penso alla PERSONA che ha vissuto per anni nella sua 500 azzurra nel parcheggio dello stadio, ancora prima che si chiamasse Piola;
penso a quando allo stadio c’erano tre gatti ma lui c’era;
penso a quando allo stadio era meno otto e lui c’era;
penso a quando allo stadio c’erano 35 gradi e lui c’era;
penso a quando si giocava di sera e lui c’era;
penso a quanta gente gli avrà rotto i coglioni e lui non si è mai lamentato;
penso a quando passavo davanti allo stadio in settimana e vedere la sua 500 dava un senso di sicurezza;
penso a quando avevi la certezza di arrivare allo stadio solo passando davanti alla sua 500;
e penso come possa essersi sentito quanto lo hanno cacciato;
penso che lo avranno ficcato in un posto che non voleva se no ci andava da solo;
penso non sia giusto sfrattare una PERSONA perché il parcheggio è a pagamento;
penso non sia giusto che la serie A possa calpestare la dignità di una PERSONA;penso di essermi veramente rotto i coglioni.
Fred su novara1908.forumfree.it
Adesso Vi racconto di un personaggio; non so nemmeno come si chiama, una volta volevo chiederglielo, ma non ho mai avuto il coraggio. Questo personaggio, anzi, questa PERSONA, viveva da almeno un decennio (ma probabilmente da molto di più) dentro i resti di una fiat 500 blu nel parcheggio dello Stadio Silvio Piola di Novara. E’ una persona di mezza età avanzata, che mi dicono lavorasse un tempo come autista di bus. Non so nulla della sua vita; non so se è sposato, non so se ha dei figli, non so se percepisce una pensione. So solo che è Novarese, o comunque che ha vissuto (e lo fa tutt’ora) la sua vita a Novara in perfetta solitudine, dentro questa carcassa di fiat 500 che avrà almeno 30 anni. Sia a 40° sull’asfalto bollente di questi giorni, sia a -15° sull’asfalto ghiacciato in pieno inverno. Non ha mai fatto male a nessuno, non ha mai disturbato nessuno. Con un po’ di cinismo, si potrebbe dire che ormai faceva parte dell’arredo urbano del parcheggio… c’è l’asfalto, c’è qualche pianta, c’è l’aiuola, c’è lo stadio in fondo e l’omino nella 500 blu. Tempo fa, un conoscente, si è accorto di aver sbagliato ad acquistare una coperta. Invece di prenderla matrimoniale la comprò singola. Bene, decise di non tornare in negozio a farsela cambiare ma di bussare al vetro, anzi al cartone, della sua fiat 500 per offrirgliela. L’omino, con una dignità ed un sorriso di riconoscenza che nessuno di noi può nemmeno immaginare, la rifiutò. Lui non voleva l’aiuto di nessuno. Nel corso degli anni, le varie amministrazioni comunali e i servizi sociali so che hanno tentato di trovargli una collocazione adeguata, ma lui ha sempre rifiutato. Stava bene solo, voleva stare solo.
E poi cosa è successo? E’ successo che è cambiato il Novara Calcio. Alla Domenica non andavano più allo stadio i soliti quattro gatti, ma centinaia prima e migliaia poi. Ricordo che in occasione della semifinale dei Play Off con la Reggina, il parcheggio era strapieno. L’omino raccolse tutti i suoi stracci che involontariamente occupavano un altro posto, perché la sua dignità e la sua correttezza lo portarono a pensare a chi doveva parcheggiare, e che probabilmente lo avrebbe fatto con diffidenza perché lo avrebbe scambiato per un poco di buono.
Il Novara è andato in serie A, lo Stadio è cambiato. Sta cambiando anche l’antistadio e il parcheggio. Ormai è un bunker. Non son più quattro gatti, ma da migliaia diventeranno quasi ventimila. E qualcuno ha deciso che bisogna guadagnarci e che il parcheggio deve diventare a pagamento. Il Campionato non è ancora iniziato, e probabilmente non inizierà (a tal proposito domani ci ritorno sull’argomento, e da incazzato ndRett.). Ma oggi sono arrivati i vigili, e in pochi minuti hanno portato via lui, la sua fiat 500 blu e alcuni dei suoi sacchetti. Sì, solo alcuni, perché non si è nemmeno avuto la delicatezza di prendergli tutte le sue cose. Stasera son passato di lì, e c’erano ancora tre o quattro sacchetti e un paio di cartoni. Lì non ci poteva più stare, Lui che non ha mai fatto male a nessuno, Lui che a modo suo non ha mai saltato nemmeno una partita, lui che davvero viveva allo stadio.
Lo so, non è stato ucciso. Probabilmente avrà già fatto una doccia, avrà mangiato un pasto caldo e stasera dormirà su un vero letto. Ma queste cose le avrebbe potute già fare da una vita, solo che lui non voleva, perché aveva deciso di vivere lì. E per uno strano gioco del destino, o chissà grazie a quale forza, sopravviveva a inverni rigidi e ad estati torride con uno stato di salute accettabile. E con dignità. Tantissima dignità.
Al suo posto, per 19 Domeniche, ci sarà una macchina che pagherà 5 euro. 95 euro incasserà qualcuno in un anno, e probabilmente dovrà pagarci le tasse sopra. La cancellazione di un pezzo di storia e soprattutto la cancellazione della dignità di una persona valgono 95 euro lorde in un anno.
Il sottoscritto parcheggerà a 2 km di distanza ma mai metterà li dentro la sua auto. Io non sono complice di queste cose.

leggo questa notizia per puro caso, ti ringrazio per averla pubblicata, mi tocca molto e sono d’accordo con te.
alla faccia della tanto sbandierata libertà di scegliere di vivere la propria vita come meglio si crede, di fatto è quasi impossibile sfuggire alla normalizzazione…
probabilmente la scelta più radicale sarebbe quella di non andare del tutto allo stadio come forma di protesta, ma forse sarei il primo a non riuscirci.
ma per non dimenticare e lasciar passare la cosa suggerirei degli atti dimostrativi di “disobbedienza civile” tipo occupare quel posto con dei cartelli in cui si racconta/denuncia la cosa, disegnare la 500 blu sulla piazzola o fare un cartello “riservata al signore della 500 blu”, mettere degli scatoloni di cartone dipinti di blu…nulla di violento o di offensivo, ma atti di valore dimostrativo…
magari tra i ventimila che vanno allo stadio qualcuno ci penserà su.
io tifo per l’ignoto signore della 500 blu.
grazie
ciao
Guido
Ciao Guido,
ho letto che qualcuno era intenzionato ad occupare il posto delimitando la zona con delle corde e pagando ogni domenica 5 euro.
Non so se tu sia novarese, tuttavia in città la cosa ha avuto molto risalto sui media. Non finirà quindi nel dimenticatoio seppur lì, non ci ritornerà più.
Ciao Claudio,
no, non sono di Novara e anzi ti scrivo dall’estero, il fil rouge che mi ha portato casualmente al tuo blog (via blog di Rudi) è l’insana passione per l’Inter…
immaginavo/mi auguravo che questo tipo di cose non passasse sotto silenzio nei media locali, ma sono ancora più contento che si voglia mettere in campo un’azione “civica” per non dimenticare.
Il signore della 500 spero venga “rilasciato” e mi auguro che trovi una nuova sistemazione di suo gradimento (istituzioni permettendo).
Ciao
Guido