“E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare”. Mi piace iniziare il commento a Inter Lecce di ieri con questa frase universale che ha fatto epoca tra tantissime categorie di lavoratori. Diciamo la verità, quante volte ce la siamo ripetuta in particolari momenti della nostra vita in cui abbiamo avuto la sensazione di fare un lavoro poco nobile ma importante, magari anche non riconosciuto dai nostri capi ma oggettivamente indispensabile per l’attività…. ecco, probabilmente ieri sera se la sarà ripetuta più volte Julio Ricardo Cruz.
Ci sono diversi modi di intendere il gioco del calcio e diversi modi di praticarlo. Quando poi il destino e la bravura ti portano a diventare un Campione hai allora altri modi per mostrare al mondo il tuo essere calciatore: puoi essere un Top Player, un buon giocatore, un fenomeno oppure un Julio Ricardo Cruz. Si, colui che ogni anno parte dalla panchina, quello a cui vengono rivolti tanti cori e tante pacche sulla spalla ma il titolone sul giornale se lo prende Quaresma, quello che è meno fotogenico e simpatico di altri. Ma quello che fatalmente fa goal; entra e segna. E Julio Ricardo Cruz questo ieri ha fatto. Abbiamo provato a segnare giochicchiando, abbiamo poi provato con i cross, con i tiri da fuori, abbiamo poi provato ad inserire qualche piede più buono. E quando non si sapeva più cosa fare entra lui, e in cinque minuti rovina il sogno dei Leccesi che per spirito, organizzazione di gioco e cuore, non avrebbero rubato a portare a casa un punto. Senza troppo pensare, alla prima palla utile fa quello che un normale attaccante dovrebbe fare: tirare in porta. Ovazione, Chapeaux, vetta della classifica solitaria.
Questi tre punti sono importantissimi perchè io credo che gli scudetti non si vincano necessariamente battendo Milan, Juve e Roma; quello sicuramente può essere motivo di soddisfazione e di sfottò tra tifosi, ma i campionati si vincono perdendo meno punti contro queste squadre, che puntualmente giocano contro di te la partita della vita e ti fanno morire per 95 minuti. Ieri si è vinto e altri invece hanno pareggiato o perso. Siamo già la Capolista e questo è un problema in più per gli altri.
Ma l’ovazione oggi se la merita il nostro eroe, il nostro killer che ancora una volta ha dovuto fare “lo sporco lavoro” di uccidere chi probabilmente non se lo meritava, ma da professionista come lui è, ha dovuto farlo. E come sempre, senza nulla di personale.
Si, credo che oggi l’unica cosa da dire riguardi Cruz, un mattoncino l’ha messo proprio lui ieri sera.
meno male che c’è lui che ci leva le castagne dal fuoco
insomma prima o poi la smetteremo di soffrire, vero??:)