Zero goal su azione, un goal su rigore, uno su autorete e uno su palla inattiva di un difensore. Con questa esplosiva forza d’urto non è che si potesse sperare di “matare” le furie rosse Spagnole e infatti si lascia la competizione Europea dopo una prestazione in cui, cosa ancora più drammatica, l’Italia ha dato l’impressione di giocare al massimo delle proprie possibilità. Al centesimo lancio lungo sbagliato di circa sei metri rispetto al teorico destinatario anche Salvatore Bagni, ultimo ( e forse solo) a credere veramente nell’impresa ha alzato bandiera bianca sostenendo “C’era da aspettarselo di soffrire, questa Spagna è partita per vincere” come se noi invece fossimo li per provare le emozioni di spalmare la Nutella in terra austriaca e vedere l’effetto che questo comportava.
Ho tifato per l’Italia perchè rappresenta la mia Nazione, ma in fondo sapevo come tutti che era questione di tempo. Se avessimo fatto il miracolo di vincere ai rigori, dubito che avremmo poi vinto contro le furie Russe che stanno davvero impressionando per potenza, qualità e velocità di gioco. Detto questo non posso non notare come questa Nazionale ma soprattutto Donadoni mi sia stato particolarmente simpatico per una serie di motivazioni: per prima cosa vedere questa Nazionale mi ha ricordato la mia Inter pre epoca Mancio. Lanci interminabili lunghi verso sperduti attaccanti che corrono decine di km a vuoto, grande motivazione e soprattutto grandi lacrime finali. Un non gioco disarmante che può portarti a vincere la singola partita ma che alla lunga ti fa perdere. Ovviamente in campo non ci va Donadoni (che qualche trofeo in giro per il Mondo l’ha vinto ma ha anche perso una finale di Mondiali ai rigori) ma i giocatori che però, tranne alcuni casi, ne usciranno vittime di un gioco troppo difensivo. La vita professionale di un allenatore è precaria per definizione, ma quello che ha subito il nostro CT è stato un qualcosa di mai visto in nessuna parte del Mondo. Chiamato a sostituire Marcello Lippi, si siede sulla panchina dei neo Campioni del Mondo, quindi in partenza può solo, nei migliore dei casi, tentare di eguagliare i precedenti risultati visto che un torneo interplanetario su Plutone non è stato ancora organizzato. Già dal primo minuto tutta Italia calcistica l’ha bollato come un CT di transizione e per tutto il biennio di qualificazioni agli europei nessuno ha mancato di ricordargli quanto fosse inadatto. Ottenuta la qualificazione inizia davvero il meglio: gli si offre un rinnovo ridicolo che alla fine accetta, rinnovo condito da successive dichiarazioni deliranti dal vertice della Federcalcio pronta nel far notare come il vero rinnovo arriverebbe solo di fatto dopo la vittoria dell’Europeo. Non solo, arriviamo alla vigilia dei quarti contro la Spagna (quindi circa venerdì, sabato scorso) e tutti i quotidiani pubblicano la notizia che Lippi tornerà sulla panchina azzurra. Io credo davvero che nessun Ct del Mondo calcistico evoluto (quindi parlo di Europa, America del Sud e Asia) si sia seduto su una panchina di “cartone” come ha fatto Donatoni. Intendiamoci, non è che lui abbia fatto molto per meritarsi il rinnovo, ma avrei preferito che fosse l’evidenza mostrata sul campo a costargli il posto, e non il dilettantismo di questa Federcalcio.
Ora, come da copione, ci sarà una mini rivoluzione tecnica, molti giocatori non vestiranno più la cassacca azzurra, altri forse torneranno a vestirla e nuove leve la indosseranno per la prima volta. Ma siamo certi che il vertice del calcio nostrano non cambierà perchè loro sono gli intoccabili e gli infallibili. Chissà se nell’imminente nuovo ciclo faremo ancora colazione con latte, frutta, pane e Nutella oppure daranno la colpa, oltre che a Donadoni, anche al cuoco.
Mi è piaciuto il riferimento al commento di Bagni, che non ho potuto fare a meno di notare pure io.
Forza e coraggio, l’estate e breve e poi tornerà la tua amata Inter!!!
Sembra che, in materia di allenatori, stia prendendo piede lo “stile Moratti”.
Al di là di questo, non capisco due cose: perché il contratto di Donadoni sia stato rinnovato prima degli Europei e per quale ragione Marcello Lippi accetti di riprendersi un incarico da cui, complice una serie di circostanze favorevoli, ha già avuto il massimo.
Donadoni lascia senza colpe particolari