Non è facile iniziare, ma da qualche parte bisogna pure partire, e quindi procediamo. Mi sono auto convinto tutto il giorno che fosse una partita normale, che non fosse nulla di diverso eccezion fatta per la marea di gente che di solito non c’è. Insomma, una di quelle partite che parcheggi, ti trovi col tuo gruppo, mangi qualcosa, entri, tifi, vinci perdi o pareggi e te ne ritorni a casa. Devo dire che ho fatto un gran lavoro su di me, perchè alla fine mi ero quasi convinto che fosse tutto normale. Iniziavano anche a non infastidirmi piu la marea di gente che in processione si è rivolta a me per tutta la giornata chiedendomi per chi avrei fatto il tifo, e tutto procedeva normalmente. Poi sono entrato allo stadio.
Entro, prendo posto e faccio quello che da sempre faccio, a prescindere si parli di Novara o Inter: guardo il settore ospiti. E li ho capito che tutto il mio lavoro di preparazione psicologica era destinato a finire nel cesso. Entrano i primi interisti, gente tranquilla, poi piano piano arrivano gli altri. Vedo posizionare lo striscione “Bagaj” e sapevo che li in mezzo c’erano tanti miei amici. Vedo mettere lo striscione del mio Inter Club, e li sapevo ci fosse gente che mi ha addirittura visto nascere. Nulla di chè, però mi ha fatto troppo strano. Ho immediatamente realizzato di quanto fosse complicato essere un tifoso con la doppia sciarpa. Partono i primi cori, e gli interisti (o forse qualche interista varesotto di troppo? – le tifoserie di Varese e Novara si stanno reciprocamente sugli zebedei ndRett) intonano un bel “Novarese pezzo di merda“. Ecco, trovarmi in uno stadio, con la curva interista che mi da del pezzo di merda, diciamo non fosse tra quelle esperienze che avrei mai immaginato potessero succedermi, eppure è successa. E poi inizia la partita. E sappiamo come è finita.
Partiamo per diritto di anzianità sul blog col Rett. Interista? Partiamo da qui. Beh, io spero per l’Inter che la squadra stesse giocando contro Gasperini, perchè se così non è, concedetemi la forzatura, penso si debba seriamente prendere in considerazione l’idea di raggiungere il prima possibile la quota salvezza di 40 punti. Ma se così è, beh, mi viene da vomitare. Perchè non è possibile che un gruppo di Campioni costantemente (visto che è successo già con Benitez) decida di giocare contro la propria squadra fregandosene di andare incontro a grandi figure di merda. Non è possibile che non riesca comunque a prevalere l’aspetto professionale, ma si scada in personalismi ridicoli. Non è possibile che il “clan degli argentini” comandi, non è possibile che Moratti e Branca puntualmente sentano prima i Senatori anche per decidere la consistenza della carta igienica dei cessi di Appiano. Questa Società, questa squadra e diciamo anche parte dei tifosi, sono morti un minuto dopo il fischio finale di Madrid. Milito per primo, seguito dal Mou e via dicendo. Sono rimasti tutti a Madrid, perchè da quel momento si è sbagliato tutto quello che era possibile sbagliare.
E poi c’è il Novara. Una realtà che, fino a ieri sera, era vista come un paesino dei puffi, formato da provincialotti che vivono un sogno e che non avevano mai visto il treno, e una squadra di sconosciuti o falliti. Ma questa è una squadra che ha fame, formata da giovani che prendono un ventesimo di alcuni in campo ieri sera, e soprattutto non è formata da figurine. Perchè a calcio non si gioca con le figurine, ma con calciatori. Ieri sera, sul 2 a 1, poteva mettersi male, ma sarebbe stato un vero peccato se le cose fossero girate male, perchè il Novara meritava di vincere, e sarebbe stato uno scempio non sancire con una vittoria una prestazione come quella di ieri sera. C’era gente che piangeva, altri che impazzivano, tutti felici. E non importa se i media dicono che “è l’Inter che ha giocato contro se stessa“, perchè ai novaresi non importa una mazza dei riconoscimenti dei media che comunque non hanno interesse che il Novara abbia battuto l’Inter, ma interessa solo che l’Inter abbia perso contro una neopromossa. Mentre sto scrivendo, ci sono almeno settanta giornalisti sotto la sede della Saras, e non sono certamente lì perche Meggiorini e Rigoni han dimostrato di essere molto piu forti di tanti che in serie A ci giocano da una vita.
Ora lo posso dire: meno male che è finita. Ci sarà il ritorno, e anche lì sarà dura, ma c’è tempo per pensarci. Nel bene e nel male Inter e Novara ieri hanno scritto un nuovo pezzo della loro storia. E come sempre, io c’ero.

L’ultima volta che abbiamo perso col Novara era il 1955, giocavano Skoglund e “veleno” Lorenzi, mio nonno era allo stadio e mio padre aveva 12 anni.
Penso di aver detto tutto.
….anche perchè dopo il Novara in A non c’è piu stato.
Ti segnalo su fabbricainter un bell’articolo di Porri relativo a quella partita