Come vi ho detto Sabato ero a Torino. E’ andata male seppur, come spesso accade, ha vinto la squadra che meritava meno. Ma non è di questo che voglio parlare. Mi preme invece raccontarvi di come ,in questo 2010, un tifoso organizzato che vuole andare in trasferta cosa deve subire.
Scenario: Toro Novara serie B. 2000 circa tifosi Novaresi a Torino di cui 1000 in partenza coi gruppi organizzati stipati su 21 pullman. Il ritrovo era alle ore 11,45 allo stadio di Novara, perchè la polizia ha voluto così. Un’ora fermi sui pullman senza partire. Alla fine quasi alle 13 la Digos decide che si può andare. Macchine coi lampeggianti e camionette blu che ti scortano. Dopo una mezzoretta di autostrada arrivi alla barriera di Rondissone; la polizia obbliga a fermare i 21 pullman nella piazzola di sosta in mezzo all’autostrada. Pensi a normali controlli, perquisizioni o altro. Nulla. Tre quarti d’ora fermi lì senza un motivo valido. I 1000 novaresi (di cui almeno 850 “innoqui” agli occhi dei poliziotti in quanto gente tranquilla o famigliole) collaborativi al massimo nel senso che non è partito nessun mugugno o contestazione. Come detto dopo 45 minuti si riparte con scorta doppia. Ti fanno fare il resto del tragitto e TUTTA la tangenziale torinese a circa 50km/h. Ormai tutti avevano capito che il loro scopo era di farti arrivare a partita iniziata. Alle 14,45 esci dalla Tangenziale e scopri l’ennesima follia (seppur una delle parti più divertenti della trasferta): ti fanno attraversare Torino in 10 minuti facendo andare 21 pullman al massimo della velocità consentendo di attraversare incroci coi semafori rossi. Lampeggianti e sirene a mille, gente fuori dai balconi per vedere se stesse passando la scorta del Presidente degli Stati Uniti o chi altro. Alle ore 14,55 arriviamo nel settore ospiti. Finti controlli e si entra in tempo. Dei 2000 tifosi una metà circa non acquista il biglietto del settore ospiti un po’ perchè c’è chi fa parte di quelli “Non tesserati” ovvero di quelli che per scelta non hanno sottoscritto la TDT e che quindi non possono acquistare biglietti nel settore ospiti, e un po’ poichè, per rimanere tutti uniti, hanno deciso di comprare il biglietto insieme agli altri. Dove vengono collocati? Ovviamente attaccato ai tifosi granata. Poichè non si parlava di qualche decina di tifosi Novaresi ma di un migliaio, ti aspetti un buon servizio d’ordine. Ecco, un vero e proprio cordone di Steward a separare viene invece organizzato circa al 25esimo del primo tempo. Vola qualche spintone e sberla ovviamente ma poi si riesce ad arrivare alla fine della partita. Un’oretta circa dentro e poi, scortati, ti riportano a Novara.
Quale era l’alternativa? ma ovviamente partire coi mezzi propri. Senza militari e polizia che assurdamente ti fanno arrivare tardi. E allora prendi la macchina, arrivi a Torino, scopri che il popolo granata ti considera meno di zero. Ma poi esci dallo stadio e trovi la macchina rigata e i vetri sfondati.
Ovviamente io sono un tifoso navigato. Di queste giornate ne ho vissute tantissime e tante ne vivrò. Non sono più di tanto sorpreso. Però quando racconto queste cose, tento di farlo con l’occhio critico di quello che probabilmente era alla prima trasferta in vita sua. Di quello che non va in trasferta se non quella volta che si fa trascinare “dall’evento” piuttosto che dalla compagnia. Bene queste persone o sono state trattate a seconda di come hanno scelto di arrivare o come semi delinquenti pericolosi scortati da un esercito oppure hanno avuto il ricordino sulla macchina. Per dovere di racconto mi preme sottolineare che per questo Torino Novara:
- le squadre erano oltre 50 (cinquanta) anni che non si incontravano. Non esistono di fatto precedenti tra le tifoserie
- il 90% dei tifosi Novaresi erano lì solo per “l’evento” e in pace, carichi di famiglie, anziani e bambini
- lo stadio è uno stadio abituato a giocare la serie A, quindi a norma per esodi anche ben superiori e quindi ben “navigato”
Provate ora a pensare che cosa poteva succedere se fosse stata un partita “a rischio” in uno stadio meno attrezzato. E soprattutto, dopo essermi chiesto se valga la pena abbonarsi, vale la pena subire tutto questo ed andare in trasferta? Ti dicono che esiste la TDT che dovrebbe tutelarti da qualche pirla e invece scopri che ora sei a contatto con la tifoseria avversaria. Che se prima non correvi il rischio di contatti ora sei certo che questo accada. Ed è solo questione di tempo. Perchè prima o poi, in qualche stadio, qualche cosa succederà. Ora a voi la scelta di come approcciarvi al problema: avere un approccio filosofico in base a cui in una Società civile non debba succedere nulla in uno stadio, oppure un approccio “pratico” in base a cui almeno per le trasferte debba valere la regola della protezione del tifoso ospite e quindi che per imposizione debba essere messo nel settore preposto e non che ci possa andare solo il tesserato. Perchè è evidente di come questo provvedimento, se visto dal punto di vista delle trasferte, sia un fallimento.
Io mi sono divertito, ho tifato come un matto, ma io ho girato anche mezza Europa per seguire la mia squadra e quindi ho accettato di fare parte di questo sistema assurdo. Ci sono abituato e non faccio un dramma. Sono adulto e vaccinato, con molta esperienza negli stadi e non me le vado a cercare. Sto col gruppo, accetto di entrare magari in ritardo e sto zito perchè sono un malato. Ma la gente “normale” non può accettare questo. Uno normale manda tutti a fare in culo e va veramente al centro commerciale. E probabilmente questo è davvero lo scopo del nostro Stato.
.. e poi dicono che vogliono le famiglie allo stadio .. intanto il padrone delle TV legifera con l’amico Maroni per mettere tutti davanti alle TV a pagare gli abbonamenti all’azienda del premier .. alla faccia del conflitto di interessi … W la repubblica delle banane!
I tuoi coloriti racconti sono sempre grande motivo di facezie e ilarità…e dire che io pensavo che le sirene ed i lampeggianti li avessero usati per avvertire che atrrivavi TE, altro che presidente degli USA!!!
:)