Come ho raccontato la scorsa settimana tifo per la mia Nazionale agli Europei; son rimasto dispiaciuto dal risultato delle prima partite e mi accingo a seguire l’ultima (o forse no) sfida di domani contro i cugini francesi, conscio del fatto che una vittoria potrebbe non servire per farci approdare ai quarti. Intendiamoci: tifo si per la mia Nazionale ma non ho la minima intenzione di perderci il sonno o farmi venire il mal di stomaco per lei; assolutamente solo l’Inter ha l’esclusiva per questi malanni da troppo tifo!
Argomento principale di questi giorni: ma Olanda e Romania faranno il “biscotto”? Si metteranno quindi d’accordo per arrivare ad un risultato sulla carta meno scontato ma più deleterio per noi? Risposta: forse si o forse no. Il popolo dei tifosi italiani è comunque assurdo: come sempre, quando non si vince, si parla di biscotti, errori arbitrali, combine, discriminazioni ecc ecc. Siamo stati i primi a parlare di biscotti nel 2004 dove ovviamente ci trovavamo nell’analoga situazione in cui, due partite sciagurate, ci hanno messo nella situazione di dover vincere la terza partita e sperare che le altre due squadre non facessero un 2 a 2 che ci avrebbe condannato, e ovviamente lo riproponiamo in questa nuova edizione. Non vi è traccia di discorsi simili all’ultimo Mondiale, dove si è vinto e non ci sono tracce di critiche dopo un rigore concessoci generosamente ai danni della spavalda Australia. A volte mi metto nei panni di uno straniero: chissà che risate si farà nel constatare come noi italiani abbiamo dato nel mondo l’immagine di essere portatori di un calcio malato, corrotto e pesantemente condizionato da “biscotti” costruiti ad arte e poi, quando siamo in difficoltà, ci permettiamo di dare lezioni sulla morale… io trovo che sia quantomeno singolare.
Questi atteggiamenti non sono nient’altro che lo specchio della Società calcistica italiana. Abbiamo appena vinto uno scudetto senza ricevere praticamente applausi ma solamente critiche e fango da parte degli sconfitti che, a turno, si sono autoproclamati vincitori morali in virtù del fatto che si sono ritenuti vittime di una serie di “biscotti” confezionati per loro e anche noi interisti, negli anni in cui centravamo poco col gioco del calcio, siamo stati proclamati primi in classifica in quanto “piangina”. Insomma se sei forte e vinci acquisisci anche un certo equilibrio che ti porta probabilmente a ragionare più lucidamente di quando perdi, dove invece sei portato a vedere tutto nero.
Non sono un lettore di giornali esteri ma sono certo che l’approccio dei media e degli sportivi esteri sia totalmente differente dal nostro. Si vince e si pensa di essere più forti, si perde perchè gli altri lo sono stati più di noi. Punto. Forse è questo essere “troppo italiani” che ci porta una marea di antipatia generale ma forse è anche un modo per amare la nostra Nazionale anche se non lo si ammette. A tutti noi son certo ha dato fastidio vedere annullato un goal regolare di Toni, magari non ci ha provocato rabbia e sdegno, ma fastidio sicuramente sì. Domani ci sarà la partita fondamentale e forse ci regaleranno un biscotto; non importa, mi auguro saremo in grado di prenderlo. In fin dei conti, se noi fossimo stati al posto dell’Olanda, siamo tutti certi che oggi staremmo preparando l’inutile terza gara come se fosse una finale di Coppa del Mondo?
Datemi una sola ragione per la quale l’Olanda non dovrebbe far fuori in un colpo solo i Campioni del mondo ed i Vice campioni.