“Guarda quei ragazzi, fan cose da pazzi, per la loro squadra parapapapa… chi si accontenta gode, perderà..” (cit. Curva Nord Novara)
Non è più in dubbio il fatto che il Novara retroceda. E per chi invece ci credeva ancora, la partita di ieri ha dimostrato come questa squadra centri, in generale, poco con la categoria. Per cui non sto nemmeno a fare qualche ragionamento, preferisco prenderla sul ridere, come è nel mio stile e come caratterialmente sono portato a fare, ma vi racconto questi ultimi giorni che mi hanno portato ad essere presente nell’undicesima trasferta dell’anno.
Il tutto ha inizio a metà della scorsa settimana sul treno (perchè coerentemente con la mia situazione di pendolare sfigato, tutte le mie sfighe partono sempre da un treno), quando un simpatico personaggio che spero venga colpito da una forma emorroidale acuta non operabile, con scatto felino, abile mossa e destrezza mi ciula il portafogli. Tralasciando le bestemmie per i (pochi) soldi che avevo dentro e per il fatto che il tipo si è recato subito da Footloker e si è comprato un paio di scarpe prima che bloccassi le carte di credito, e dimenticando subito tutte le disavventure burocratiche per rifare i documenti, la Dea della tragedia si è immediatamente materializzata davanti a me per dirmi: “Caro Rett., nel tuo portafogli ti ricordi che avevi anche gli abbonamenti del Novara e dell’Inter?”. Crisi di panico, sgomento, convulsioni, rabbia e tanta, tantissima amarezza.
Corro alla Caserma dei Carabinieri per le denunce di rito dove mi accoglie un baldo giovane partenopeo in tuta che con un sorriso lievemente ironico mi dice “ehhhh…siamo noi a Napoli che abbiamo inventato gli scippppi (con quattro p ndRett). Bisogna stare attenti…”. Bene, ringrazio tra me e me per la lezione di vita, e procedo nell’elenco delle tessere che avevo nel portafogli. Carta Amex numero…., Carta Mastercard numero…., Tessera del Tifoso del Novara numero…., Abbonamento del Novara…., Tessera del Tifoso dell’Inter numero… Il Carabiniere alza gli occhi e mi fissa “No scusi, glielo devo chiedere, ma per chi ha tifato quando c’era Novara Inter?” “Non infierisca” gli dico serioso e procedo. Patente numero…, Carta d’identità numero…. “Ma scusi come l’ha presa quando l’Inter ha perso col Novara?”,… “Ma lasci stare le ho detto…”.
E arriviamo alla partita Novara Genoa di Sabato scorso. Ma qui fortunatamente è abbastanza semplice: presento alla biglietteria la denuncia e questi mi stampano un biglietto sostitutivo, e così faranno fino alla fine. “Ma per la Tessera del Tifoso come faccio?”. Sguardi impauriti, perplessi, terrorizzati. “Non lo sappiamo“. Arriviamo a Martedì. Ho ancora poche ore per comprare il biglietto per Parma, ho il documento ma non ho più la tessera del tifoso. Mi presento al tabaccaio con la fotocopia del mio abbonamento, della mia TDT e denuncia dei Carabinieri. “Ehhhh non so se posso darle il biglietto”. “Ma scusi, avete tutti i miei dati, ho qui la dennuncia” “Ehhhhh, ma sa che falsificano anche quelle?”. Empasse. Al chè il tipo alza la cornetta del telefono e chiama addirittura la Digos(!!!!!) per chiedere se potevano darmi il biglietto. Empasse, ma poi me lo danno. Ed ecco che siamo a Mercoledì, e il Rett. alle 19.45 circa è all’ingresso del Settore Ospiti del Tardini. Tutte queste preoccupazioni e poi vedi che c’è un botteghino aperto che vende i biglietti il giorno della partita (ma non era vietato?). Mi presento dallo Steward con carta d’identità e biglietto “Favorisca la tessera del tifoso per favore”. “Non ce l’ho più, ma ho qui le fotocopie e la denuncia originale, mi hanno fregato tutto la scorsa settimana”. “Ehhhhhh….”. Empasse, sguardo di ghiaccio, incredulità, tremarella degli steward, e finalmente “Prego passi”.
E poi mi trovo sugli spalti, bandierina in campo, sciarpa al collo in mezzo ai miei amici. Perdiamo, male, manca solo la certezza matematica per la serie B. Ma in fin dei conti, il senso di tutte queste rotture di scatole ed umiliazioni che ho subito da un tabaccaio qualsiasi che quasi ho dovuto pregare per darmi un biglietto, le riassume il mio amico Scarda: “ma a noi che cazzo ce ne frega se andiamo in B? Noi abbiamo dato il massimo e l’importante è che ci siamo divertiti. Ci divertiremo anche il prossimo anno, perchè noi non retrocediamo di certo!”. Ecco, è questo concetto che riassume oltre 30 anni di stadio del Rett. Crederci sempre, dare il massimo sugli spalti e divertirsi con gli amici in nome di una passione e di un divertimento che non conosce certo sconfitta o mode del momento. La vera gente da stadio (copiright Barattistuta) è questa. Bella, brutta, magra, grassa, ricca o povera sono particolari che non interessano a nessuno, quello che conta è essere un gruppo, ed esserci.
Chi si accontenta gode, ma perderà.
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