Ci son davvero ben pochi motivi che mi possano portare a riunire in un solo articolo la tremenda mazzata del Novara in quel di Cesena, e la goduriosa vittoria nell’Inter nel derby, ma ci voglio provare, e proprio per questo prendo in prestito le parole del mio amico filosofo Dado scritte su un forum novarese di ritorno dalla Romagna. Sono parole molto a mio avviso molto indicative e illuminanti:
Lo so che non è questo non è il luogo giusto per raccontarvi i fatti miei ma questa sera sono solo e un po’ giu’…vedete la notte scorsa verso le due sono tornato a casa e ho cercato di aprire il portone di ingresso con il mazzo di chiavi di riserva, avendo perso quello principale. Il portoncino di casa mia è difettoso ed è difficilissimo aprirlo, una vera impresa; ho provato in tutti i modi facendo passare tutte le chiavi diverse volte e niente da fare. Mi è venuto il dubbio, la quasi certezza, di non avere nel mazzo la chiave giusta.
Che fare a questo punto? Svegliare i vicini non mi sembrava il caso. Avevo più o meno tre possibilità.
Trascorrere tutta la notte gelida lì fuori a tirare parole e incazzarmi come una bestia, nella vana speranza che qualcuno tra gli anziani vicini tornasse da una improbabile notte brava…uhauuu.
Andare sino dai miei suoceri, svegliarli (se ci riuscivo perché anche il telefono non lo sentono neppure di giorno) e cercare il terzo mazzo che tempo fa avevo lasciato loro. Ma poi lo avrei trovato?
Ad una ora così avanzata della notte trovare la chiave giusta non è facile; poteva solo essere altro tempo perso. Quando è tardi è tardi.
Oppure insistere. In effetti ci ho pensato meglio e mi sono reso conto che di sicuro il mazzo che avevo in mano conteneva la chiave giusta; bisognava avere solo fiducia e convinzione e quello che prima sembrava impossibile, vano e infruttuoso forse mi sarebbe riuscito; bisognava crederci di più, di più ancora, nonostante tutto.
Ci ho riprovato allora con la giusta fiducia e dopo pochissimo…tac…ho potuto trascorre la notte a casa mia.
FINO ALLA FINE
Bene. L’Inter non esisteva piu. Ha iniziato il campionato in maniera drammatica. Col Gasp tutto girava storto e la squadra faticava a portare a casa risultato contro chiunque. I giocatori che fino a pochi mesi prima erano invidiati e presi come modello, piano piano stavano imbrocchendosi. Lo scoramento, la rassegnazione e la depressione stavano prendendo il sopravvento su qualsiasi cosa. Si cambia l’allenatore, qualcosa migliora ma la paura non passa. L’Inter perde costantemente tutti gli scontri diretti, e li perde inequivocabilmente e pure male. A questo punto 3 erano le strade possibili: lasciare l’Inter a se stessa, sancendo la fine di un ciclo e tentando, nel futuro, di ricostruire un progetto piu o meno serio. Era un’ipotesi concreta questa, se ne è discusso e scritto a iosa. Oppure poteva tentare di salvare il salvabile, cedendo qualcuno e sostituendolo con qualcun altro (un po’ come fatto con Pazzini lo scorso anno), nella speranza che si potesse raddrizzare la stagione, oppure ancora poteva decidere di crederci, lavorare sodo e non mollare mai. Consapevoli che, come il portone della casa di Dado necessariamente debba essere sistemato, l’Inter debba essere migliorata, ma comunque non dimenticando quali sono le proprie forze e cosa sia in grado di fare. E così arriviamo al Derby. Non ho mai giocato seriamente a calcio e nemmeno ne capisco poi tanto di tattiche varie, però ieri dopo 5 minuti capivi che l’Inter c’era. Vedevo la squadra concentrata e unita, dal primo all’ultimo. Vedevo l’Inter molto più pericolosa nelle ripartenze di quello che faceva il Milan e alla fine si è vinto, e pure meritatamente. Anzi, vedevo la panchina dell’Inter e quella dei cugini e pensavo “siamo messi meglio noi”. L’importanza della vittoria nel Derby va ben oltre ai soli 3 punti e al fatto di poter palesare la sboroneria in città. L’Inter ha dimostrato che la forza di volontà può portarti ben più lontano di quanto possano fare due piedi piu tecnici e due gambe piu muscolose. Chiedetelo a Zanetti, che alla sua età parte sulla fascia, corre corre e ancora corre per poi metterla in mezzo e vincere un Derby.
E il Novara? Il Novara è come Dado. E’ fuori al portone di casa sua alle due di notte con -6 gradi. Il portone non si apre. Se passerà la notte al gelo inevitabilmente morirà. Cosa può fare? Alzare le spalle e decidere di affrontare la notte, vada come vada. Sul mercato è intervenuta pesantemente, ora potrebbe decidere di mettere fine al progetto cambiando allenatore, ma le possibilità di retrocedere sarebbero comunque immutate. E poi può decidere di crederci, lavorare sodo e non mollare mai. Consapevoli che, come il portone della casa di Dado necessariamente debba essere sistemato, il Novara debba essere migliorato, ma comunque non dimenticando quali sono le proprie forze e cosa sia in grado di fare. Questo bisogna fare. Crederci sempre, mollare mai.
L’Inter ha battuto il Milan, W l’Inter. Quanto al Novara, sono ancora convinto che tra qualche mese festeggerò una cosa che quasi nessuno pensa di poter festeggiare. Perchè il Rett. non molla mai.

Ma ancora con sto Novara?!?
Dai, senza la scellerata idea di mettere Gasperini all’Inter non sarebbe mai avvenuta nemmeno l’assurda vittoria del Novara contro i nerazzurri e nemmeno quei 2 o 3 pareggetti ottenuti in scia sulla gasatura conseguente…il Novara sarebbe ora ultimo e già retrocesso matematicamente.
In effetti fatti 2 conti senza l’assurda e iripetibile vittoria sull’Inter e senza un paio di pareggi agguantati sullo slancio di quell’impresa il Novara avrebbe 7 punti, sarebbe ultima come ora ed arrancherebbe addirittura a 5 punti dal cadavere-Lecce.
il problema è che l’Inter con quei 3 punti sarebbe moooolto in corsa scudetto.
E se perdiamo il campionato per 2-3 punti?
@rettilineo: andiamo a ringraziare Gasp una volta di più.