Dopo il post contro la sospensione dei campionati, proseguo nell’operazione antipatia parlandovi di quanto successo al Marassi ieri pomeriggio. Penso non debba spendere troppe parole per premettere che sia contro ogni forma di violenza gratuita, chi mi legge dubito abbia un’immagine di me simile ad un violento teppista, per cui arrivo al nocciolo della questione: assurdo il coro di indignazione e di falso perbenismo, unito alla condanna unanime e alla speculazione che si è alzato da ieri pomeriggio dai media del nostro bel Paese. Mi spiego.
Il concetto fondamentale è che, giusto o sbagliato che sia, per molta gente che frequenta gli stadi la propria maglia è una ragione di vita. C’è chi come ragione di vita può avere il fare volontariato in una casa di riposo o fare il volontario della Croce Rossa, e chi quello di seguire la propria squadra di calcio. Il fatto che i primi possano essere considerati passatempi più nobili ed utili alla comunità è del tutto superfluo, poichè quando migliaia di persone settimanalmente riempiono gli stadi in nome di una passione, e per la stessa ci soffrono e ci vivono, ecco che tutto diventa relativo. Insomma non stiamo parlando di qualche mitomane, ma di un fenomeno mondiale storicamente ben radicato, quindi a mio avviso a tutti gli effetti degno dello stesso rispetto che possa avere un “invasato” che, per esempio, in nome del suo credo religioso, organizza raduni di preghiera o pullman per andare a prendersi la benedizione del Papa. La differenza sta solo nell’importanza percepita e riconosciuta dalla massa. Comunque, a parte questa divagazione, da tifoso sono rimasto colpito da quanto sucesso poche settimane fa a Novara proprio contro i Grifoni: partita di fatto dominata dal Novara, conclusa con un pareggio e squadra Genoana a rapporto dieci minuti sotto il settore ospiti, che chiedeva giustificazioni per (a detta loro) lo scarso impegno. Ho invidiato i Genoani, e li ho applauditi. Perchè in un mondo fatto di giocatori viziati legati solo ai soldi, e ad un carrozzone che considera solamente i calciatori come patrimonio da tutelare, i Genoani sono riusciti a guadagnarsi la loro importanza e il rispetto (o paura) della propria squadra. Ero personalmente reduce da una trasferta a Roma, dove il Novara era uscito dal campo con 5 pere. Quale è stata la reazione della squadra al triplice fiscio finale? Qualche timido accenno di saluto da 50 metri di distanza e via negli spogliatoi, nonostante 300 tifosi li aspettassero per un abbraccio caloroso. Questa è stata la differenza. A Roma mi sono sentito un coglione, mentre a Novara dei coglioni ci si sono sentiti i giocatori del Genoa, pagati per quasi nemmeno superare la metà campo in un campo che vedrà la prossima serie B.
E arriviamo alla tanto criticata protesta di ieri. Proviamo a fare tutti un grande sforzo e ad aprire un po’ la mente: ma ieri dove c’è stata violenza? Il gruppo di tifosi ha per caso picchiato, colpito donne e bambine, creato oggettive situazioni di pericolo per la massa e, al netto di uno Steward (da dimostrare quanto sia stato voluto) ferito persone? No. Nulla di questo. Ieri abbiamo assistito ad una manifestazione di protesta esemplare da parte di gente che vive per quella maglia e che si è sentita ripetutamente tradita da 11 miliardari. O forse vogliamo vivere nell’ipocrisia più totale e quindi giustificare per esempio una forte protesta della Fiom davanti a qualche fabbrica e condannare quella dei tifosi? E tutti quei benpensanti che hanno continuamente chiesto dove fosse la Polizia, ma si sono chiesti cosa avrebbe dovuto fare? Sparare razzi dentro allo stadio ad altezza uomo? Guardate che queste forme di protesta hanno un costo da pagare. E il costo è rappresentato da diffide e forti multe. La tifoseria Genoana per quello che ha fatto pagherà, e il conto sarà salato. Ma pagherà anche per tutta la massa benpensante, magari anche molto tifosa non discuto, che è la prima a gridare “tirate fuori i coglioni, pezzi di merda” ma che poi si venderebbe per una maglietta autografata dal suo campione di turno. Nella vita si può fare tutto quello che si vuole, ma occorre un minimo di coerenza ed obbiettività. La gente che adesso si indigna sono quelli che allo stadio non ci vanno, sono i giornalisti (giornalai) che però ci possono vivere grazie a queste proteste perchè possono parlarne per giorni, e la carovana di tifosotti indignados lobotomizzata che batterebbe le mani anche se qualche suo beniamino gli trombasse sotto gli occhi la fidanzata.
