Posso dire una cosa senza per forza passare per rosicone o invidioso? Il Barca ha rotto le palle eh… Sarà la squadra piu forte di tutti i tempi, avrà in campo almeno 4-5 tra i giocatori piu forti attualmente in attività, faranno 80% di possesso palla ogni partita e creeranno comunque 5-6 occasioni nitide per segnare anche quando come ieri non lo fanno, però inizia ad essere noioso vederli. Sembra che se non entrano in porta con la palla, non sia valido il goal. Tutta la partita coi “titic e titac” e nessuno che tira mai, perchè bisogna per forza mettere il Messi di turno davanti alla porta e farlo segnare, possibilmente scartando il portiere.

Forse questa ricerca della perfezione è proprio il loro limite, o comunque la sola possibilità che possono involontariamente concedere all’avversario di turno per batterli. E meno male che è così, perchè davvero sarebbe un monologo assurdo (non che non lo sia eh in effetti…). Ieri son stato contento che hanno perso. Non meritavano la sconfitta, non penso avranno particolari problemi a “remuntadare” questo Cielsi che probabilmente andrebbe in crisi anche contro l’Inter di Stramaccioni, però gli sta bene.

Va beh, tutti davano scontata la finale Barca Real. Probabilmente sarà lo stesso così, ma i ritorni saranno oggettivamente interessanti. W l’Inter, Forsa Nuara Sempar.

Premetto che sono davvero dispiaciuto per Piermario Morosini. Non si può morire giocando a calcio, non si può morire a 25 anni. Rimango sempre scioccato quando qualche atleta muore sul campo, e questo da quella dannata sera del 1988 quando ero al Palazzetto dello Sport a vedere l’Hockey Novara, e vidi morire Stefano Dal Lago sulla pista. Sono rimasto turbato, forse perché ero piccolino e forse perché ammiravo tanto quel giocatore sui pattini che faceva anche lui goal, ma in una porta molto più piccola rispetto a quella dei calciatori, per cui l’ultimo mio pensiero ora è quello di speculare sulla morte di un calciatore o essere insensibile. Ma trovo davvero ipocrita e cretina la scelta di bloccare tutti i Campionati della FIGC. Giusto sospendere Pescara Livorno, ma tutto il resto per me no.

A me sembra che questo calcio, alla ricerca di una credibilità e serietà che ormai ha perso da tempo, abbia tentato la “mossa ad effetto”, giocando sulla sensibilità della gente giustamente scioccata per l’accaduto, per tentare forse di recuperare consensi nel momento forse piu cupo della sua esistenza. Mi chiedo: un calcio malato, vittima delle televisioni, affossato dai vari scioperi, calciopoli e scommettopoli, come può permettersi di dare lezioni di stile e sensibilità come quella di fermare per lutto tutti i campionati? Come fa a farlo quando, nel corso degli ultimi anni, non ha mai avuto il coraggio, lo stile, e il buon senso di fermare non dico i Campionati, ma le singole partite di calcio, quando invece a morire non è stato un 25enne calciatore ma un 25 enne tifoso? Muore Gabriele Sandri, vittima di un poliziotto che decide di sparare da una corsia all’altra dell’autostrada e il calcio gioca (Inter Lazio la sospende la polizia per questioni di ordine pubblico), muore Matteo Bagnaresi, vittima di un autista di bus che, preso dalla paura, accelera e lo colpisce in pieno (Juve Parma la sospendono anche qui per ordine pubblico) e il calcio gioca. Muore un tifoso 51 enne durante il Derby di Milano del Gennaio 2010, ma basta un mazzo di fiori nella partita successiva per ricordarlo, muore qualche tifoso vittima di incidenti stradali avvenuti prima di arrivare allo stadio e, se va bene, verranno ricordati solo dagli amici con uno striscione. A me questo finto buonismo, questo populismo ipocrita del Governo del calcio ( e dei media che sono felici perché almeno hanno una tragedia da raccontare per qualche giorno) mi fa vomitare. Ancora una volta è stato dimostrato come tutto quello che riguardi “loro” sia oro, mentre tutto ciò che è nella sfera dei tifosi sia merda. Le morti sono tutte uguali, devono essere tutte uguali. Il calcio è uno spettacolo, e nello spettacolo ci sono diversi attori. Non ci sono solo i calciatori, ma anche i tifosi, ma purtroppo quest’ultimi contano sempre meno.

