridevo. E ridevo perchè è allucinante di come uno per entrare allo stadio debba esibire documento d’identità, biglietto (almeno due o tre volte), essere perquisito, lasciare giu accendini vari, svuotare bottigliette e talvolta passare da un tornello e da un metal detector, e poi in una partita importante, con servizio d’ordine imponente, si riesca a ridicolizzare steward e sicurezza, perchè ridicolizzare è il termine giusto, con questa facilità.

Di solito sono uno che pensa male, e quindi mi viene da pensare che qualche “aiutino” esterno i due lo abbiano anche avuto, in fin dei conti ieri si era a Roma, patria dei politiconi, e magari qualcuno…chissà… Lo so, penso sempre male, ma siamo realisti: due con un mega striscione come quello calato, in una partita da sold out, possono da soli, senza farsi notare, arrampicarsi sullo stadio Olimpico e gettarsi giù con due funi?

Forse i soli che possono sono proprio quelli di Greenpeace.