giugno 30, 2008
La settimana scorsa il sole era troppo invitante per sprecarlo davanti ad una tastiera e quindi ho deciso di attendere gli eventi in casa nerazzurra prima di scrivere qualcosa. Se ci si concentra sulle notizie ufficiali non si può non notare come abbia fatto bene a prendermi una settimana di ferie visto che non è successo nulla, se invece diamo ascolto ai vari rumors, la scorsa settimana senza ombra di dubbio è stata molto importante. Diciamo subito una cosa: questa settimana deve succedere qualcosa, ne sono certo, tutti ne sono certi, per una serie di motivazioni.
Bilanci: i bilanci di una squadra di calcio non vengono stilati prendendo come riferimento l’anno solare bensì usando il primo Luglio come inizio. Questo vuol dire che tutte le mosse di mercato che le nostre principali antagoniste hanno ufficializzato, le hanno fatte rientrare nel bilancio d’esercizio che si chiuderà questa sera. Tutto ciò che verrà ufficializzato domani, se ne riparlerà per il prossimo anno. Questo artefizio contabile sia chiaro che non cambia la vita ai Club che comunque i loro Campioni li devono pagare, tuttavia, con le debite proporzioni, il concetto di aspettare Luglio a contabilizzare un nuovo acquisto è abbastanza simile all’utilizzo di una carta di credito per una persona normale. Quello che compra lo dovrà pagare ma lo farà il mese successivo. Più volte l’Inter ha utilizzato questa strategia quindi l’arrivo di Luglio rappresenta un primo indizio serio sul fatto che arriveranno i primi acquisti.
Terminati gli Europei. E’ vero che alla finale ci vanno solo due squadre, ma ieri sera si è chiusa ufficialmente la stagione calcistica 2007/2008. Non ci sarà più nessun giocatore impegnato in qualche turnè, amichevole e competizione con Club o Nazionale. Tutti sono in vacanza e quindi tutti sono liberi per poter firmare. Non ci saranno più alibi che tengano, non si dovranno aspettare le chiusure di tornei continentali o si dovranno fare silenzi forzati in rispetto del vecchio o nuovo club ancora in gioco per qualche partita.
Chiusura dei contratti. I contratti terminano ufficialmente sempre il 30 Giugno. Da Domani, seppur formalmente ad esempio un Santiago Solari ha salutato l’Inter il 19 Maggio, a chi scadrà il contratto sarà senza squadra. L’Inter è molto “politically correct” e infatti sul sito ufficiale compare ancora la rosa 2007/2008. Domani mattina puntualmente verranno cancellati Solari, Maniche, Cesar e forse Dacourt e si inizierà a parlare della prossima stagione.
Insomma, siamo arrivati al dunque. Già, ma i nostri uomini di mercato sono tarati con le aspettative di questa mia analisi oppure dovremo attendere ancora? Riusciremo a chiudere per Amantino piuttosto che Quaresma o per Lampard? Alla stampa l’ultima parola.
Noi al Primo Anello Arancio l’abbonamento l’abbiamo già rinnovato da settimane. Abbiamo contribuito per quel che potevamo a dare a Branca qualche euro in più grazie agli aumenti che ci sono stati. Noi siamo già pronti per il ritiro. Iniziamo a fare sul serio cara vecchia Inter?
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giugno 23, 2008
Zero goal su azione, un goal su rigore, uno su autorete e uno su palla inattiva di un difensore. Con questa esplosiva forza d’urto non è che si potesse sperare di “matare” le furie rosse Spagnole e infatti si lascia la competizione Europea dopo una prestazione in cui, cosa ancora più drammatica, l’Italia ha dato l’impressione di giocare al massimo delle proprie possibilità. Al centesimo lancio lungo sbagliato di circa sei metri rispetto al teorico destinatario anche Salvatore Bagni, ultimo ( e forse solo) a credere veramente nell’impresa ha alzato bandiera bianca sostenendo “C’era da aspettarselo di soffrire, questa Spagna è partita per vincere” come se noi invece fossimo li per provare le emozioni di spalmare la Nutella in terra austriaca e vedere l’effetto che questo comportava.
