Oggi è giornata di Champions League: match point per qualificazione e per primato del Girone. In una polare Milano scenderanno in campo i Greci del Panathinaikos alla loro ultima e disperata possibilità di rimanere in competizione. Per parlare della gara c’è tutto il tempo, mi piacerebbe però fare un ragionamento sull’opportunità di vincere il girone piuttosto che qualificarsi da secondi. Poche balle: l’Inter è l’Inter e soprattutto se si trova in un girone così scarso ha l’obbligo morale di vincerlo; non ammettere questo vuol dire ragionare da integralisti islamici perchè è indubbio che, per quanto visto fin’ora, le altre tre pretendenti possano meritarsi si e no gli ottavi di Coppa Uefa. Partendo quindi da questo fatto, penso però che in Italia si dia un po’ troppa importanza al primato invernale di Champions e che questo venga inspiegabilmente legato ad un ipotetico vantaggio al momento del sorteggio per gli ottavi di finali. La cosa potrebbe avere una sua logica se fossimo in un mondo normale, dove i piu forti vincono e dove mancano le sorprese, ma soprattutto se giocassimo una competizione caratterizzata da squadre con caratura tecnica molto differente. Ma assistendo ad un progressivo appiattimento dei valori di almeno tre quarti dei competitors, vincere il girone non è garanzia di sorteggio piu agevole.
Assumendo di vincere il nostro girone, ad oggi l’Inter incontrerebbe una tra: Liverpool, Real Madrid, Bayern Monaco, Villareal, e Sporting Lisbona. Lusitani a parte e (forse) il Villareal, non si può sostenere di avere un ottavo di finale che permetta ai ragazzi di affrontare le due partite con serenità. Guardiamo al passato. Edizione 2007/2008 l’Inter vince brillantemente il Girone; al sorteggio troverà il Liverpool (poi sconfitto ai supplementari della semifinale) che ci manda a casa. Edizione 2006/2007 il Girone non lo vinciamo e becchiamo il Valencia (ritenuto abbordabile): tutti a casa aleeee.
Insomma, noi del Primo Anello Arancio più volte abbiamo ribadito il nostro credo secondo cui la più forte alla lunga vince e che prima o poi le devi incontrare tutte, detto questo è indubbio che una buona dose di fortuna possa aiutare ad avanzare qualche turno più agevolmente. Alla fine una sola vincerà, è vero, ma spesso quello che fa la differenza nel giudizio nei confronti di una squadra non è solo la vittoria finale, bensì quanto questa riuscirà a stare in gara e a giocarsi la vittoria. Questa sarà la prima vera missione del Mou, non tanto vincere subito la Champions, ma portare l’Inter a giocarsela prima della fine. L’Inter, questa Inter, non può congedarsi dall’Europa quando il cielo è ancora grigio e gli alberi ancora spogli e per aiutarci a raggiungere questo obiettivo, va bene anche l’aiuto del sorteggio.
foto presa dal web

E’, la Champions, una competizione difficilissima. Non sempre la vince la più forte,ritengo. Molti sono i fattori che condizionano l’andare avanti in questo torneo: in primis la fortuna di arrivare nel periodo cruciale della manifestazione con l’intero organico e con una condizione fisica-psichica ottimale, cosa che ci è mancata nelle precedenti edizioni.
ciao ret
http://www.interclubacquaviva.blogspot.com
La componente Fortuna è fondamentale in Champions League: la storia stessa della competizione è lì a dimostrarlo.
Fatta questa premessa, risulta quanto meno aleatorio stare a disquisire su cosa sia meglio fra affrontare il Liverpool o il Barcellona giocando il ritorno in trasferta o il Roccacannuccia col ritorno in casa.
Al 95° della finale tutto potrà ancora succedere (…e non alzate il sopracciglio: è già accaduto…), figuriamoci se oggi, con un’identità di squadra ancora in fase di gestazione, possiamo fare congetture simili.
La Champions è troppo difficile.
Preferisco il campionato, questa è la verità.
[...] pensare che non gliene freghi una mazza arrivare primo o secondo anzi, in virtù di quanto dicevamo qui forse forse il fatto di poter giocare contro una Big gli piaccia tanto. Dopo aver indegnamente [...]