Abbiamo battuto l’Udinese con un goal al 92 esimo e allo stesso minuto idealmente , perchè si giocava il posticipo, il Milan ha subito il goal del pareggio; si ritorna quindi ad essere primi. Questi due eventi basterebbero ed avanzerebbero abbondantemente per archiviare questa giornata come una delle più positive tra quelle fin qui viste. Ma è tutto ora quello che luccica? Non c’è nulla da fare, questa Inter è destinata a spaccare il popolo calcistico in due grandi correnti di pensiero: i pessimisti e gli ottimisti a seconda di che punto di vista si analizzi la prestazione. Trovo davvero singolare questa situazione, soprattutto perchè entrambe le fazioni hanno argomentazioni oggettivamente valide e sostenibili per avvalorare le loro tesi.
Ottimisti: partiamo da dati di fatto prima di iniziare con le opinioni. Mourinho ha vinto una SuperCoppa Italiana, è primo in solitudine in Campionato, è primo in solitudine nel girone di Champions. Appare ardua cosa immaginare e soprattutto pretendere un risultato migliore a meno che ci si aspettasse un girone di andata vinto a punteggio pieno e goleade a ripetizione. A parte rari casi, la difesa dell’Inter nonostante praticamente non abbia mai giocato una partita con gli stessi componenti e casi sporadici quali Famagosta, risulta compatta e impenetrabile. La maggior parte delle gare non subiamo goal e gli avversari, seppur creano mole di gioco, non impensieriscono concretamente mai. Seppur si giochi non benino sono arrivati questi risultati, figuriamoci tra un po’ di tempo quando la squadra avrà recepito maggiormente i nuovo schemi e la nuova filosofia di gioco.
Pessimisti: c’è totale mancanza di gioco. Centinaia di lanci lunghi a casaccio verso Ibrahimovich lasciato solo in avanti. In attacco non c’è gioco corale e se Zlatan non inventa qualcosa, non si riesce a creare pericoli visto che si gioca costantemente in inferiorità numerica nella loro area. Il centrocampo appare meno solido degli anni scorsi e si da una generale impressione di essere pericolosi solamente quando si avanza in stile “armata brancaleone” e quindi non contano piu gli schemi ma conta il fato. I nuovi acquisti si sono mostrati per ora un totale fallimento ed è indubbio che in un confronto con l’Inter del Mancio questa del Mou ne esca drammaticamente sconfitta.
Capitolo a parte poi il discorso Mourinho nella gestione di alcuni giocatori e nei rapporti con la stampa: piovono critiche quotidiane sul Portoghese accusato di arroganza, antipatia, superbia e poi aggiungete voi qualche aggettivo dispregiativo a caso che ci prendete. Singolare il fatto che abbia ricevuto piu critiche il Mou per aver fatto il gesto dello “zittire” qualcuno dopo la vittoria piuttosto del Mancio dopo un Inter Samp che in preda da deliri di onnipotenza stava raggiungendo il primo anello rosso per mandare a defecare platealmente due tifosi.
Inter Udinese di ieri ha per l’ennesima volta consolidato le posizioni di queste due fazioni e ancora una volta ha lasciato quella sensazione di rivedibilità di cui abbiamo parlato la scorsa settimana. Non si può dire di aver corso chissà quali rischi ma non si può nemmeno dire di aver compiuto chissà quale impresa nel aver battuto questa squadra che comunque è particolarmente ostica da domare. Sia che si propenda per una visione piuttosto che nell’altra, mi sento però di fare un appello a tutti e in particolarmodo agli interisti: usciamo da questa sindrome di Mancini. Smettiamola di giudicare questa Inter con l’occhio critico di chi è pronto a fare solo paragoni col passato. Quel passato non c’è più. Mancini è entrato nella storia ma ora c’è una nuova pagina. Non facciamo l’errore madornale di passare da “vedove” del Mancio a “vittime” del Mancio stesso. Non distruggiamo tutto quello che si sta creando solo perchè apparentemente prima sembrava piu bello. A perdere sul campo perchè inferiori siamo stati abili per anni, perdere perchè non ci crediamo a prescindere sarebbe troppo.
Ciao, Rettilineo.
Complimenti. Sottoscrivibile al 100%.
Purtroppo, la tua invocazione finale cade nel nulla: ormai la spaccatura è avvenuta ed è insanabile. Ci sono blog che ormai esistono solo per mettere in opposizione “specialisti” e “manciniani”. Io, come forse saprai, pur non essendo certo entusiasta del portoghese, sono dalla sua parte. Andreotti soleva dire: “noi dobbiamo amare il Papa, non colui che in quel momento fa il Papa”.
Torna a trovarci, è sempre un piacere.