ecco la piantina del Primo Anello Arancio con le nuove divisioni dei settori
Siamo ancora molto lontani all’inizio del prossimo Campionato di calcio e manca ancora più di un mese al raduno dei ragazzi, e questa cosa confesso che mi rattrista un pochino. L’Inter occupa un posto fondamentale nella mia vita, e il poter andare allo stadio a vederla, oppure poterla ammirare in tv rappresenta una sorta di “coperta di Linus” che mi tranquillizza notevolmente. Già da quando ero piccolo odiavo l’estate, perchè seppur mi permetteva di andare 15 giorni al mare o di non andare a scuola, capivo che quei mesi caldi, assurdamente diversi dal resto dei mesi dell’anno, rappresentassero un qualcosa che per forza di cose dovevo accettare ma che mi soddisfaceva solo per le prime settimane, e poi mi annoiava molto. Per televisione non si vedeva più nulla di interessante (oggi l’Ambrogio interverrebbe subito nella discussione obbiettando sul fatto che già normalmente non ci sia nulla di decente…), la scuola era finita e gran parte degli amichetti li rivedevi a Settembre, quelli che invece incontravi all’oratorio spesso sparivano perchè andavano in montagna coi nonni e così via… Crescendo ed entrando poi nel mondo del lavoro ho rafforzato questa mia visione pessimistica dell’estate accettandola per quello che è solamente nelle due o tre settimane di ferie e poi combattendola nei suoi aspetti più brutti, quali caldo, afa, zanzare che quotidianamente rendono la mia condizione di pendolare ancora più inquietante.
Ora ci troviamo nel bel mezzo di un week end lungo dovuto all’arrivo della prima festività estiva, che ci stiamo consumando nell’attesa di un comunicato ovvio e banale che ci dica quello che già tutti sappiamo, ovvero che Mourinho sarà il nostro prossimo allenatore, e in fondo speriamo anche in qualche primo colpo di mercato, ovvero uno dei pochi fili conduttori tra noi e l’Inter in questo periodo. Ma domani è un giorno per me fondamentale nella tappa di avvicinamento alla prossima stagione: inizia la campagna abbonamenti. Intendiamoci, da domani e per qualche settimana riguarderà solo una minima parte di tifosi (quelli più fedeli già abbonati lo scorso anno e che intendono rinnovare il loro posto a prescindere), ma come spesso accade, da qualche parte bisogna pur sempre incominciare e sapere che “un qualcosa si muove” mi rende felice. Molti identificheranno l’inizio della stagione nel 14 Luglio, quando i ragazzi si raduneranno per iniziare una nuova avventura, ma per me non è così. Per me inizierà da domani.
Purtroppo allo stadio ci va sempre meno gente. Costa sempre di più, sempre più spesso bisogna andare in orari complicati e SKy o Mediaset Premium rubano sempre più poltroncine allo stadio a favore di divani e poltrone di casa. In più tante, troppe volte, abbiamo assistito a scene di guerriglia che hanno rafforzato in tanta gente la loro convinzione che già avevano di vedersi le partite in televisione. Io devo la mia passione per il calcio visto dal vivo a mio padre. Provengo da una famiglia in cui alla Domenica era la normalità andare allo Stadio. Già da piccolo mio papà mi ha abituato a mangiare presto e stare leggero perchè si doveva andare a vedere l’Inter, rigorosamente con una sciarpa nerazzurra. Mi ha abituato anche ad andare in trasferta (quelle vicine però..) in un periodo dove non esistevano settori ospiti ma per convenzione ci si trovava nella curva opposta a quella dei tifosi in casa e ci si guardava in faccia per vedere se ci fossero facce amiche cui sedersi vicini; si andava presto, in quei casi senza sciarpe e bandiere perchè noi volevamo solo vederci la partita senza passare guai e si usciva almeno 15 minuti prima per evitare code e problemi. Ma eravamo lì, perchè li c’era l’Inter che aveva bisogno di noi.
Ora è diventato un po’ più complicato andare allo stadio. Devi avere documenti d’identità, passare tornelli, metal detector e perquisizioni. Devi avere la faccia da bravo ragazzo altrimenti le perquisizioni aumentano salvo poi fallire miseramente perchè ti accorgi che qualcuno cattivo riesce ad entrare sempre. In trasferta spesso non ci puoi più andare perchè dicono che sei pericoloso e te, che ti alzi alle sei ogni giorno, prendi un treno per farti 10 ore di lavoro, fatichi a comprendere tutto ciò. Ma alzi le spalle e prosegui tanto sai che mediamente un fine settimana si e uno no puoi andarti a vedere la partita. Puoi respirare la puzza di cemento caldo o bagnato, il profumo delle salamelle, la voce degli ambulanti che gridano “Acqua e Birra un’euro…” , puoi litigare col tuo vicino che ti accende un sigaro oppure con l’omino delle bibite che sembra ti prenda di mira e passi solo nella tua fila obbligandoti ad alzarti per farlo passare. Ma soprattutto sei lì, a fare quello che ti piace di più: tifare per la tua Inter.
Leggo nei vari blog che sta nascendo un comprensibile movimento di protesta nei confronti di Moratti per l’allontanamento del Mancio e molti pare sarebbero pronti a non fare l’abbonamento. Posto che non credo che molti di questi alla fine non lo facciano veramente, non potrei mai aderire a queste forme di protesta. Potrei non tifare, fischiare, girarmi dalla parte opposta ma non potrei mai rinunciare a quelle due ore a San Siro. Per me sarebbe troppo. Sarebbe un po’ come quando litighi con tua moglie, cosa fai non ti presenti a casa per protesta? Io non sono fatto così. Il Primo Anello Arancio è la mia seconda casa e io a casa mia ci tornerò sempre.

Grandeee.
Bel post!
Prima o poi faro anche io un bel post sulla (mia) vita nerozzurra. Da quella prima indimenticabile Inter – Bayern 1-3, su’ su’ fino al cielo tempestoso di Parma di quelche settimana fa.
Ben arrivato Jose’, Grazie Roberto
G.
[...] presentarci con una forma adeguata per le nuove sfide che ci attendono. Il primo Anello Arancio già da tempo si sta allenando ed oggi abbiamo deciso di provare gli schemi della polemica. Come non ci tiriamo [...]