Ho tifato per l’Italia perchè rappresenta la mia Nazione, ma in fondo sapevo come tutti che era questione di tempo. Se avessimo fatto il miracolo di vincere ai rigori, dubito che avremmo poi vinto contro le furie Russe che stanno davvero impressionando per potenza, qualità e velocità di gioco. Detto questo non posso non notare come questa Nazionale ma soprattutto Donadoni mi sia stato particolarmente simpatico per una serie di motivazioni: per prima cosa vedere questa Nazionale mi ha ricordato la mia Inter pre epoca Mancio. Lanci interminabili lunghi verso sperduti attaccanti che corrono decine di km a vuoto, grande motivazione e soprattutto grandi lacrime finali. Un non gioco disarmante che può portarti a vincere la singola partita ma che alla lunga ti fa perdere. Ovviamente in campo non ci va Donadoni (che qualche trofeo in giro per il Mondo l’ha vinto ma ha anche perso una finale di Mondiali ai rigori) ma i giocatori che però, tranne alcuni casi, ne usciranno vittime di un gioco troppo difensivo. La vita professionale di un allenatore è precaria per definizione, ma quello che ha subito il nostro CT è stato un qualcosa di mai visto in nessuna parte del Mondo. Chiamato a sostituire Marcello Lippi, si siede sulla panchina dei neo Campioni del Mondo, quindi in partenza può solo, nei migliore dei casi, tentare di eguagliare i precedenti risultati visto che un torneo interplanetario su Plutone non è stato ancora organizzato. Già dal primo minuto tutta Italia calcistica l’ha bollato come un CT di transizione e per tutto il biennio di qualificazioni agli europei nessuno ha mancato di ricordargli quanto fosse inadatto. Ottenuta la qualificazione inizia davvero il meglio: gli si offre un rinnovo ridicolo che alla fine accetta, rinnovo condito da successive dichiarazioni deliranti dal vertice della Federcalcio pronta nel far notare come il vero rinnovo arriverebbe solo di fatto dopo la vittoria dell’Europeo. Non solo, arriviamo alla vigilia dei quarti contro la Spagna (quindi circa venerdì, sabato scorso) e tutti i quotidiani pubblicano la notizia che Lippi tornerà sulla panchina azzurra. Io credo davvero che nessun Ct del Mondo calcistico evoluto (quindi parlo di Europa, America del Sud e Asia) si sia seduto su una panchina di “cartone” come ha fatto Donatoni. Intendiamoci, non è che lui abbia fatto molto per meritarsi il rinnovo, ma avrei preferito che fosse l’evidenza mostrata sul campo a costargli il posto, e non il dilettantismo di questa Federcalcio.
Ora, come da copione, ci sarà una mini rivoluzione tecnica, molti giocatori non vestiranno più la cassacca azzurra, altri forse torneranno a vestirla e nuove leve la indosseranno per la prima volta. Ma siamo certi che il vertice del calcio nostrano non cambierà perchè loro sono gli intoccabili e gli infallibili. Chissà se nell’imminente nuovo ciclo faremo ancora colazione con latte, frutta, pane e Nutella oppure daranno la colpa, oltre che a Donadoni, anche al cuoco.
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giugno 19, 2008
Ieri sera sono terminate le ultime due partite della prima fase degli Europei e, Materazzi a parte ancora in gioco con la Nazionale Italiana ma con scarse possibilità di impiego, la rimanente truppa nerazzurra è stata eliminata e partirà per le vacanze. Si apre ora un periodo interessante e delicato che riguarda tre nostri giocatori: Vieira, Chivu ed Ibra, tutti e tre difronte, chi piu chi meno, ad un delicato bivio. Proviamo ad analizzare serenamente la questione.