Eppure lo so. Riceverò tante critiche per quanto ho scritto, perché sento già tanta gente dire “è giusto così, ci mancherebbe”. Ma farei un torto in primis alla mia coscienza e penso anche ai miei lettori se non fossi vero fino alla fine. Il calcio non si è fermato totalmente quando c’è stato il terremoto in Abruzzo, non si è fermato totalmente quando ci sono stati i morti nelle alluvioni in Liguria e Sicilia, non si ferma mai quando muore qualche eroe in Afganistan, non si è fermato quando a morire è toccato ad un giovane tifoso. Assurdo e ipocrita fermarlo ora. E’ ora che i calciatori scendano da questo piedistallo sul quale sono ormai incementati e tornino ad essere per prima cosa persone, oppure sia concesso anche ai tifosi l’onore della riconoscenza della loro importanza all’interno del meccanismo.

Ciao Piermario, fai goal con la Nazionale del Paradiso.

“Guarda quei ragazzi, fan cose da pazzi, per la loro squadra parapapapa… chi si accontenta gode, perderà..” (cit. Curva Nord Novara)

Non è più in dubbio il fatto che il Novara retroceda. E per chi invece ci credeva ancora, la partita di ieri ha dimostrato come questa squadra centri, in generale, poco con la categoria. Per cui non sto nemmeno a fare qualche ragionamento, preferisco prenderla sul ridere, come è nel mio stile e come caratterialmente sono portato a fare, ma vi racconto questi ultimi giorni che mi hanno portato ad essere presente nell’undicesima trasferta dell’anno.

Il tutto ha inizio a metà della scorsa settimana sul treno (perchè coerentemente con la mia situazione di pendolare sfigato, tutte le mie sfighe partono sempre da un treno), quando un simpatico personaggio che spero venga colpito da una forma emorroidale acuta non operabile, con scatto felino, abile mossa e destrezza mi ciula il portafogli. Tralasciando le bestemmie per i (pochi) soldi che avevo dentro e per il fatto che il tipo si è recato subito da Footloker e si è comprato un paio di scarpe prima che bloccassi le carte di credito, e dimenticando subito tutte le disavventure burocratiche per rifare i documenti, la Dea della tragedia si è immediatamente materializzata davanti a me per dirmi: “Caro Rett., nel tuo portafogli ti ricordi che avevi anche gli abbonamenti del Novara e dell’Inter?”. Crisi di panico, sgomento, convulsioni, rabbia e tanta, tantissima amarezza.

Corro alla Caserma dei Carabinieri per le denunce di rito dove mi accoglie un baldo giovane partenopeo in tuta che con un sorriso lievemente ironico mi dice “ehhhh…siamo noi a Napoli che abbiamo inventato gli scippppi (con quattro p ndRett). Bisogna stare attenti…”. Bene, ringrazio tra me e me per la lezione di vita, e procedo nell’elenco delle tessere che avevo nel portafogli. Carta Amex numero…., Carta Mastercard numero…., Tessera del Tifoso del Novara numero…., Abbonamento del Novara…., Tessera del Tifoso dell’Inter numero… Il Carabiniere alza gli occhi e mi fissa “No scusi, glielo devo chiedere, ma per chi ha tifato quando c’era Novara Inter?“Non infierisca” gli dico serioso e procedo. Patente numero…, Carta d’identità numero…. “Ma scusi come l’ha presa quando l’Inter ha perso col Novara?”,… “Ma lasci stare le ho detto…”.

