L’estate è finita da un pezzo, il calciomercato è terminato e il Campionato, seppur ancora all’inizio, è comunque già entrato nel vivo e tutte le attività estive ovvero amichevoli, raduni, news di mercato sono un ricordo. C’è però un aspetto che l’Inter non ha ancora chiarito definitivamente: il numero di abbonati. L’ultimo dato ufficiale comunicato dall’Inter è datato 5 Ottobre 2008 e parla di 38.940 abbonati ovvero un migliaio circa in più rispetto allo scorso anno. Flop o successo? Vediamo di analizzare la questione.
Il tema del numero di abbonati lo avevo già affrontato ad inizio Agosto quando mi sono permesso di fornire un’altra chiave di lettura fatta da Telelombardia sull’allora numero di 28200 abbonati, mia interpretazione forse un po’ troppo ottimistica e letta solo dal punto di vista nerazzurro, ma che credo ancora valida se si considera appunto che venne fatta il 4 Agosto, a circa un mese e mezzo dal primo incontro casalingo. Partiamo ora da un primo aspetto oggettivo: il disarmante silenzio della Società in merito al numero degli abbonati è sicuramente indice di profonda delusione. Sul sito ufficiale infatti da sempre non mancano mai puntuali aggiornamenti trionfalistici quando c’è un dato favorevole da pubblicare e questo omertoso silenzio calato sulla questione, salvo alcuni aggiornamenti pubblicati nello spazio dedicato ai Club ( e non nella home page principale), è indice che ci si aspettasse molto di più. L’Inter arriva da 2 scudetti vinti sul campo e 1 a tavolino, fresca di un nuovo allenatore maestro nella comunicazione e con tanti buoni propositi legati alla Champions League. C’erano tutti gli ingredienti quindi per ambire ad una campagna abbonamenti stratosferica, ovvero avvicinarsi almeno alla soglia dei 50.000; ma così non è andata. Non è mia intenzione ora metterla sull’aspetto economico, anche se è evidente che questa crisi possa aver portato giustamente molta gente a risparmiare sul superfluo a favore del necessario (anche se per la gente come me il superfluo è una vacanza al mare e il necessario è l’Inter). Detto questo, credo che una seria interpretazione dei dati non possa prescindere da una contestualizzazione del dato, e quindi del numero di abbonati alle squadre di calcio in Italia. Al primo posto abbiamo i cugini del Milan con qualche migliaio di tessere in più di noi, cugini che nove volte su dieci ci battono in questa gara estiva, ma che comunque non ci umiliano. Dietro di noi il vuoto e poi Roma, Fiorentina, Lazio, Napoli e Juve. Questo vuol dire che analizzando il panorama italiano, l’Inter è seconda solo al Milan come numero di abbonati il che dimostra che i quasi 39000 fedelissimi rappresentano attualmente in Italia un livello difficilmente superabile. Interessante però fare un raffronto con i principali competitors all’estero anche se è difficile trovare dati ufficiali. Guardiamo ad esempio in Germania. Record di abbonamenti per il Borussia Dortmunt: ben 49.500. A tal proposito questo autentico boom sembra sia dovuto all’euforia che ha portato all’ambiente il neo tecnico Jurgen Klopp ( e qui i paragoni col Mou sono facili…). Segue lo Shalke con 43.100 e il Bayern con 37.200 (anche se la cifra è stabilita dalla Società che preferisce vendere piu biglietti ad ogni partita). Da notare però che il bacino di utenza della città di Gelsenchirchen (città dove gioca lo Shalcke 04) è di circa 250.000 persone e che questa squadra non ha una grande seguito per il resto della Germania; impressionante quindi il rapporto numero di abitanti/ abbonati allo stadio.
Inarrivabili le big Spagnole: il Barca è una Società Sportiva che vive anche sull’azionariato popolare e conta 130.000 Soci ufficiali. Lo Stadio ha una capienza di circa 100.000 persone e di queste, 80.000 sono abbonate (cifra stabilita e “bloccata” dalla Società). Leggermente inferiori ma comunque irraggiungibili per noi anche quelle del Real Madrid.
Non sono purtroppo riuscito a trovare dati ufficiali sulle squadre Inglesi, tuttavia MUFC, Arsenal, Chelasea e Liverpool hanno la quasi totalità della capienza dei propri impianti riservati agli abbonati e inoltre esiste una lista di attesa di un paio di anni per potersi aggiudicare l’amata tessera. MUFC e Arsenal a parte, gli Stadi Inglesi non sono enormi per cui è ipotizzabile un numero di abbonati compreso tra le 40.000 e le 50.000 unità.