Chivu. Il talento Rumeno ha giocato un ottimo Europeo risultando di gran lunga il migliore in campo nella sfida contro l’Italia. Ha dimostrato definitivamente al mondo di essere in grado di giocare in almeno tre ruoli differenti senza alcun tipo di problema o imbarazzo. Christian ha lottato tutto l’anno con la spalla più volte lussata dopo una brutta caduta a Settembre con la sua Nazionale. Ha stretto i denti modificando addirittura lo stile di corsa in modo da non muovere la spalla correndo e ora subirà un’intervento che dovrebbe risolvere il suo problema. Probabilmente dei tre giocatori è quello col problema più chiaro da affrontare infatti l’operazione gli sistemerà la spalla; sarà solo questione di attendere il periodo di riabilitazione e poi tornerà a disposizione. Mi auguro solo non si perda ora troppo tempo prima dell’intervento in modo da riaverlo a pieno regime per Settembre.
Vieira. Il grande assente di questi Europei, più volte assente anche nell’Inter a causa di ripetuti infortuni muscolari e più volte accusato di snobbare il Club a favore della personale preparazione per la competizione Europea che il destino beffardo gli ha poi negato. In crescendo nel finale di stagione ha contribuito anche lui alla conquista dello scudetto. Su Patrick in realtà i bivi sono molteplici primo fra tutti capire se rientrerà nei piani della nuova Inter. L’età è avanzata e la tenuta fisica non buona. Lui stesso in conferenza stampa ha dichiarato di non essere in grado di prevedere i tempi di recupero accusando anche i medici Francesi di non averlo curato adeguatamente. A tal proposito, è singolare come ci si sia tutti schierati contro lo staff medico interista reo di non saper curare i giocatori ed ora, improvvisamente, le accuse vengono rivolte allo staff medico di una Nazionale di calcio. Uno staff può statisticamente non essere adeguato, ma due è già più difficile. Che sia lui il problema? Che sia ormai logoro? Ai posteri l’ardua sentenza.
Ibra. Vero e serio problema. Negli ultimi mesi si è scoperto soffre di una tendinopatia al ginocchio, che tradotto in termini pratici, è un’infiammazione che gli provoca gonfiore e dolori e ne limita le prestazioni. Il problema è molto serio perchè è già stata fatta una cura che in teoria avrebbe dovuto risolvere il problema, ovvero terapie e riposo, ma che è palese non abbiano risolto nulla. La realtà drammatica è che Ibra è in grado di giocare non più di due gare e poi non riesce più a correre. Emblematica la sua immagine di ieri al novantesimo, barcollante e con gli occhi lucidi, non so quanto per la delusione per l’eliminazione e quanto per il dolore. Per intenderci e per chi si ricorda, la stessa immagine di quando in campionato uscì barcollando dal campo di Napoli. Moratti e lo staff medico dell’Inter hanno recentemente dichiarato che non serve nessun intervento ma solo riposo e vacanza. Non sono un medico ne ho giocato a livelli agonistici per cui non sono in grado di prendere posizione in merito, tuttavia non posso non notare come se pause di 20 giorni gli hanno permesso di giocare decentemente solo sprazzi di due partite, non capisco come uno stop di trenta possa risolvergli il problema. La nuova Inter non può prescindere da Ibra per cui non possiamo permetterci di trovarci all’inizio della prossima stagione con questo problema. Se serve un’operazione che la si faccia, anche a costo di trovarlo a Ottobre o Novembre, l’importante che si risolva il problema. Ieri mi ha provocato una forte tristezza vederlo in quelle condizioni perchè è palese che il ragazzo soffra. E troppe volte ho visto giocatori interisti soffrire. E’ ancora molto giovane, bisogna trovare una soluzione.