E arriviamo alla partita Novara Genoa di Sabato scorso. Ma qui fortunatamente è abbastanza semplice: presento alla biglietteria la denuncia e questi mi stampano un biglietto sostitutivo, e così faranno fino alla fine. “Ma per la Tessera del Tifoso come faccio?”. Sguardi impauriti, perplessi, terrorizzati. “Non lo sappiamo“. Arriviamo a Martedì. Ho ancora poche ore per comprare il biglietto per Parma, ho il documento ma non ho più la tessera del tifoso. Mi presento al tabaccaio con la fotocopia del mio abbonamento, della mia TDT e denuncia dei Carabinieri. “Ehhhh non so se posso darle il biglietto”. “Ma scusi, avete tutti i miei dati, ho qui la dennuncia” “Ehhhhh, ma sa che falsificano anche quelle?”. Empasse. Al chè il tipo alza la cornetta del telefono e chiama addirittura la Digos(!!!!!) per chiedere se potevano darmi il biglietto. Empasse, ma poi me lo danno. Ed ecco che siamo a Mercoledì, e il Rett. alle 19.45 circa è all’ingresso del Settore Ospiti del Tardini. Tutte queste preoccupazioni e poi vedi che c’è un botteghino aperto che vende i biglietti il giorno della partita (ma non era vietato?). Mi presento dallo Steward con carta d’identità e biglietto “Favorisca la tessera del tifoso per favore”. “Non ce l’ho più, ma ho qui le fotocopie e la denuncia originale, mi hanno fregato tutto la scorsa settimana”. “Ehhhhhh….”. Empasse, sguardo di ghiaccio, incredulità, tremarella degli steward, e finalmente “Prego passi”.

E poi mi trovo sugli spalti, bandierina in campo, sciarpa al collo in mezzo ai miei amici. Perdiamo, male, manca solo la certezza matematica per la serie B. Ma in fin dei conti, il senso di tutte queste rotture di scatole ed umiliazioni che ho subito da un tabaccaio qualsiasi che quasi ho dovuto pregare per darmi un biglietto, le riassume il mio amico Scarda: “ma a noi che cazzo ce ne frega se andiamo in B? Noi abbiamo dato il massimo e l’importante è che ci siamo divertiti. Ci divertiremo anche il prossimo anno, perchè noi  non retrocediamo di certo!”. Ecco, è questo concetto che riassume oltre 30 anni di stadio del Rett. Crederci sempre, dare il massimo sugli spalti e divertirsi con gli amici in nome di una passione e di un divertimento che non conosce certo sconfitta o mode del momento. La vera gente da stadio (copiright Barattistuta) è questa. Bella, brutta, magra, grassa, ricca o povera sono particolari che non interessano a nessuno, quello che conta è essere un gruppo, ed esserci.

Chi si accontenta gode, ma perderà.

Per chi vive di stadio è umiliante e vomitevole leggere di Ultras che intimano i propri giocatori “a non impegnarsi”, al fine di agevolare un risultato che potrebbe far guadagnare loro soldi scommessi. Ma personalmente trovo sia ancora piu schifosa l’ipocrisia generalizzata che sto notando in questi giorni. Come ho detto altre volte, ho sempre diffidato e temuto la giustizia sportiva perchè, nel bene o nel male, sostengo si muova non solo sulla base di vere o presunte prove, ma che sia comandata soprattutto dal sentimento “popolare” della massa, proprio perchè va a giudicare un giuoco. Ai tempi di calciopoli infatti, a prescindere da come la si pensi, è innegabile che la popolazione italiana (non juventina) fosse impossessata da uno spirito forcarolo, in base a cui qualcuno dovesse per forza pagare. In fin dei conti, se ci pensate, è l’Italia che è così. Quando assistiamo ad un processo mediatico per qualche omicida, in pochi sono interessati al fatto che venga preso e condannato il vero colpevole. La gente ha bisogno di un colpevole. Perchè così può sfogare la sua rabbia e sentirsi tranquilla.

Questo sta avvenendo in questi giorni. Siamo tutti indignati per le scommesse, tutti schifati e tutti chiediamo che i colpevoli paghino con pene esemplari. Ma ora c’è una differenza: il numero di presunti colpevoli che è ben più ampio rispetto a calciopoli. E l’ipocrisia aumenta. Si, perchè tutti vogliono pene esemplari purchè capitino agli altri. E allora ecco che si leggono di esponenti del calcio sparare a zero verso antagonisti sospettati di essere scommettitori ed invocare quindi pulizia, salvo poi fare retromarcia poichè anche il nome della propria squadra due giorni dopo compare sui giornali, e quindi si passa all’indignazione e al negazionismo, il tutto con naturalezza e (finta) coerenza.

