E’ arrivato il momento di fare gli abbonamenti e quindi torna d’attualità il tema tessera del tifoso. Lato Inter siamo a posto, nel senso che la tessera l’ho fatta da tempo ed è negli anni funzionante. Lo scorso anno, in sede di abbonamento per il Novara Calcio, mi è stato possibile utilizzare quella dell’Inter (giusto e corretto), e fin qui tutto bene. Dove invece è iniziata la follia, è stato l’utilizzare, o meglio mostrare, la tessera del tifoso dell’Inter per il Novara. Nel ribadire che non ho alcun interesse ad affrontare il discorso tessera del tifoso, nè dal punto di vista giuridico nè tantomeno entrare in un tunnel senza uscita di ragionamenti sul fatto sia funzionale per la lotta alla violenza, e sia corretto o meno sottoscriverla, vorrei concentrare il discorso su tre aspetti “provati sul campo” che mi lasciano un po’ amareggiato.
Primo. Una chiara disposizione del Viminale prevede che questa tessera sia dotata di chip e che questo sia “leggibile” da tutte le Società di calcio in modo che sia garantita la totale circolarità della tessera. Tradotto in parole semplici, la tessera del tifoso rilasciata dall’Inter deve essere riconosciuta ad esempio dal Novara o dalla Juve. I lettori ottici all’ingresso degli stadi di Milano, Novara e Torino devono essere in grado di riconoscere le tre tessere. Questa è la teoria; la pratica dice che la quasi totalità delle Società di calcio non vende abbonamenti se non viene fatta la tessera del tifoso della Società di riferimento. Esempio pratico: ho la tessera del tifoso dell’Inter, voglio fare l’abbonamento del Novara. Lo scorso anno, come detto, mi è stato possibile, da quest’anno non più. Voglio l’abbonamento del Novara? Devo fare la tessera del tifoso del Novara. Perchè? Non è stato spiegato.
Secondo. Ignoranza della gente. Sembra brutale come concetto, ma è la verità. Il tifoso si fa la sua tessera del tifoso e dopo circa un mese gli viene consegnata. Poi capita che vuole andare in trasferta e vuole starsene tranquillo nel settore ospiti. Perfetto. La teoria dice che devi mostrare la tessera del tifoso al rivenditore che ti venderà il biglietto settore ospiti. Nella pratica, invece, ogni Società utilizza un circuito di vendita differente, ma quasi tutti questi circuiti si appoggiano alle tabaccherie. Bene, provate voi a spiegare ad una tabaccaia di sessanta o piu anni, che la tessera del tifoso dell’Inter vale anche per i biglietti del Novara. E ancora, e questa è molto più grave, provate all’ingresso di un settore ospite spiegare ad uno steward cingalese che la stessa tessera del tifoso dell’Inter vale anche per il Novara. Continui litigi al momento dell’acquisto, continui litigi al momento dell’ingresso allo stadio. E’ stato adottato un provvedimento epocale che implica una serie di cambiamenti radicali, ma senza formare adeguadamente tutti gli attori interessati al processo, col risultato che, per paura di sbagliare, si tendono ad adottare decisioni piu restrittive di quanto si dovrebbe, e a pagare casualmente è sempre il tifoso.
Terzo. La tessera del tifoso è nata male. E’ stata “venduta” dallo Stato come una misura necessaria per contrastare la violenza negli stadi e quindi è diventata il nemico numero uno dei movimenti ultras, e probabilmente per sempre lo sarà. Nella realtà, il creare uno strumento elettronico, che sostituisca il biglietto cartaceo, e permetta, utilizzando la rete, di caricare accrediti per gli ingressi ad eventi (non necessariamente partite di calcio, ma anche spettacoli teatrali, cinema, concerti) sarebbe stato un enorme passo avanti per un Paese come l’Italia. E soprattutto, lo scrissi già lo scorso anno, per chi gestisce Club di tifosi, il poter da un computer personale caricare l’accredito per una partita comodamente a centinaia di persone, senza spendere tempo e soldi nel recarsi in un punto vendita e soprattutto dover distribuire materialmente centinaia di biglietti alle persone, sarebbe stata una facilitazione enorme. Così non potrà mai essere, perchè il movimento “No tessera”, seppur diviso, ha tantissimi seguaci che la boicotteranno per sempre e comunque (a torto o ragione non mi interessa). Per colpa di una cattiva comunicazione dello Stato, e soprattutto a causa di un falso scopo (combattere la violenza negli stadi), si è persa un’occasione più unica che rara di creare uno strumento davvero efficace, semplice, di basso costo, e che risolvesse tantissime beghe ai tifosi.
Per quanto riguarda i primi due problemi, oggettivamente basterebbe davvero poco per risolverli. Basterebbe un po’ di buona volontà da parte delle Istituzioni e da chi è interessato alla questione, qualche corso semplice e chiaro e un minimo di voglia di informarsi da parte della gente. Sul terzo problema, forse a me piu caro, servirà probabilmente un decennio ancora di scontri. La via di mezzo non esisterà più, o vincerà lo Stato, o vinceranno i No tessera.
Altri articoli sulla Tessera del Tifoso che ho scritto in passato:

Che desolazione!
Quando hanno distribuito i cervelli, doveva essere ferragosto: in Italia non c’era in giro nessuno.