Ragionavo tempo fa con degli amici circa la pochezza generalizzata dei campionati Europei, notavo però come questi siano decisamente in peggioramento. Se guardiamo in casa nostra, notiamo che lo scorso anno all’Inter è bastato giocare il solo girone di ritorno per arrivare allo scontro diretto coi cugini e, se lo avesse vinto, superarli in classifica. Quest’anno, tra demeriti altrui e i meriti di qualche filotto vincente, l’Inter si sta trovando a giocarsi il terzo posto, cosa non preventivabile fino a qualche settimana fa. Se guardiamo invece in Europa, abbiamo la Spagna dove puntualmente tra la seconda e la terza ci si mettono circa 30 punti, un campionato Portoghese copia di quello iberico ma fatto da squadre più chiaviche, e uno Francese, il cui fascino è inversamente proporzionale al fascino del culo di Belen. Poi c’è il campionato “benchmark” per tutti, quello cui tutti vorrebbero imitare: il campionato Inglese. A volte penso che la gente parli a sproposito parlando del calcio britannico, forse percepito un po’ più tecnico di quello che in realtà è. Il gap economico tra 3-4 squadre e il resto delle altre è mostruoso, con la differenza che mentre Barcellona e Real sono anche macchine da soldi, I Manchester o Chelsea del caso non è poi così vero che guadagnino infinità di Sterline, o comunque non è più vero. Le squadre Inglesi sono tra le più indebitate dell’Universo, e si reggono più che altro sui dollari delle proprietà, oltre a qualche artefizio contabile tipo la cessione del marchio, dei centri sportivi o anticipi di future entrate. Però l’inversione di tendenza è evidente, e se prima le inglesi erano solo compratrici, ora vendono. E se molti big non fossero schiavi di contratti blindati e stipendi semplicemente mostruosi, avremmo assistito ad altre cessioni illustri. La gente parla spesso di mentalità, di cultura sportiva, di senso di appartenenza parlando del campionato inglese, dimenticandosi però come questo non sia opera delle squadre di calcio, bensì della cultura della gente. A me è capitato di vedere alla tele partite tra squadre in lotta per retrocedere, e sostenere che siano partite piu belle e tecnche di quanto si veda in Italia tra pari formazioni è abbastanza azzardato. Certo, poi inquadrano il pubblico e la gente inizia a dirti che si diverte.
Se devo essere sincero, cambierei il campionato Italiano volentieri con quello tedesco. Sono stato in passato ad assistere ad alcune partite in Germania (l’ultima un annetto fa a Monaco di Baviera), e l’ambiente che ho sempre trovato è stato del tutto simile a quello inglese. Ho sempre visto tanto colore, tutto lo stadio cantare, ma soprattutto squadre di calcio che, in generale, non spendono cifre folli per stipendi o per viziare veri o presunti campioni. In un’ottica di predominio del calcio Inglese e Spagnolo, provate a contare quante volte per esempio il Bayern Monaco è arrivato almeno in semifinale di Champions negli ultimi quindici anni, e guardate quante volte la Nazionale tedesca è arrivata almeno alle semifinali dei Mondiali o Europei. Se la Bundesliga fosse espressione di pochi interessi, di poca tecnica e di poco agonismo non credo che i Tedeschi arriverebbero quasi sempre in fondo alle competizioni Continentali come invece fanno. Eppure tutti vorrebbero vivere solo in Inghilterra, dove c’è una Nazionale che magari una volta vincesse anche per sbaglio una competizione, e club che hanno spesso vinto grazie ai soldi. Tutti vorrebbero stare in Inghilterra, perchè la gente entra allo stadio con la birra in mano, ma etichetta come ubriaconi gli stessi qui in Italia che vorrebbero fare lo stesso, elogia gli Inglesi perchè vanno allo stadio con la maglietta della loro squadra, ma qui in Italia non la comprano perchè è da tamarro metterla sopra il giubbotto, e vive nel Paese dei balocchi pensando che in Inghilterra non ci si meni più allo stadio, come se invece accettassero se qui in Italia ci si scontrasse in Stazione. Per me la Bundesliga attualmente è un giusto compromesso tra tutti gli aspetti che secondo me renderebbero complessivamente lo spettacolo del calcio più bello di quello che è. C’è colore, vi garantisco tanto colore, c’è calore, non c’è l’ipocrisia di giudicare i tifosi solo per quello che appaiono e come ambiente non sono contaminati da eccessi di snobismo da parte dei calciatori, che spesso invece si confondono tra la folla.
E poi, fatemi essere onesto… Iniziano a giocare il primo di Agosto, rendendo l’estate un po’ più corta di quello che è. Chapeaux