Non nascondo che un po’ mi dispiace che i nostri giocatori siano usciti tutti perchè un po’ tifavo anche per loro. E’ come se perdesse una parte di Inter anche se, Ibra e Chivu, non avevano speranze di vincere con le loro Nazionali. All’euro goal di Ibra contro la Grecia ho esultato come e quando segna per l’Inter ed ora non mi resta che attendere il suo prossimo goal. Forse in un Ospedale o forse su un campo da calcio non importa, in entrambi i casi avrà risolto un problema.
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giugno 16, 2008
Come ho raccontato la scorsa settimana tifo per la mia Nazionale agli Europei; son rimasto dispiaciuto dal risultato delle prima partite e mi accingo a seguire l’ultima (o forse no) sfida di domani contro i cugini francesi, conscio del fatto che una vittoria potrebbe non servire per farci approdare ai quarti. Intendiamoci: tifo si per la mia Nazionale ma non ho la minima intenzione di perderci il sonno o farmi venire il mal di stomaco per lei; assolutamente solo l’Inter ha l’esclusiva per questi malanni da troppo tifo!
Argomento principale di questi giorni: ma Olanda e Romania faranno il “biscotto”? Si metteranno quindi d’accordo per arrivare ad un risultato sulla carta meno scontato ma più deleterio per noi? Risposta: forse si o forse no. Il popolo dei tifosi italiani è comunque assurdo: come sempre, quando non si vince, si parla di biscotti, errori arbitrali, combine, discriminazioni ecc ecc. Siamo stati i primi a parlare di biscotti nel 2004 dove ovviamente ci trovavamo nell’analoga situazione in cui, due partite sciagurate, ci hanno messo nella situazione di dover vincere la terza partita e sperare che le altre due squadre non facessero un 2 a 2 che ci avrebbe condannato, e ovviamente lo riproponiamo in questa nuova edizione. Non vi è traccia di discorsi simili all’ultimo Mondiale, dove si è vinto e non ci sono tracce di critiche dopo un rigore concessoci generosamente ai danni della spavalda Australia. A volte mi metto nei panni di uno straniero: chissà che risate si farà nel constatare come noi italiani abbiamo dato nel mondo l’immagine di essere portatori di un calcio malato, corrotto e pesantemente condizionato da “biscotti” costruiti ad arte e poi, quando siamo in difficoltà, ci permettiamo di dare lezioni sulla morale… io trovo che sia quantomeno singolare.
Questi atteggiamenti non sono nient’altro che lo specchio della Società calcistica italiana. Abbiamo appena vinto uno scudetto senza ricevere praticamente applausi ma solamente critiche e fango da parte degli sconfitti che, a turno, si sono autoproclamati vincitori morali in virtù del fatto che si sono ritenuti vittime di una serie di “biscotti” confezionati per loro e anche noi interisti, negli anni in cui centravamo poco col gioco del calcio, siamo stati proclamati primi in classifica in quanto “piangina”. Insomma se sei forte e vinci acquisisci anche un certo equilibrio che ti porta probabilmente a ragionare più lucidamente di quando perdi, dove invece sei portato a vedere tutto nero.
Non sono un lettore di giornali esteri ma sono certo che l’approccio dei media e degli sportivi esteri sia totalmente differente dal nostro. Si vince e si pensa di essere più forti, si perde perchè gli altri lo sono stati più di noi. Punto. Forse è questo essere “troppo italiani” che ci porta una marea di antipatia generale ma forse è anche un modo per amare la nostra Nazionale anche se non lo si ammette. A tutti noi son certo ha dato fastidio vedere annullato un goal regolare di Toni, magari non ci ha provocato rabbia e sdegno, ma fastidio sicuramente sì. Domani ci sarà la partita fondamentale e forse ci regaleranno un biscotto; non importa, mi auguro saremo in grado di prenderlo. In fin dei conti, se noi fossimo stati al posto dell’Olanda, siamo tutti certi che oggi staremmo preparando l’inutile terza gara come se fosse una finale di Coppa del Mondo?