Se ci pensate bene, è proprio il concetto di scommessa legato al calcio che un’ipocrisia allucinante. Primo perche, in generale, è lo Stato Italiano che ci guadagna sulle scommesse. Con la scusa di arginare il fenomeno delle scommesse clandestine, anni fa legalizzò le scommesse e così, di fatto, trovò una forma di guadagno importante. Ma la vera ipocrisia sta nel fatto che le agenzie di scommesse, sono tra i più grandi finanziatori del mondo del calcio. Provate a guardare una partita di serie A o guardare gli sponsor delle squadre: noterete che la maggioranza delle squadre e dei cartelloni pubblicitari negli stadi, televisioni a parte, sono rappresentati da Banche e da Società di scommesse. Per cui perchè indignarsi se questi due mondi tentano, in forme differenti, di mettere le mani sul calcio? E’ anche vero che non è che un fabbricante di armi possa essere ritenuto colpevole di tutti gli omicidi che vengono commessi nel mondo, per cui sono assolutamente dell’idea che debba essere condannata l’attività illecita che nasca per mezzo delle scommesse. Ma mi chiedo se questo sia possibile senza passare per ipocrita.

La riflessione che faccio e che rigiro ai lettori è questa: siamo tutti  per un calcio pulito, invochiamo tutti un’etica e una morale, ma siamo in grado, qualora ci fosse una condanna alle nostre squadre, di essere sufficientemente lucidi e moralmente inattaccabili di accettarla e di non combattere chi dovrà giudicare, anche in presenza di prove inequivocabili? Non so come finirà questa storia delle scommesse, non so con che metro di giudizio si muoveranno i Tribunali e la giustizia sportiva, credo però che presto, prestissimo, noi tifosi ci troveremo davanti ad un bivio: la fede o l’onestà intellettuale.

Invidio onestamente chi può già giurare oggi di percorrere la seconda via.

La vita è fatta di scelte. E il destino mi ha regalato una giornata di Campionato in cui avevo solo l’imbarazzo della scelta tra l’esordio di Stramaccioni con una manita data, e il Novara a Roma con una manita presa. Ovviamente ero all’Olimpico.

Ci sono trasferte che un Novarese a mio avviso non può mancare. Non c’è scusa che tenga, non esistono se e ma. Tutti noi siamo cresciuti coi racconti dei nostri nonni o padri che ci raccontavano di essere stati a Roma, o Milano a vedere il Novara, e noi li ascoltavamo come se ci raccontassero una storiella di draghi, orchi e cavalieri inventata per farci addormentare, ed ora che la storia ci ha dato la possibilità di viverlo noi, sarebbe stato un delitto non farlo. L’ultima volta che sono stato all’Olimpico era una giornata qualunque…il 5 Maggio 2002, una delle più brutte trasferte della mia vita. E’ passato un decennio, giorno piu giorno meno, e ci sono tornato, seppur in un contesto totalmente differente. Uscendoci, mi ero ripromesso di non andarci piu in quello stadio, ma allora era semplicemente impossibile alla mente umana poter immaginare che un giorno ci avrebbe giocato il Novara.

A differenza di allora, in Italia hanno potenziato la TAV, e adesso raggiungere la capitale effettivamente è stato molto comodo e veloce. Se penso che ieri in tre ore scarse eravamo comodamente a Roma Termini, mentre un mesetto fa ci abbiamo messo 4 ore in bus da Novara a Bologna, capisco come il concetto della distanza chilometrica in Italia sia molto relativo, e soprattutto molto variabile a seconda del mezzo usato e del momento in cui lo si utilizza. Fatto sta che tempo di sederci, e di ridere per i discorsi di alcune Signore particolarmente fini ed educate nel dire “dovrebbero vietare di far salire i tifosi su questi treni”, ed eccoci nella Capitale. Un bel po’ di Carabinieri e Digos ad attenderci, con uno clamorosamente ci faccio quasi amicizia quando mi chede “Aho ma quanno c’avete er treno per tornà a casa? No perchè prima ve ne annate voi e prima me vado a fà i bucatini a casa”. Quando gli ho detto che metà avevano il 17 e metà il 18, questo mi si è sbiancato in faccia, e al suo “Eh no è, malimortacci vostra eh…” son scoppiato a ridere. Qui inizia il mio solito vero divertimento. 3 bus scortati da un esercito, semafori saltati, traffico bloccato, insulti presi dai Romani. Venti minuti netti Roma Termini, settore ospiti.

