Champions maledetta Champions

dicembre 9, 2008

Mancano poche ore all’ultima partita del girone iniziale di Champions e mi trovo sul treno direzione casa mia, pronto ad accendere la tv e a gustarmi quella che, grazie ad una buona stella, siamo certi non sarà l’ultima apparizione stagionale nell’Europa che conta.

Se non fosse che mi consideri uno dei più grandi integralisti credenti alla religione nerazzurra, penserei di assistere ad una scialba partita in cui i tedeschi, vera delusione del girone, non faticherebbero nemmeno tanto a fare quei punti che gli permetterebbero almeno di uscire dalla porta della Chanpions e di rientrare dalla finestra della Coppa Uefa, ma ho l’obbligo di crederci sempre e comunque, e quindi sono già in clima partita.

Il Mou ha ragione. Mi rifiuto di festeggiare un passaggio del turno con miseri 8 punti frutti di due vittorie (di cui una nemmeno tanto esaltante) e di una serie di pareggi grotteschi che in un recente passato meno evidenziato dalla “buena suerte” sarebbero certamente finiti con due sconfitte (parlo di Inter Werder e Famagosta Inter), per cui, a differenza del Mou stesso che ha chiesto almeno un punto, pretendo di chiudere a 11 punti (quota che permise al Fenerbache lo scorso anno di arrivare secondi dietro a noi in fuga a 15).

Se devo essere sincero, le dichiarazione del Mou rilasciate ultimamente mi fanno pensare che non gliene freghi una mazza arrivare primo o secondo anzi, in virtù di quanto dicevamo qui forse forse il fatto di poter giocare contro una Big gli piaccia tanto. Dopo aver indegnamente perso contro i greci, non ho dimenticato la frase

“questa Inter ha bisogno di mantenere sempre una pressione costante. Ha bisogno di avere paura dell’avversario. Solo così rende al meglio”

subito seguita dalla recente:

“dobbiamo dimostrare di essere diventati grandi anche in questa competizione. Siamo pronti ad affrontare chiunque; Barcellona, MUFC, Chealsea vengano pure a Milano che noi siamo pronti”

i casi sono due: o è una dichiarazione dettata dal fatto che sa benissimo che stasera non porteremo a casa i tre punti, o davvero vuole rischiare una finale anticipata in modo da capire a che punto è arrivato il suo lavoro.

Ai posteri l’ardua sentenza. Io per non sbagliare comunque spero stasera di vincere. C’è sempre tempo per perdere


Purga si, purga no

ottobre 23, 2008

Il pellegrinaggio dei 1500 tifosi Ciprioti verso la Famagosta milanese non avrà prodotto il miracolo, ma è comunque riuscito nel far uscire decentemente da San Siro la Cenerentola della Champions League: 1-0 essenziale che porta i 3 punti necessari per consolidare il primato in un girone dove le nostre antagoniste non ne vincono una nemmeno per sbaglio. Risultato strano, figlio di una stitichezza in zona goal che ci accompagna da inizio anno (eccezion fatta per rari casi in cui il purgante del Mou ha prodotto effetti devastanti, ma si sa che il ripetuto utilizzo di medicinali crea dipendenza, e questo non va bene.) che non rende del tutto felici i tifosi e che non scaccia ancora definitivamente i detrattori di questo nuovo progetto tecnico. Nel consueto scambio di battute sul binario 8 della Stazione centrale con l’amico Fred, che per cinismo,  incazzatura, pessimismo e anti Morattismo rappresenta un Benchmark sul termometro dell’umore dell’interista medio di tutto rispetto, non sono mancate considerazioni del tipo “Questo è un Trapattoni pagato caro e basta. Con un Ibra e un Maicon così, prima o poi le partite le vinci comunque”.

Il pericolo di un rilassamento collettivo dopo la purga romana era evidente, non a caso ieri è stata schierata la miglior formazione possibile (portiere a parte) proprio per permettere alla qualità di avere la meglio sulla sufficienza di impegno che, è bene ricordarlo, sarebbe sempre da evitare; ad essere onesti in realtà ho visto un passo avanti proprio sull’aspetto “qualitativo” del gioco, tanto caro a tantissima gente, ovvero palla a terra, velocità, triangolazioni e ricerca di schemi a tutto campo. Non so quanto in Campionato ci sarà consentito dal Genoa giocare palla a terra senza essere troppo pressati, e senza rischiare nulla in difesa, e non so quanto queste triangolazioni possano piacere a lungo se non sono seguite poi da un tiro in porta degno di questo nome, tuttavia è bene cercare di migliorarsi anche su questo aspetto e personalmente ho apprezzato il tentativo.

Chiudo con una provocazione: è tanto peccaminoso giocare queste partite in zone d’Italia o dell’estero ricche di interisti ma lontane da Milano, in modo da evitare la penosa tristezza di uno Stadio completamente vuoto in una partita di Champions League? A Malta per esempio c’è l’Inter Club con più iscritti al Mondo, un bel tempo e soprattutto ci sarebbe stato uno Stadio tutto nerazzurro e pieno.


Sapessi come è strano venire in pellegrinaggio a Milano

ottobre 22, 2008

Beh, credevo di essere uno dei pochi a sentirsi ”in pellegrinaggio” tutte le volte che segue la sua squadra, ma ho scoperto che non è così:

In pellegrinaggio a una stazione della metropolitana di Milano. E’ quello che stanno facendo da un paio di giorni i tifosi dell’Anorthosis Famagosta. Tutti commossi quando scoprono che nel capoluogo lombardo esiste una traccia della città Cipriota. Cronaqui 22/10/2008 

San Siro o Metropolitana di Famagosta, l’importante è crederci sempre…

meta di pellegrinaggio di Rettilineo

meta di pellegrinaggio dei Tifosi dell’Anorthosis