Che sia tra i coordinatori di un Inter Club ve l’ho già raccontato qualche volta, ora vorrei approfondire un secondo un aspetto relativamente alla gestione di un Club: l’organizzazione del Pullman per lo stadio. Per diversi anni, anche sfruttando le mie innate doti di organizzatore in stile Rag. Filini, son stato responsabile del Pullman, poi mi son rotto le scatole anche per i motivi che vi sto per raccontare, ed ho lasciato l’onere e l’onore al mio amico Maurino, che per me è un po’ un secondo papà visto che mi ha praticamente visto nascere (anzi in molti mi chiedono se sia realmente mio padre, e la cosa mi preoccupa visto che non stiamo parlando di un bronzo di Riace…e se notano somiglianza la cosa non è esaltante, ma tantè). Bene, fatto stà che Maurino sabato ha avuto un impegno e quindi ha demandato a me il tutto. Ecco, in realtà organizzare un bus per 52-56 persone, vi posso garantire che è un colossale rompimento di palle di dimensioni mostruose. Vi racconto brevemente cosa succede in generale e poi cosa in particolare Sabato.
Partiamo con una considerazione: la gente che sale sul bus viene mossa da un principio incontestabile: “io pago, quindi ho diritto a…e pretendo.” E da qui non si muove nessuno. Poi tu, in generale, ti sbatti per contenere le spese, e allora può capitare che non ci venga dato un mega bus gran turismo con televisori al plasma e massaggiatrici cinesi incorporate. In fin dei conti facciamo un viaggio di 40 minuti. Ma questo non viene recepito. “Che pullman di merda, lo scorso anno erano più belli, il prossimo anno non vengo più”, subito qualcuno indignato ti sotterra. E allora tenti di venire incontro alla gente e dai a disposizione un bel pullman lusso; peccato che il costo salga. “Costa troppo caro, il prossimo anno non vengo più“. Poi decidi di fare il democratico, e fai un’indagine per capire l’orario preferito di partenza. Bene, deteniamo ancora un record del mondo: 52 orari differenti proposti su 52 partecipanti. E notare che la maggior parte degli orari differisce anche di ben 5 minuti. Però incredibile vedere la gente incazzarsi e lottare per partire 10 (dieci) minuti prima o dopo in un Derby. Allora alla fine decidi te, che ovviamente per uno che accontenti , 51 si sentono presi per il culo. “Partiamo troppo presto, il prossimo anno non vengo più“, “Partiamo troppo tardi, il prossimo anno non vengo pìù“. Allora vai a consolarti dal solo che hai accontentato e ricevi il colpo di grazia “è un club pieno di gente pirla, il prossimo anno non vengo più“.
Passiamo a Sabato scorso. Il nostro bus fa diverse tappe prima di arrivare in sede da noi. Quella precedente alla nostra prevedeva la partenza alle ore 15,45. Arriva in sede da noi e ricevo una telefonata di un socio incazzato come una iena poichè alle 15 e 40 il pullman era già passato. Indago chiedendo all’autista e alla gente già su, ed ovviamente un 50% delle persone mi dice “impossibile, siamo partiti 15,45 precisi” e l’altro 50% mi dice “siamo partiti prima, ha ragione ad incazzarsi quel socio“. Fattosta che quello al telefono mi vomita addosso le peggiori parole e conclude col classico “il prossimo anno non vengo più“. Procediamo, ed arriviamo all’ultima nostra tappa dove vedo il pullman di un altro Inter Club della nostra provincia in panne. Avendo a disposizione ancora nove posti e vedendo lì fermi tanti bambini (gestire un Club è un po’ una missione, mi è dispiaciuto vedere quei bambini bardati di nerazzurro che probabilmente avrebbero perso la partita). Propongo a qualche genitore di salire su coi bimbi, e che non li avrei fatti pagare, giusto come mossa solidale verso un altro Club e per quei bambini. Ma qualcuno sul mio pullman ha notato che i bimbi non hanno pagato, e si è indignato con me “questa non è correttezza, il prossimo anno non vengo più“. Arriviamo allo stadio, parcheggiamo, vinciamo. Qui in generale si apre un altro capitolo devastante: convincere tutti a raggiungere quanto prima il pullman per tornare a casa. Anche qui deteniamo un record del mondo ottenuto qualche anno fa: ultimo bus a partire dal piazzale. In linea di massima non lasciamo a piedi nessuno, e questo ovviamente cosa può comportare? Che chi arriva subito mi dice “non possiamo sempre aspettare chiunque, non è rispettoso per noi, il prossimo anno non vengo più” e di contro il ritardatario ti dice: ” è inammissibile che mi lasciate qui, io ho pagato come tutti, il prossimo anno non vengo più“.
