Più forti di Murphy

“Se qualcosa può andare storto, lo farà” è la frase che ha reso celebre il Sig. Arthur Block, umorista Statunitense, che alla fine degli Anni 80 diventò famoso in tutto il Mondo per la raccolta cult “Le leggi di Murphy”, ovvero una raccolta di detti popolari pessimistici e profondamente negativi ma drammaticamente veri ed attuali che si sintetizzano appunto nella frase più celebre che ho riportato ad inizio articolo.

Non so se Block nell’elencare tutte le sue leggi abbia mai preso come riferimento il calcio o si sia limitato a raccontare le sfighe che possono colpire tutti noi durante una giornata qualsiasi, fatto sta che quanto ha fatto oggi l’Inter contro il Cagliari rappresenta l’essenza di come prendere in giro queste luoghi comuni, rispedendoli al mittente e senza ricevuta di ritorno. Ma procediamo con calma.

Giornata splendida, campo in perfette condizioni, stadio non pienissimo ma sopra la media stagionale e sventolio di bandiere incessanti spinte da quel pensiero dello scudetto cui nessuno dei circa 60.000 presenti osava pensare pubblicamente ma che in fondo tutti speravano potesse succedere. L’amico Giusepp prima del fischio iniziale si gira verso di me ed esclama :“Chissà se il Chino si ricorda che è pagato ancora da noi e la mette…”. Pronti e fatto…dopo circa 20 minuti la Roma vinceva già 3 a 0 e il Giusepp per la seconda volta in trenta minuti si gira verso di me ed esclama “Ma va a cagher Chino”.
Ma a noi interessano i ragazzi e soprattutto interessa spiegare ai lettori il motivo per cui dovremmo essere stati più forti delle leggi di Murphy. Bene. Pronti e via ti aspetti l’Inter all’arrembaggio verso la conquista del tricolore. Siamo più forti di tutto e nessuno ci può fermare. Dopo cinque minuti il Cagliari si trova per la prima volta davanti al nostro portiere ma miracolosamente veniamo graziati. Manteniamo la calma, in fondo può capitare. Avanti a testa bassa verso la vittoria e dopo poco il Cagliari ha la seconda palla goal che fortunatamente e clamorosamente sbaglia. La calma inizia a vacillare e Murphy inizia a materializzarsi. Dopo il quarto goal della Roma e della Juve (e siamo a metà primo tempo) e nel momento in cui iniziamo a pensare “oggi non vinciamo” arriva la prima sberla a Murphy: cross in area e Cruz che anticipa il difensore cagliaritano ed insacca nel palo opposto. Ovazione.
Il Cagliari non demorde ma sul più bello, ecco la possibilità di chiudere la gara: azione confusa dei ragazzi, carambola su Cambiasso che arriva in corsa e prende la mira avendo a disposizione undici metri completamente liberi (il portiere era altrove); palla a lato. ! “Ahi Ahi, se non chiudiamo la gara alla fine veniamo puniti” è il primo commento dell’Ambrogio.

Inizia il secondo tempo e finalmente vedi un’Inter un po’ più decisa a chiudere la gara. Grande azione di Maicon sulla fascia che punta verso l’area e mette in mezzo per il solo Stankovich: palla a lato. Disperazione. L’Ambrogio si gira ed esclama “L’è un giugadur dl’Oratori, se podet no segna minga inscì”. (è un giocatore dell’oratorio, non si può non segnare). Passa il tempo, il Cagliari non demorde, la paura di subire un goal beffa aumenta. A metà della ripresa grande azione di Super Mario che si libera dell’umo, dribbla il portiere e tira, ma l’estremo Cagliaritano miracolosamente salva con tuffo plastico. L’Ambrogio impreca e sentenzia “Ma va a laurà negher dell’Osti” (evitiamo la traduzione). Insomma tutti non erano più concentrati sulla gara ma sulla famosa legge di Murpy e tutti erano certi di subire un goal nel finale, magari su rimpallo o su autorete, che non ci avrebbe più permesso di raddrizzare la gara. Ma quando il gelo aveva già interamente coperto il nostro corpo, Materazzi si ricorda che è capace di segnare di testa ed insacca un preciso cross di Chivu. Ovazione. Murphy a testa bassa e l’Ambrogio che saltella intonando il classico “Chi non salta rossonero è è”. Come detto in altri articoli, siamo tifosi navigati e sapevamo che qualcosa era nell’aria e infatti a metà recupero arriva il goal Cagliaritano ovviamente su autorete nostra.
Un minuto di sofferenza e triplice fischio finale.

L’Inter ha vinto, l’Inter ha sfidato tutta la gara il nostro amico Murphy sbagliando goal a ripetizione e gli ha concesso il classico “gollonzo” due minuti dopo aver fatto il raddoppio. Il Primo Anello Arancio in novanta minuti è stato in grado di sostenere “siamo i più forti”; “Siamo ridicoli”; “Facciamo pena”; “Nessuno è potente come noi”. Insomma tutto secondo la norma.

Meno male che Artur Bloch non fosse un grande esperto di calcio, altrimenti se avesse visto la partita di oggi, invece di scrivere “Le leggi di Murphy”, probabilmente avrebbe fatto l’abbonamento all’Inter

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