Cosa può accumunare una partita di calcio giocata al Santiago Bernabeu l’11 Luglio 1982 e una al nuovo Olimpico di Torino il 20 Aprile 2008? Apparentemente nulla anche perchè nel primo caso si sta parlando di una finale dei Mondiali mentre nel secondo di un posticipo serale tra una squadra in lotta per non retrocedere e un’altra che sta per vincere lo scudetto. Qualcosa invece c’è. Pazientiamo ancora un attimo e ci arriviamo.
Torino Inter è il posticipo serale della 34esima giornata di Campionato. Una squadra forte che avrebbe dovuto nuovamente vincere il Campionato con tre mesi di anticipo e invece si è ritrovata ad aver paura di perderlo, e un’altra che forte si è rivelata esserlo solo sulla carta, e che avrebbe già dovuto essere salva ma invece rischia ancora. Un nuovo vecchio allenatore sulla panchina dei padroni di casa ed un diluvio universale. Con queste premesse accendo Mediaset Premium intorno alle ore 20 e 15 e inizio a sperare che i ragazzi non mi deludano.
La gente del primo Anello Arancio non perde mai la speranza; noi in fondo siamo dei bauscia di prima categoria e siamo certi che i ragazzi siano in grado di vincere anche il Super Bowl (a patto di vedere in campo il miglior Ibra e Samuel of course), ma come detto, siamo anche in grado di sostenere cose diametricalmente opposte nella stessa giornata e infatti dopo solo 15 minuti di gara , e dopo un cuore granata che sembrava essere una manifestazione della Sinistra Critica incazzata di non essere presente in Parlamento, le certezze di vedere una Grande Inter vengono sommerse dal nostro innato pessimismo neroazzurro. La palla proprio non la becchiamo. Rosina, Corini e Stellone sembrano Didì, Vavà e Pelè e Burdisso dietro sembra diventato Don Tonino in una partita di Oratorio contro i Frati Francescani. Che sofferenza. Ma sul più bello accade quello che meno ti aspetti ma che non smetti di sperare: calcio d’angolo e Cruz che in area piccola anticipa il difensore e insacca.
Dopo un’infuso di malva e una passeggiata idrica in bagno, sono pronto a gustarmi il secondo tempo; ovviamente la palla non la vediamo proprio ma minuto dopo minuto mi sembra di vedere un Torino più stanco. “Dai che ce la facciamo” dico al mio gatto che mi guarda con aria sorpresa, e minuto dopo minuto, sofferenza dopo sofferenza arriviamo al triplice fischio finale. Torino espugnata e +6 sulla Roma. E qui iniziano le analogie con quella magica e calda notte di Madrid di inizio anni 80. In quell’occasione il nostro amato Presidente della Repubblica, al goal di Tardelli, incurandosi del bon ton, fregandosene del fatto che vicino aveva i reali Spagnoli e il Cancelliere Tedesco, si innalza sulla balaustra e urla “Non ci prendono più”. Sono certo che nella sua mente abbia anche detto qualcosa di molto simile al “Crucchi di merda l’avete preso nel culo”, ma Sandro era troppo intelligente per dirlo. Lui lo pensava solamente e al limite lo faceva capire. Un po’ come noi del primo Anello Arancio; troppo orgogliosi per esultare dopo una risicata vittoria contro una squadra in lotta per non retrocedere, troppo Signori per farci scappare gestacci, ma troppo interisti per non godere.
Ieri abbiamo probabilmente vinto lo scudetto, ma a tarda serata sono andato a dormire felice non tanto per questa vittoria, ma perchè ho capito che Sandrino Pertini, se fosse ancora con noi, sicuramente avrebbe avuto l’abbonamento al Primo Anello Arancio





A’ Clà, ti sei sbilanciato troppo..ancora non è finita (SGRAT SGRAT)..
Obiettivo: vincere lo scudo nel derby!!!!
Ma se la Roma dovesse perdere domenica e noi vincere con il Cagliari ti dico che mi va bene lo stesso..
Ciauzzzzzz
Grande Claudio, anche io sono andato a nanna con lo stesso genere di pensiero e pregustando grasse risate verso i rosiconi che anche quest’anno se gli va bene doivranno accontentarsi della Coppa Italia anche se son certo che arrivati in finale non manderemo a Roma le riserve come la finale scorsa.
Ci si legge nel forum e complimenti per il Blog !
Ale