Siamo finalmente ripartiti, forse è finita. Siamo già in città ed un signore si alza all’improvviso e va dall’autista e gli chiede: “per cortesia mi potrebbe far scendere lì al semaforo? abito proprio lì davanti”. Si ferma il bus e scende. Tempo perso 25 secondi. Un altro Signore tutto indignato ed incazzato mi becca subito e mi fa la paternale: “prendo atto di quanto è successo, non è corretto, allora anche io vorrei essere accompagnato a casa. Il prossimo anno non vengo più”.
Insomma, arrivato a casa mi sono disteso sul letto con le gambe alzate, mi ci è voluto il defibrillatore e poi mi son fatto un bagno caldo di un’ora. Più ansioso ed incazzoso di prima. Andate a fare in culo tutti è quello che avrei voluto dire, facciamo che il prossimo anno sono io che non vengo più?????
rispetto per i Filini che fanno trovare la pappa pronta a tanta gente

Gentilissmo,
siamo in Italia, sia meno democratico.
Se gestisce un evento, ed io ne so qualcosa, facccia lei (e al massimo un’altro con cui dividere la colpa) tutte le scelte.
Imponga costi, orari e scadenze…vedrà che la adoreranno.
Gli Italiani, al contrario degli Inglesi (Oliver Cromwell e la Common Revolution), dei Francesi (li proprio…ZAC!!) e perfino dei Tedeschi (è finita un pò male ma dopo Bismark…), non hanno mai fatto i conti con la nobiltà, non ci si sono mai realmente affrancati.
Per cui intimamente hanno ancora bisogno del Dominus, del Re, del Signore che li guidi e comandi.
Lei ci provi, imponga tutto “sine qua non” con un bel sorriso e vedrà che dopo i primi timidi vagiti di lamentela si aggreppieranno tutti umilmante, felici di sentirsi al sicuro, sudditi e guidati dal Re.
Poi, mi scusi…un’ultimo suggerimento.
Prenda il pullman più strafigo che trova, magari pure con le cinesi massaggiatrici, non badi a spese…al ritorno le faranno anche i salamelecchi per “l’ottima figura” e “noi non siam mica quater barba, eh!”.
L’anno prossimo non solo torneranno, ma pagheranno volontariamente il doppio.
Saluti e FORZA INTERNAZIONALE!!
Caro Rett,
io voto per un Pullman GranTurismo a due piani…..con un bel cartello per l’accesso al piano superiore: “Voglia di ritrovare vitalità e dinamismo, di vivere una parentesi di relax per un momento solo per voi ? Approfittate di tutti i vantaggi di questo programma di alto livello che offre moomenti di vero piacere pre e post match”…..vedrai che accetteranno tempi di percorrenza abbondantemente superiori all’ora!!!….e saranno beatamente disposti a versare il doppio della tariffa…. e poi vediamo chi è il ricchioncello che ha il coraggio di ripetere:”il prossimo anno non vengo più”. Inoltre prova a pensare….quanto sarebbe facile organizzare un bel regalo per il tuo compleanno al 2° piano!!! TANTI AUGURIIIIIIIIIIII!!!!…..vecio!
[...] un gruppo, e quanto ci possa stare male quando non mi riesca a farlo come vorrei, o come mi faccia incazzare quando non venga [...]