Parliamoci chiaro: o ci si fa prendere dall’Europeo (dove Ibra è uno dei pochi che ha tenuto alto l’onore della maglia nerazzurra siglando un euro goal) o ci si butta sul calciomercato. Già, ma che mercato? In questi giorni è un susseguirsi di non notizie o, se preferite, di fitte riunioni, voci ed indiscrezioni che arrivano puntualmente a concretizzarsi in un “nulla di fatto” serale che lascia quanto meno inquieti.
Io non sono un giornalista e come più volte ribadito, tutto quello che apprendo lo faccio leggendo blog, siti internet e giornali sportivi, difficile quindi pretendere da uno del Primo Anello Arancio come me un contributo caratterizzato da quel valore aggiunto di notizie che il popolo nerazzurro della rete cerca. Potrei riportare centinaia di non notizie che apprendo ad esempio su sportmediaset.it oppure su tuttomercatoweb.it ma mi annoierebbe molto e non porterebbe a nulla di buono… Credo che, in questo momento, per un giornalista professionista cui è stato affidato il compito di seguire il mercato nerazzurro siano giorni terribilmente difficili; la lingua italiana consente un grande numero di virtuosismi letterari ma alla fine si è costretti a scrivere le stesse cose. I nomi che interessano sono sempre gli stessi ed è divertente ma nello stesso tempo sconcertante notare come ogni giorno le stesse cose vengono riproposte con la sola differenza della “pole position” per il primo acquisto: un giorno è Lampard, uno Deco un altro Mancini e via dicendo fino a quando il giornalista ripassa dal via e prende i 10 euro canonici; insomma un po’ come il monopoli.
Apprendo ieri sera da Telelombardia che qualche piccola novità in realtà la giornata di ieri ha prodotto: parrebbe che la cifra destinata al mercato sarà di 50 mln di Eur ai quali si aggiungerebbero tutti quelli guadagnati dalle cessioni. In sostanza, verosimilmente si disporrà di un tesoretto di una settantina di milioni. La cifra è enorme e consentirebbe (almeno sulla carta) di effettuare grandi acquisti. Sulla carta però. Il mercato dell’Inter è paradossalmente il più difficile della storia perchè ci si trova con una base solida che deve essere perfezionata con una serie di “ciliegine sulla torta”. Il problema sta nel fatto che queste ciliegine sono rappresentate da giocatori che possono accettare di venire a Milano solamente per una scelta di vita, piuttosto per la ricerca di nuovi stimoli o per il fatto di avere un allenatore come Mourinho che stimano, ma soprattutto deve succedere che il management dei team dove questi attualmente giocano decidano di privarsene. Una volta infatti era solo un problema di pagare tanto, oggi no perchè questi Signori percepiscono già stipendi faraonici, non è più solo un problema di soldi. Proviamo per una volta ad essere pessimisti: e se alla fine tutti i nostro obbiettivi dicessero “No, grazie. Ho deciso di rimanere dove sto. Ringrazio l’Inter per l’interesse” noi che facciamo? Siamo certi che Mou riesca a migliorare il nostro andamento con questa rosa? E soprattutto il popolo nerazzurro è in grado di capire realmente quanto sia difficile per noi, nonostante si disponga di un contocorrente importante, comperare qualcuno? Purtroppo la stampa italiana ed estera non aiutano in questo senso, basta sfogliare un giornale sportivo per vedere mille nomi accostati a mille squadre diverse. La bomba mediatica Mourinho è scoppiata, ora occorre saperla gestire e non sarà facile.
Forse per uno come me che non riesce a stare lontano dalla sua Inter, questi momenti sono troppo devastanti e mi portano a vedere tutto nero. Occorre saper fare come quel cinese che sta seduto sul bordo del fiume e attende. Attende e ancora attende. Prima o poi qualcosa passa. Dobbiamo fare così anche noi: attendiamo e lasciamo lavorare i nostri uomini mercato. Prima o poi qualcosa accadrà. Speriamo.
Hleb, Eto’o, Deco, Drogba, Lampard, Essien, Carvalho… a dar retta a stampa e TV, tutti i più forti giocatori del globo avrebbero dovuto convergere all’Inter. In particolare, il Chelsea era stato dato come una sorta di “supermercato” dove i nerazzurri – prego, accomodatevi! – avrebbero potuto far la spesa a loro piacimento. Nessuno si è domandato per quale ragione Abramovich, uno che non è certo costretto a vendere per problemi economici, avrebbe dovuto acconsentire a disfare la propria squadra per fare un piacere a Moratti e a Mourinho?
Sin dai primi proclami della campagna acquisti nerazzurra mi ero detta: “Se fra tutti questi nomi altisonanti ne arriverà soltanto uno, sarà già tanto”. Il resto sono chimere, chiacchiere, voci messe in giro dai procuratori per elevare il valore di mercato dei loro assistiti, invenzioni dei sedicenti “giornalisti specialisti del mercato” che, per sbarcare il lunario, devono in qualche modo riempire i giornali e gli spazi TV. Per farsi prendere regolarmente in contropiede dai “colpi” veri e propri.
Ladycalcio