Siamo dentro. Coi romani non abbiamo nulla, anzi all’andata abbiamo pure cenato insieme agli amici dell’UTR, ma entrato dentro e guardata la Sud, non ce l’ho fatta a trattenermi ed ecco che il diavolo dell’ultras si impossessa di me e, mentalmente, faccio partire il coro “Romano oh oh bastardo oh oh…”. Ma ieri l’Inter non centrava niente, ieri era un’enesima giornata dell’orgoglio novarese. Per cui bandiere a vento, sciarpa al collo e voce secca. in 300 contro 40.000, e se siamo usciti dall’Olimpico con i romani che ci facevano la manita, noi siamo usciti orgogliosi di non aver perso sicuramente la partita del tifo. Quella sul campo, beh che dire… siamo passati in vantaggio, ci hanno negato due rigori  netti (uno con espulsione) e poi il resto lo avete visto in tele. Penserete quello che chiunque (senza aver visto la partita) può pensare dopo un 5 a 2 e nemmeno ci provo a raccontarvela. Va bene così.

Sul treno delle 17 c’era il Novara Calcio. Erano demotivati, distrutti, affranti. Non riuscivano nemmeno a parlare, anzi quasi non credevano al fatto che noi fossimo comunque sorridenti e felici dopo essere stati presi a pallonate. Ma onestamente del risultato non mi è importato nulla, anzi, diciamo mi è importato il giusto. Ho visto il Novara a San Siro, l’ho visto all’Olimpico di Roma, l’ho visto allo Juventus Stadium. L’ho visto anche a Genova, Bologna, Verona…in quasi tutti questi stadi avevo visto l’Inter, ed ora ho visto anche la squadra della mia città. Non posso promettervi che il prossimo anno il Novara sarà ancora in questa categoria, ma sono altresì certo che non sarà una meteora che tornerà per altri 50 anni da dove è venuta. Ma non ho argomentazioni sufficientemente valide per poterci scommettere dei soldi. Quest’anno, comunque vada, ho onorato la mia città, la mia squadra, ho vissuto e coltivato in prima linea un’esperienza unica.

Ancora una volta, il Rett. vince sempre e comunque.

novaresi all’Olimpico

foto presa da Facebook

Broken Balls

Abbiamo iniziato nel 2010 a rompere le palle nel giorno di Inter Livorno. Abbiamo proseguito nel 2011 in una giornata di campionato dove l’Inter fortunatamente non giocava, ed arriviamo ad oggi. Non c’è Inter, non c’è Novara, non c’è Campionato. Ma c’è Milan Barcellona. Va bene che non sono emotivamente coinvolto, ma penso siamo tutti daccordo sull’importanza e fascino dell’incontro. Insomma, me la sarei vista volentieri in tv.

E invece no, a ricordarti quanto il mondo sia bello perchè vario, c’è sempre il mio adorato amministratore di condominio, indiscusso compagno rompi palle della mia vita insieme ai mal di testa, alla nausea e alle gengiviti. Puntuale come le tasse, ti invia la convocazione e sei fottutto. Queste cose mi fanno sempre riflettere, perchè effettivamente ti portano a capire davvero tutti i punti di vista della gente. Non tutti hanno l’orologio biologico settato sul giuoco del calcio e vanno rispettati, però, sempre con rispetto parlando, capisci anche quanto tanta gente non abbia l’orologio cerebrale ben funzionante. Tu, giovane implume ed imbelle amico amministratore, fino a prova contraria vieni pagato dagli inquilini. Di conseguenza, Dio bono, siamo noi i tuoi clienti. Ecco, mai sentito parlare del detto “il cliente ha sempre ragione”? Bene, giovane implume ed imbelle (e pure un po’ pirla) amministratore, secondo te – statisticamente parlando – un uomo normodotato cosa avrebbe visto questa sera in tv?

