Oggi ho vissuto una nuova esperienza che mi ha regalato emozioni che non avrei mai pensato di provare prima di partire da casa: sono stato a vedere Italia Nuova Zelanda di Rugby a Milano. Non capisco praticamente nulla di questo sport (anche se ho studiato tutta settimana le regole) ma essendo io il prototipo di sportivo Italiano di estrazione calcistica, che si appassiona di sport a lui sconosciuti prima dell’interessamento dei media e/o di vittorie esaltanti degli atleti, e che per esempio si svegliava di notte per vedere le regate di American Cup di vela incazzandosi come una iena se il Paul Cayard del caso sbagliasse le partenze, non poteva mancare a questo appuntamento.
Arrivo al dunque: appena arrivato allo stadio ho iniziato a rosicare come un matto. Si, perchè non me ne facevo una ragione del fatto ci fosse un casino allucinante di gente. Molto piu dei Derby o di Inter Juve e ammetto che questo mi ha reso un po’geloso e un po’ incazzato perche il tuo stadio che vedi sempre piu vuoto oggi invece pieno di gente che molto probabilmente schifa tutto il tuo mondo e la persone come te, non è facile da digerire. Il mio cappellino dell’Inter era saldo in testa , ma molto presto mi son ritrovato in testa un cappellino pubblicitario tutto azzurro. Chiaro segnale che l’Inter oggi non centrasse nulla.
Ho visto famiglie, bambini con la faccia pitturata di azzurro, tanti tricolori, tantissimi pullmini pieni di energumeni con birre in mano ma tutti felici e sorridenti, tensione zero, polizia zero. Tanta musica fuori dallo stadio, si mangiava, si ballava, venivi sommerso da gadget insomma era come se ad un certo punto il mondo avesse deciso di fare festa, ma non una festa di liberazione dall’ansia dopo una partita vinta, no… gente felice a prescindere. Entri allo stadio e lo vedi tutto colorato di azzurro, tanta musica e poi entrano i giocatori. Lo speaker chiede di alzarsi in piedi in rispetto dell’inno della Nuova Zelanda (!), zero fischi, tanti applausi. Ma è durante l’inno d’Italia che ho vissuto un qualcosa di magico: 80.000 persone che lo hanno cantato come Cristo comanda tanto da far vibrare tutto San Siro. Un amore per la propria Nazionale il nostro calcio e il nostro amato Lippi se la sognano in questo momento…
E poi è iniziata la partita e si è perso come è giusto che sia. Non ci ho capito molto, ma il minimo sindacale per capire che la differenza l’hanno fatta i calci piazzati visto che loro hanno fatto una meta sola. Ma questi sono particolari. Sono uscito dallo stadio felice, orgoglioso di essere italiano e soprattutto mi son reso conto di aver applaudito gli avversari, cosa che forse è quindici anni che non facevo piu.
Senza falsi moralismi e senza pretesa di insegnare niente a nessuno, forse era meglio che alcuni di quelli che oggi erano a Roma a manifestare contro la tessera del tifoso avessero spostato la manifestazione a domani e oggi fossero allo stadio. Avrebbero imparato qualcosa.

che strano vedere San Siro così vero?
Mi spiace dire quello che penso…
Nel rugby ci si picchia sonoramente, ma non vedi un lamento, l’arbitraggio non è mai contestato e nelle interviste i giocatori perdenti dicono che devono fare di più, che non ci sono scuse per aver perso e vedi nei loro occhi la voglia e la determinazione.
Nel calcio, al primo accenno di fallo, al primo sfioramento, vedi urla lancinanti e corpi contorgersi, vedi volti che si coprono quando il colpetto è ricevuto sulla spalla, con ambulanze, barelle e spray accorrere come se si stesse girando ER.
L’arbitro è ovviamente criticato, sempre, comunque e costantemente; alla fine critiche per tutto e tutti eppure nessuno è mai responsabile di aver perso (abbiamo giocato troppo questa settimana, troppi infortuni e scuse a gogo) eppure quasi tutti prendono miliardi…
bellissimo articolo, l’ho postato su facebook. Quello che si è visto oggi a San Siro è la testimonianza del fatto che non è vero che in Italia non c’è cultura sportiva e che per questo è impossibile che negli stadi ci sia il clima che c’è in Inghilterra, Spagna o Germania.
Non è per l’assenza di cultura sportiva che in Italia c’è questo folle isterismo per il calcio, ma per colpa dei media che amplificano a dismisura le vicende di questo sport e fanno sì che le partite si trasformino in guerre. Settimane di schermaglie, battibecchi, processi, moviole che non fanno altro che far incazzare la gente che guarda la televisione o legge i giornali. Con tremila moviole ogni domenica, chiunque può trovare la scusa per la sua sconfitta: con centomila moviole all’anno, è facile disegnare fantacomplotti e dargli la colpa per gli insuccessi.
