Come promesso, una bella giornata come quella di ieri merita un resoconto.
Rispetto alle mie ultime trasferte dello scorso anno, a Monaco c’è una novità: non mi porterà più la famosa Jakala bensì la UVET Amex,nuovo partner dell’Inter per le trasferte del Centro Coordinamento Inter Club. Insomma non abbiamo più un’organizzatrice di eventi bensì un tour operator, e siccome non dobbiamo organizzare un party per la presentazione di un nuovo modello di mutanda di lana ma dobbiamo andare a vedere una partita prendendo un aereo e qualche pullman, direi che le premesse sono migliori. Anche il prezzo, paragonato ad esempio alla trasferta di Londra di un’anno fa, è sensibilmente migliorato (240 Vs. 350). In realtà, viaggiando io col Centro Coordinamento Inter Club, la modalità di iscrizione e pagamento è rimasta uguale, (mail con copie pagamenti, compilazione schede e files da inviare all’Inter), e i disservizi rimangono gli stessi, poichè seppur fossi certo dell’iscrizione, il giorno prima non avevo ancora ricevuto mail di conferma e convocazione (scopro poi è stata inviata due giorni prima ma è stato sbagliato il mio indirizzo mail…vabbè).
Due ore prima dell’imbarco io e il Giusepp arriviamo al T2 di Malpensa dove c’èra già una discreta coda di gente bardata di nerazzurro al check in Uvet Blu Panorama. Ci accodiamo e subito ci avvicina un tizio bardato di nerazzurro che ci chiede “è qui la coda per la trasferta a Monaco?” “No, si metta in coda a quelle persone col Burka che stanno andando a Tripoli“, gli volevamo rispondere. Arriviamo al banco, esibiamo i documenti e subito ci viene consegnato il biglietto aereo ma non prima di vedere un altro fenomeno accorgersi di avere la carta d’identità scaduta. Varchiamo il controllo, un addetto sicurezza fa togliere le scarpe a quello davanti a me prima di farlo passare sotto il metal detector. Proseguo dritto accompagnato da una puzza di piedi da competizione. “Andate a Monaco a vedere la partita?” ci chiede una donna della security. “No, andiamo a Praga in un bordello, solo che fa freddo e allora abbiamo messo la sciarpa dell’Inter“, le si voleva rispondere (due domande così da pirla in cinque minuti io e il Giusepp non siamo riusciti a sostenerle ndRett).
L’aereo decolla, prende la parola il comandante il quale ci dice con orgoglio di essere juventino ma di tifare per noi in base ad un ragionamento singolare: se avesse vinto l’Inter , avrebbe voluto dire che la partita sarebbe finita presto e lui di conseguenza sarebbe ritornato a casa presto. Il Giusepp era tentato a bussare alla porta della cabina di comando per spiegargli che avremmo potuto benissimo vincere ai rigori e quindi ritornare due ore piu tardi del previsto, ma un gustoso snack lo ha convinto a rimanere allacciato alle cinture.
Arriviamo a Monaco e scopriamo che la Germania è stata trasferita in Libia, poichè fa un caldo assurdo e c’è un sole che spacca le pietre. Il comitato di benvenuto dei poliziotti coi cani antidroga sventa un possibile traffico di stupefacenti: il cane Rex inizia ad impazzire annusando lo zaino e una mano di un ragazzo. Questo viene preso da parte dalla Polizei convinta di essersi guadagnata la giornata, ma dopo un’oretta (così mi hanno detto) rilasciano il ragazzo delusi per il fatto che Rex non avesse fiutato droga bensì volesse solo mangiare la caramella gommosa che il ragazzo aveva in mano in quel momento… sempre detto che ai cani non bisogna metterli a dieta..
Ci portano allo stadio (bello) e da lì prendiamo la metropolitana U6 non prima di metterci un po’ per capire quale tipo di biglietto fare. Alla fine optiamo per quello che costa meno. Arriviamo in Marienplatz dove ci attendevano Andrea, La Vale e la Eli. Ci si fionda alla Augustiner, si beve birra e si mangiano Wurstel, crauti e cartofen.
Tempo di girare un po’ per Monaco e ci dirigiamo allo Stadio. Subito si capisce come il clima che si respira è di grande fair play. I tedeschi praticamente si fanno i cazzi loro non considerandoci, polizia poca. Nessuna divisione tra tifosi ospiti e locali fuori dallo stadio, a testimonianza del fatto che anche in quel Paese il problema tifosi non si pone. In realtà, non son mai stato a vedere una partita nell’est Europa, ma nei 7 Paesi in cui ho visto partite ho sempre avuto una percezione di tranquillità e della cosidetta “cultura sportiva” decisamente superiore all’Italia. Si fa buio e la temperatura inizia un po’ a scendere e lo stadio a colorarsi di rosso
Si entra. Tempo di fare un po’ di shopping nel negozio ufficiale ed eccoci nel settore ospiti. Siamo molto in alto ma si vede bene. Dentro fa un caldo allucinante. C’è un settore intero loro (per intenderci posizionato come se fosse da noi il secondo anello rosso però considerato Vip) che si riempie solo un minuto prima. Tutta gente che prima stava mangiando nel ristorante esclusivo dello stadio. E così all’intervallo, tutti al ristorante e in maniera ordinata un minuto prima dell’inizio del secondo tempo tutti al loro posto. Inizia la partita, si vince, poi si perde, poi si rivince. Definitivamente però. Abbiamo fatto un tifo infernale, abbiamo gioito, urlato, ci siamo incazzati, abbiamo imprecato (e qualcuno pure oltre) e alla fine ci siamo abbracciati stremati. Usciamo in mezzo ai tedeschi senza che succedesse nulla, raggiungiamo i nostri pullman e a mezzanotte siamo pronti in attesa ci chiamassero per l’imbarco. Si decolla, arriviamo prima delle due in un aereoporto di Malpensa allagato da un diluvio. C’è tanta gente che aspetta la squadra, ma il Giusepp e io proseguiamo verso il parcheggio e ce ne andiamo a casa. Non avevamo bisogno di aspettare i ragazzi, noi li abbiamo incitati dal primo all’ultimo minuto allo stadio, abbiamo spinto quel cazzo di pallone sul 2 a 1 per loro a non varcare la linea di porta, abbiamo calciato insieme a Pandev quel pallone nel sette che ci ha fatto vincere.
Abbiamo vinto tutti ed è quello questo che conta, ma ci siamo divertiti, siamo stati bene in compagnia, in salute, in un bel posto e abbiamo fatto quello che è il nostro dovere: tifare Inter. Qualunque risultato ci fosse stato ieri sera, noi avremmo vinto lo stesso.



altra giornata sraordinaria,un piacere averla passata con te,Andrea,vale ed elisa.
E’ difficile spiegare le emozioni che si vivono in giornate come queste,con persone che”vivono”e”sentono”l’amore x l’Inter come me,passando dall’euforia alla delusione,fino all’esaltazione finale.Auguro a tutti quelli che AMANO il calcio e la nostra squadra,di poter vivere almeno una volta giornate come oggi o come Madrid.
Sei un grande! E leggerti è un po’ come esser stato in quello stadio, in quella città! Forza Pazza Inter!
e sempre Forsa Nuara!
E adesso ti tocca andare a Schalke, verooo?
basin nerazurro
a “scialche” salto…purtroppo il mio pozzo di petrolio in giardino ultimamente è un po’ a secco…
di certo, se capiterà, mi faccio Londra o Manchester dopo e chissà….
(nerazzurro, DUE r, accidenti!)