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Pubblicato da rettilineotribuna
giugno 12, 2008
Parliamoci chiaro: o ci si fa prendere dall’Europeo (dove Ibra è uno dei pochi che ha tenuto alto l’onore della maglia nerazzurra siglando un euro goal) o ci si butta sul calciomercato. Già, ma che mercato? In questi giorni è un susseguirsi di non notizie o, se preferite, di fitte riunioni, voci ed indiscrezioni che arrivano puntualmente a concretizzarsi in un “nulla di fatto” serale che lascia quanto meno inquieti.
Io non sono un giornalista e come più volte ribadito, tutto quello che apprendo lo faccio leggendo blog, siti internet e giornali sportivi, difficile quindi pretendere da uno del Primo Anello Arancio come me un contributo caratterizzato da quel valore aggiunto di notizie che il popolo nerazzurro della rete cerca. Potrei riportare centinaia di non notizie che apprendo ad esempio su sportmediaset.it oppure su tuttomercatoweb.it ma mi annoierebbe molto e non porterebbe a nulla di buono… Credo che, in questo momento, per un giornalista professionista cui è stato affidato il compito di seguire il mercato nerazzurro siano giorni terribilmente difficili; la lingua italiana consente un grande numero di virtuosismi letterari ma alla fine si è costretti a scrivere le stesse cose. I nomi che interessano sono sempre gli stessi ed è divertente ma nello stesso tempo sconcertante notare come ogni giorno le stesse cose vengono riproposte con la sola differenza della “pole position” per il primo acquisto: un giorno è Lampard, uno Deco un altro Mancini e via dicendo fino a quando il giornalista ripassa dal via e prende i 10 euro canonici; insomma un po’ come il monopoli.
Apprendo ieri sera da Telelombardia che qualche piccola novità in realtà la giornata di ieri ha prodotto: parrebbe che la cifra destinata al mercato sarà di 50 mln di Eur ai quali si aggiungerebbero tutti quelli guadagnati dalle cessioni. In sostanza, verosimilmente si disporrà di un tesoretto di una settantina di milioni. La cifra è enorme e consentirebbe (almeno sulla carta) di effettuare grandi acquisti. Sulla carta però. Il mercato dell’Inter è paradossalmente il più difficile della storia perchè ci si trova con una base solida che deve essere perfezionata con una serie di “ciliegine sulla torta”. Il problema sta nel fatto che queste ciliegine sono rappresentate da giocatori che possono accettare di venire a Milano solamente per una scelta di vita, piuttosto per la ricerca di nuovi stimoli o per il fatto di avere un allenatore come Mourinho che stimano, ma soprattutto deve succedere che il management dei team dove questi attualmente giocano decidano di privarsene. Una volta infatti era solo un problema di pagare tanto, oggi no perchè questi Signori percepiscono già stipendi faraonici, non è più solo un problema di soldi. Proviamo per una volta ad essere pessimisti: e se alla fine tutti i nostro obbiettivi dicessero “No, grazie. Ho deciso di rimanere dove sto. Ringrazio l’Inter per l’interesse” noi che facciamo? Siamo certi che Mou riesca a migliorare il nostro andamento con questa rosa? E soprattutto il popolo nerazzurro è in grado di capire realmente quanto sia difficile per noi, nonostante si disponga di un contocorrente importante, comperare qualcuno? Purtroppo la stampa italiana ed estera non aiutano in questo senso, basta sfogliare un giornale sportivo per vedere mille nomi accostati a mille squadre diverse. La bomba mediatica Mourinho è scoppiata, ora occorre saperla gestire e non sarà facile.
Forse per uno come me che non riesce a stare lontano dalla sua Inter, questi momenti sono troppo devastanti e mi portano a vedere tutto nero. Occorre saper fare come quel cinese che sta seduto sul bordo del fiume e attende. Attende e ancora attende. Prima o poi qualcosa passa. Dobbiamo fare così anche noi: attendiamo e lasciamo lavorare i nostri uomini mercato. Prima o poi qualcosa accadrà. Speriamo.
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