Premessa: chi ha un approccio molto simile al “noi siamo l’Inter, mica dobbiamo aver paura del Chievo, ci mancherebbe che non si vince su un campo di una squadra che lotta per salvarsi…” allora non prosegua nemmeno con la lettura. Chi invece come me ha un approccio più prudente è ben accetto nel ragionamento.
Verona viene universalmente riconosciuta come la “fatal Verona” da quando i cugini persero lo scudetto del 1973 prendendo 5 pere e bissando un paio di decenni dopo perdendo uno scudetto quasi già vinto, ma non tutti ricordano di come questa città (ma sarebbe piu corretto dire il Chievo Verona) sia particolarmente avversa anche ai nostri colori. Annata 2001-2002 (si, quella del famoso giorno di merda del mese di Maggio), terz’ultima di Campionato Chievo Inter: una vittoria non ci avrebbe consegnato matematicamente lo scudo ma avrebbe di fatto chiuso i giochi. I ragazzi ovviamente arrivarono corti di fiato e con una fottuta paura di vincere e puntualmente non giocarono una grande partita, ma una magia di Dalmat prima e una colossale papera del loro portiere dopo ci portarono sul 1-2 a nostro favore. De Santis poi ci negò un rigore colossale e a pochi minuti dal termine Corradi fece 2 a 2. Certo, lo scudetto si è poi perso a Roma, ma quei due punti persi contarono eccome. Stesso campionato, stesso avversario ma girone di andata, nel freddo polare di una serata tristissima che passò alla storia per quell’interminabile minuto di silenzio accompagnato dal “silenzio” suonato dagli Alpini per il grande Peppino che ci aveva salutato pochi giorni prima, il Chievo Verona si permise di vincere a San Siro, calpestando i nostri cuori che avrebbero voluto onorare in maniera piu degna il suo ricordo. Ben inteso che non sta scritto da nessuna parte che avrebbero dovuto lasciarci vincere, però loro han vinto e anche prendendoci a pallonate per diversi minuti. Come biglietto da visita al primo scontro diretto della nostra e loro storia non c’è male.
Un decennio o quasi di scontri diretti con loro ci mostrano sempre enormi sofferenze. Quest’anno ci recuperarono due goal prima che Ibra li prese a pallettoni, due anni fa dal 4 a 0 si portarono in pochi minuti sul 4 a 3, altri anni si perse a Verona o si pareggiò; insomma l’Inter non può permettersi di prendere sotto gamba questa partita. Lo dice la storia, lo dicono i precedenti. Beh, tempo fa gettai la maschera ed ammisi che l’Udinese fosse la squadra che “odiavo”; aggiunsi anche che ce ne erano altre e che sarei tornato in futuro sull’argomento. E’ giunta l’ora, il Chievo è la seconda squadra che odio di più, non me ne vogliano i Veronesi. Calcisticamente parlando, nel calcio che conta si sono presentati negli anni in cui si era reso sempre piu evidente la nostra incapacità di battere lo strapotere Juventino-Milanista, pure le due Romane “si divertirono” a vincere due scudetti, e noi zero assoluto. Ci veniva detto che il Chievo era un esempio di Società seria, di giocatori modello che con tre lire di stipendio ci prendevano a schiaffi, una squadra simpatica. Ma simpatica di che? Forse per gli altri che han riso per il fatto che il solo “campione apparente” Luciano (ex Eriberto) approdò in sponda Inter fallendo miseramente e ritornando alla base sfornando poi anche discrete prestazioni ovviamente contro di noi, oppure per i 3 punti che puntualmente i clivensi han sempre lasciato ai nostri avversari diretti. A me non son mai stati simpatici.
Domenica andremo a fargli visita i condizioni di classifica migliori rispetto al 2002 ma in condizioni fisico mentali non tanto diferenti da quel giorno in più tra squalifiche ed infortuni arriveremo a quella partita con molti punti interrogativi a differenza loro che sono molto in palla. Il Mou dovrà molto lavorare sulla testa dei ragazzi questa settimana. Noi siamo l’Inter è vero, e loro sono solo il Chievo. Allora preoccupiamoci di fare l’Inter noi, visto che loro il Chievo contro di noi sono bravissimi a farlo.
Rett, ti correggo. Il 2 a 2 lo segnò Cossato, quel pippone di Corradi segnò all’andata a San Siro l’1 a 0…
Comunque pure a me il Chievo sta sulle palle, altro che squadra simpatia..
Tra l’altro l’anno dopo perdemmo subendo 2 rigori segnati da Corini che festeggiò facendo il giro del campo, mortacci sua.
Spero solo che non si fissino sul fatto che vogliono vincere lo scudo a San Siro e quindi giocare senza stimoli, il Milan a -4 sarebbe una manna per i mass media..
Ciauzzzz
Sulle palle o meno, ogni partita rimanente deve essere giocata come una…finale.
ciao
“Quelli che l’Inter…”
@Kill
ah ecco Cossato, ora rimembro.
Grazie per la segnalazione
Salve,
Son capitato quasi per caso su questo bel blog. Finalmente trovo qualcuno che la pensa come me sul Chievo. Inutile dire che da oggi ‘sto sito me lo segno tra i preferiti
Tornando al Chievo ed alla sua “simpatia”: io non li trovo per niente simpatici, i giornalisti parlavano di ‘calcio-spettacolo’ ma con Del Neri viaggiavano sui sessanta falli a partita. E’ una squadra rognosa e scorbutica che ha disputato un’annata a ritmi folli (la prima) e poi una serie di campionati nulla più che discreti, venendo eliminati sistematicamente da ogni competizione europea al primo turno. Io il Chievo non riesco a farmelo piacere, non lo digerisco (come il Piacenza, altra squadra che all’Inter ha sovente dato noiosi grattacapi).
[...] tempo fa raccontai dell’ “odio” sportivo che provavo per l’Udinese e per il Chievo, ecco diciamo che le mie simpatie non si limitano all’Italia ma vanno anche oltre confine. Se [...]
[...] a Verona col Chievo non fossi personalmente fortunato lo sapete già, per cui la considero una conferma di quanto [...]