Non è vero che in Italia non c’è cultura sportiva, in Italia non c’è cultura calcistica, ed è ben diverso. Personaggi come Moggi, Agricola e un po’ tutta la Juve band, che hanno fatto quel che tutti sappiamo, o gente come Cragnotti e Tanzi che ha dato il là ad un periodo di spese folli (senza avere i soldi) aumentando il giro di denaro che ruota intorno al calcio e di conseguenza impennando gli isterismi, hanno distrutto questo sport e hanno fatto scappare la gente dagli stadi.
Eppure, alcuni di questi sono tuttora rimpianti e contesi da tv e giornali, sempre pronti a pendere dalle loro labbra ad ogni fregnaccia che sparano. Non c’è da sorprendersi, poi, se il calcio è quello che è.
Gran bel post, complimenti!
Peccato non esserci andato, rimedierò. Solo per il rugby eh, non per l’Inter!
concordo pienamente con grappa e vinci troppe trasmissioni che parlano di calcio…io farei sparire tutte quelle cavolo di trasmissioni delle tv private che servono solo ad alimentare violenza in alcune persone ma come e’ possibile che non si capisca che sono tutte buffonate?non saranno mica Giornalisti gente come Ruiu Chirico Crudeli Corno Ordine Bacci ecc…per non parlare dei vari opinionisti (cosi dicono).
per quanto riguarda il rugby ,si ,ieri si e’ raggiunto il clou ,san siro, gli all blacks ,la haka ma qualcuno mi sa dire quale sia la media di spettatori per una partita del campionato italiano di rugby?
Egregio Rettilineo, hai scritto un bell’articolo fino al capoverso finale dove hai pisciato – a mio avviso – fuori dal vaso. Chi critica la manifestazione contro la tessera del tifoso probabilmente non sa cosa vuol dire amare una squadra di calcio e vedere ostacolata la fruizione dal vivo dello spettacolo del calcio. Ci sono già i biglietti nominali a schedare gli spettatori, la tessera del tifoso è solo una boiata (è una banale carta di debito che le società calcistiche obbligheranno ad usare).
Concordo sia con l’autore dell’articolo sia con l’onesto Grappa: il calcio in Italia uccide anche gli altri sport, e di fatto azzera la cultura sportiva che non è sviluppatissima.
Speriamo che questo evento sia d’insegnamento, ma ne dubito, dato com’è finita l’iniziativa stile rugby del terzo tempo…
@fcoraz
io ho volutamente parlato di alcuni presenti a quella manifestazione, non di tutti quelli che erano pro manifestazione in se (che io comunque non approvo ma non è questo che conta ora perchè non centra nulla.).
A prescindere dal fatto che la tessera del tifoso sia giusta o sbagliata, ti garantisco che sono nato allo stadio e ci vivo quotidianamente e proprio per questo ritengo sacrosanto rivendicare il saper amare una squadra di calcio senza condividere molti metodi, pensieri e permettimi luoghi comuni di chi invece ultras si definisce. Non te la prendere non è una critica a te in quanto fcoraz, ma la frase “vedere ostacolata la fruizione dal vivo dello spettacolo del calcio” è un luogo comune degli ultras che non ha un riscontro oggettivo con la realtà. A me non viene privato proprio nulla fino a prova contraria
Ieri comunque a Roma quante persone c’erano? 1000? 2000? Perfetto, di quei 2000 sono pronto a scommetterci che almeno 200 avrebbero avuto da impare vedendo la gente a San Siro ieri. Il che ovviamente non vuol dire che tutti sono delinquenti ecc ecc
Caro Rett, come il buon fcoraz testimonia, trattasi di battaglia persa.
Qualcuno gli ha fatto credere di essere LORO i veri protagonisti del calcio e , cosa ancora peggiore, questi ci hanno creduto!
Goditi lo spettacolo e prendilo per quello che è: una bellissima oasi di piacere in un deserto nel quale tra pochi giorni saremo nuovamente dispersi.
…non ti ho fatto i complimenti perchè è inutile, no?
bella sbrodolata, vi auguro di essere in pub di durban o leeds dopo una finale sudafrica-inghilterra, col divieto di portare cappellini da baseball (quelli con la visiera, si) dentro al pub perche’ le telecamere a circuito chiuso non possono riconoscere la faccia di quello che spacca amorevolmente la pinta in faccia a qualcuno.giu il cappello, mano sul cuore, e tutti sull’azzurra di cino ricci.