Ormai si è perso il concetto del “pari e patta”. Nel mio mondo ideale, il rapporto tra tifosi e squadra dovrebbe essere una media tra diritti e doveri. Il giocatore deve onorare la squadra e rispettare i tifosi, i tifosi devono sempre sostenerla e rispettare i giocatori. Ma così non è più, è diventato un “tutto è dovuto” dove al calciatore viene concesso di tutto e il tifoso pirla deve pagare e tacere. A Genova, sponda rosso blu, si è solamente riportata la “normalità”, e se si è dovuto eccedere nelle modalità, è perchè si è raggiunto una tale disparità dei ruoli che evidentemente non poteva piu essere accettata. Ieri si è sproloquiato continuamente sulla bellezza del calcio inglese. Bene, lo volete un esempio di calcio all’inglese? Ci sta che Genoa e Novara giochino in B il prossimo anno. Ma a Novara ogni partita i giocatori escono comunque tra gli applausi, perchè la squadra ci mette tutto quello che ha, semplicemente è clamorosamente scarsa per la categoria. Ma il Genoa, invece, è pieno di campioni strapagati, di nazionali, anche di grandi nomi. Gente che non è capace di passare la metà campo a Novara e di prenderne 4 in casa da un’altra piccola merita di essere lodata da veri tifosi che magari nemmeno a arrivano a fine mese?
Mi dispiace, io sto tutta la vita coi genoani. Qui non è teppismo, non ci sono sassaiole e nemmeno furti e devastazioni. Qui ho visto solo tanto orgoglio e passione di gente tradita. In un mare di condanne, una piccola goccia di solidarietà per loro la voglio spendere io, che la sciarpa, anzi la doppia sciarpa al collo, non la levo mai.

I giornalai in Italia sono persone piccole piccole.
Fanno la stessa cosa a riguardo di molti argomenti mostrando vette di ipocrisia da togliere il fiato.
Molti hanno vite che definire “poco irreprensibili” è perfino riduttivo ma poi quando capita di scrivere un articolo sulle stesse cose in cui loro peccano ed indugiano, ad esempio gli stupefacenti, ecco che spiattellano la più melense e stucchevole spalmata di luoghi comuni, moralette nazional-popolari e condanne da Catone il Censore.
Ne conosco diversi personalmente.
Sembra che l’Italia in genere, ed i giornalai in particolare, siano prigionieri ormai terminali della “bella figura” intendendo con questa il più squallido allineamento pubblico a posizioni neo-bigotte, su molti argomenti, onde evitare – giammai!! – che un’altro ipocrita li di fianco faccia a sua volta la scenetta moralizzatrice additando il reprobo alla vergogna.
Pensa te che linguaggio mi tocca usare, da film in bianco e nero con Peppone&DonCamillo…
d’accordo sul discorso di fondo… nello specifico, forse hanno pisciato un po’ fuori dal vado: sono assolutamente la tifoseria più bella d’Italia (e forse oltre, ma non conosco), avrebbero potuto e dovuto fare come a Novara. La scena dei giocatori mi è sembrata un po’ una farsa… interrompere la partita per quella scenetta lì e poi riprenderla??? bah… se i calciatori sottostanno a una richiesta del genere vuol dire che non ne hanno più… se ci tieni, la maglia la tieni addosso e la sudi, semplicemente perchè è il tuo lavoro… apprezzo chi se l’è tenuta addosso, gli altri un po’ meno…
A parte questo (che è un po’ “fare la punta al c***o”), con una società presieduta da un truffatore (due fallimenti e una valigetta nel suo curriculum da presidente… per me, peggio di Moggi) e allenata da uno che starebbe meglio a zelig, la frustrazione è il minimo sindacale.
Se poi ci aggiungi lo sgomento di Abete, la condanna di Petrucci, le rimostranze di Preziosi, un po’ di Varriale/Caressa e compagnia… insomma, mancava solo Franco Carraro, e la festa dei mangia patate a tradimento era completa.
Tutti pronti a sparare su un gesto forte dei tifosi, ma alle cazzate del resto della banda chi pensa?
Allo sciopero dei calciatori?
A presidenti che fanno porcate finanziarie e gestionali che neanche nelle dittature peggiori? un Cellino, un Lotito, che gentaglia…
Alle rotture di palle della tdt?
Ai prezzi dei biglietti ad minchiam???
Alle partite a mezzogiorno??
Ce ne fossero come i genoani…
Forza Novara sempre…e togliamoci lo sfizio di decidere lo scudetto, suvvia