Fatti la domanda, datti la risposta. W la democrazia, W quelli che la pensano diversamente, W i fondamentalisti islamici che non imprecano su un blog ma agiscono di conseguenza. Il tutto, con rispetto parlando ovviamente.

Anche se può sembrare un discorso fatto “col senno di poi”, quando ho visto le foto di Moratti in lacrime che saltellava in campo per la vittoria dei ragazzi, tra me e me ho pensato “adesso cercherà un pretesto qualsiasi per mandare a casa Ranieri e mettere Stramaccioni”. Tempo di perdere a Torino e di fare una colazione di lavoro, e il cambio è fatto. Che dire, per me non è sbagliato il senso dell’operazione, ma sono stati sbagliati i modi e i tempi.

Guidi Necchi, nel film Amici Miei, nella zingarata al ricevimento in villa, (quando la fà nel vasino al posto del bimbo stitico mandando poi tutti in panico quando hanno pensato che fosse il bimbo ad aver prodotto quella quantità di cacca ndRett) , dimostra al mondo di essere un genio.  ”Cos’è il Genio? E’ fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione”, si dice nel film. Ecco, a me è venuto naturale visualizzare la scena in cui Moratti non riesce piu a starci dentro dal fatto che Ranieri ne vinca una ogni 3 mesi, si trova davanti il bimbo Stramaccioni che scalpita e tac! Fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione. Dentro il baby allenatore.

Non contesto Stramaccioni in sè, contesto il timing. Sei fresco di eliminazione in Champions con Ranieri, ma non sei stato eliminato per colpa esclusiva sua perchè te la sei giocata e hai avuto una sfiga immane. Sei inoltre reduce da una sconfitta a Torino, ma nel primo tempo se vincevi nessuno poteva dire nulla e, comunque, Buffon aveva compiuto almeno 5 parate impegnative. Aggiungo, sei artefice di un progressivo smantellamento della rosa più tecnica e non la sostituisci con giocatori di pari valore, prendendo per il culo l’allenatore di turno in sede di mercato promettendogli profili di giocatori che puntualmente poi non arrivavano, ma allora mi chiedo: era davvero necessario correre il rischio di bruciare Stramaccioni dandogli per nove partite un’Inter stanca, demotivata, finita, senza più uno scopo preciso nella vita e con mezza rosa di età superiore a quella del suo nuovo allenatore? Se proprio doveva pagare Ranieri, non era meglio far divertire Baresi e Figo fino a Giugno e poi ripartire con Stramaccioni?

Io penso che non sia solo l’Inter ad essere arrivata alla frutta. Lo è anche Massimo Moratti. Ma penso anche che sia facile parlare, però trovo corretto dire pure che via lui arriverebbe inevitabilmente un Urbano Cairo del caso, visto che i magnati russi ed arabi non sono pazzi da comprare una Società di calcio spendendo piu o meno un billion, ma semmai comprano società a basso prezzo e le fanno diventare importanti. Quindi sostengo che fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione farebbero di Moratti un genio solamente dando in mano tutto al figlio, e possibilmente azzerando mezzo management attualmente seduto sulla poltrona di comando. Largo ai giovani, purche motivati e soprattutto purchè lo si dica. So che è utopistico ma sogno Moratti che prenda il microfono e dica testuali parole: “amici, fratelli, mi sono rotto i coglioni. Vado in pensione. Ho un figlio che apparentemente non è idiota ed è giusto che provi a fare anche lui quello che ha fatto suo nonno e suo padre. Abbiamo meno soldi per cui, cari tifosi, non rompete i coglioni per qualche anno. Ci rifondiamo e spaccheremo il culo a tutti. Uno, due, tre anni chissà. Tifate Inter, abbiate fede e non rompete i coglioni” 

Così agirebbe un vero genio. Benvenuto Stramaccioni, sappia che si stava meglio quando si stava peggio.

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