Recapitolando, i 39000 abbonati interisti non sono sicuramente un dato da sbandierare con orgoglio ma rappresentano comunque un numero in linea con le antagoniste europee. Dove invece l’Inter e il Calcio Italiano ne escono sconfitti sono sul numero di biglietti venduti per ogni partita. Eccezion fatta per i Derby, per la gara contro la Juve e contro la Roma, difficilmente si superano a San Siro le 50.000 presenze complessive dei tifosi ospiti. Questo vuol dire che il 90% della gente che entra al Meazza è formata da quello zoccolo duro che non mancherà mai, quel gruppo di tifosi romantici come me che è resistita alla Pay Tv, alla crisi economica, alla violenza fuori e dentro agli stadi. All’estero invece è consuetudine vedere gli Impianti pieni di gente. La crisi economica in atto è mondiale, per cui non è molto sostenibile l’idea che ad esempio in Inghilterra stiano economicamente meglio da permettersi di andare sempre allo Stadio e in Italia no. Probabilmente le ragioni stanno altrove o magari davvero il popolo italiano ha come priorità un vestito firmato, una cena con gli amici in più o una vacanza più esclusiva piuttosto che appoggiare le proprie natiche su una poltroncina di uno Stadio. Bisogna anche saper accettare questo senza per forza trovare sempre una giustificazione o peggio accusare sempre il Calcio Italiano di non sapersi vendere o fare breccia tra i giovani. In fin dei conti il costo di un abbonamento allo stadio è uguale a quello della Playstation, perchè un giovane dodicenne, se messo nelle condizioni di dover scegliere tra una delle due possibilità, dovrebbe privilegiare lo stadio rispetto ad una consolle che lo potrà far divertire 365 giorni all’anno? Non sta a me dare questa risposta; non ho figli, ma quando e se un giorno ne avrò uno, non sarò certo io il genitore che si rifiuterà di portare suo figlio in uno stadio o gli negherà il divertimento di un gran premio virtuale davanti alla televisione. Sono cresciuto nell’era dei videogiochi anche io, ma una cosa dirò sempre a mio figlio: ho visto vincere partite allo stadio e sulla Playstation, ho visto goal come quello di Ibra contro il Bologna dal vivo e in un videogioco, ma allo stadio c’è una differenza che nessun processore, nessuna scheda madre e nessun micro chip potranno mai riprodurre: la gioia che provi nell’abbracciare allo stadio una persona che nemmeno conosci e sentire che anche lei, dopo un goal, batte il cuore forte. Lo stadio è soprattutto questo.
Nota: Aiutatemi a trovare fonti ufficiali che mostrino i dati di abbonati delle squadre nel Mondo. Mi piacerebbe fare una tabella più precisa e soprattutto seguire nei prossimi anni i flussi di abbonati.
Sei riuscito a trovare il risvolto positivo, siamo pur sempre la seconda squadra per abbonati in Italia.
Però che squallore tutti quei vuoti nella partita col Werder in CL, i soli 10 mila paganti col Catania e il Bologna..
Mi piacerebbe vedere un San Siro pieno anche per un’Inter/Chievo, come per Arsenal-Hull City ma temo che non capiterà mai..
Il calcio “live” in TV a prezzi sempre più contenuti ha prodotto i frutti (!!!)
ciao
http://www.interclubacquaviva.blogspot.com
complimenti per l’analisi
se rapporti 39 mila abbonati ad uno stadio di 80 mila come san siro (brutto, freddo, enorme, scomodo,) e sommi otto – nove mila paganti, siamo a 45 – 48 mila persone su 80 mila potenziali.
Quindi meno del cinquanta percento.
Da un punto di vista di impatto visivo live e televisivo, lo squallore al quale assistiamo domenicalmente
In uno stadio di 60 mila come quello che (forse) costruirà la società (e si spera comodo, confortevole, vicino al campo, caldo, erba verdissima, colorato, pieno di attrazioni) e riporti lo stesso numero di persone di cui sopra ( partendo dal presupposto che il cambiamento in meglio non porterà alcun nuovo spettatore il che non sarà ovviamente così) lo stadio… oplà sarà pieno.
Prospettiva, solo propsettiva… niente analisi sociologica, sociopolitica ect…
solo prospettiva.
beninteso, meno (anche poco poco di meno) coglioni che si azuffano, meno striscioni offensivi, meno cori … contro…
ritornano le domme, i bambini con i papà… i cori diventano per… e una festa..
e lo stadio sarà…. STRAPIENO
Statistiche Spettatori dalla A alla Lega Pro, match per match, club per club!