La matematica non è un’opinione

Non c’è nulla da fare. Questa giornata passerà alla storia come una delle più brutte ed inutili che possano esserci. E’ una di quelle giornate dove pensi solo a cosa accadrà il giorno dopo e dove, o tua moglie è malata di Inter come te, o inevitabilmente sei costretto a litigarci prima di sera. Sono da poco passate le 18 e, spinto da un’innata positività e certezza che in fin dei conti l’Inter è sempre la più forte, provo a fare alcune considerazioni per autoconvincermi che domani sarà il sedicesimo scudetto.

L’Inter in questi ultimi due Campionati ha giocato 37 gare casalinghe perdendone solo 2 (Roma scorso anno e Juve quest’anno) e pareggiandone solamente 5 (Roma e Udinese quest’anno, Sampdoria, Udinese e Palermo lo scorso). Insomma in casa siamo davvero forti. Se analizziamo poi i cinque pareggi scopriamo che due sono nati in occasione della prima gara casalinga stagionale, quando la condizione atletica sicuramente non è al top e il caldo è ancora torrido, il pareggio col Palermo dello scorso anno è nato quando si avevano ben 15 punti di vantaggio sulla seconda e campionato chiuso in cassaforte, con la Roma è arrivato allo scadere un pari che in uno scontro diretto per la vetta si può accettare e poi quel dannato pareggio in quel mercoledì sera di Febbraio 2007 con l’Udinese che ha stoppato a 17 il numero di vittorie consecutive. Questo per dire, al di la della scaramanzia e della fede, che se si analizza l’Inter in Campionato di queste due ultime annate si può tranquillamente dire che un risultato casalingo diverso dalla vittoria è un evento statisticamente poco probabile.

Proseguo. Avversario di turno il Siena già matematicamente salvo. La compagine Toscana è fondamentalmente una Società che se non si può definire amica, quanto meno si può dire sia “neutrale” nei confronti dell’Inter. Non ricordo particolari attriti tra i due vertici anzi, il probabile passaggio di Locatelli all’Inter (seppur a parametro zero quindi non figlio di una trattativa tra le due parti) e il discreto numero di giovani nerazzurri che dovranno essere girati in prestito in altre squadre in sede di mercato estivo, sicuramente non porteranno i Senesi a giocarsi la partita della vita. Bene inteso che non chiediamo aiuti ci mancherebbe, ma senza false ipocrisie sappiamo tutti quanto la motivazione in una squadra possa trasformare un gruppo di pecore in lupi e viceversa; difficile insomma vedere un Siena col coltello tra i denti.

Continuo. Zlatan Ibraimovich. Nel post “Basta poco checcevo” di inizio settimana, scrissi una lettera aperta a Ibra, in cui gli spiegavo quanto ci era mancato nel Derby, non solo come giocatore, ma come figura carismatica. Ibra oggi si è allenato coi compagni. Domani non sarà in campo ok, ma ci sarà, e questa è una bella notizia. Non è rimasto a casa sua ma è voluto esserci, come a voler dare un segnale preciso a tutti quelli che, come noi al primo anello arancio, erano tristi e dubbiosi della sua lunga assenza.

Bene. Questo esercizio di autoconvinzione per domani mi ha rasserenato un po’. Ora posso solo attendere l’ora di cena nella speranza che un bel bonarda dell’ Oltrepo’ Pavese mi agevoli un lungo e tranquillo sonno. “Domani è subito arrivato” mi diceva la mia mamma quando ero piccolino e mentre mi dava il bacino della buona notte; Domani deve arrivare subito perchè gli Scudetti devono diventare 16

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