agosto 31, 2010
“E’ surreale che un interista si lamenti che la dirigenza non spenda e non sia del tutto soddisfatto della rosa che ha a disposizione”. Questa frase lasciatami da un amico romano giallorosso su Facebook, insieme alla chiusura del (non) mercato mi hanno dato spunto a una riflessione che vorrei condividere qui. Già in passato ho scritto di quanto fosse per me importante il calciomercato, ovvero quel baraccone che dà da mangiare a migliaia di giornalisti ma che mi consente di “rimanere sul pezzo” durante l’estate, e ricordo di aver già raccontato di come io mi ritenessi sempre un compratore per eccellenza, nel senso che l’emozione e la libidine di leggere il comunicato ufficiale che più o meno dice “pincopallo è dell’Inter” non ha praticamente eguali, se non una vittoria importante, per cui per ogni singolo acquisto non mi sono mai fatto mancare una sana dose di immaginazione sul fatto che si fosse comprato un Dio del calcio.
Che quest’anno fosse un mercato particolarmente stitico ce lo hanno detto e fatto capire bene, che però ci vedesse praticamente spettatori no. Ed è proprio questa la riflessione che faccio: dove si deve mettere la linea di demarcazione tra il desiderio irrefrenabile che un interista medio (drogato da una quindicina di mercati estivi fatti di molti acquisti) possa nutrire nel vedere la propria Dirigenza spendere e spandere nel bene dell’Inter e la ragione, il buon senso, il cervello, l’obiettività di valutare la reale bontà della nostra rosa? Non so darmi una risposta. Ragionando di istinto mi verrebbe da dire che sono incazzato e deluso. Perchè non si è mai vista una Società Campione d’Europa (eccezion fatta per il supermarket del Porto post vittoria di Mourinho) consentire alle rivali di colmare il Gap tecnico che avevano senza effettuare nemmeno un colpo ad effetto o mirato alla sistemazione di un difetto. Non si è mai vista una Società come l’Inter non dare al proprio nuovo allenatore nemmeno un giocatore con le caratteristiche richieste per far funzionare un nuovo modo di gioco. Ma poi penso che esistono anche gli altri punti di vista, magari dei non interisti, proprio come il mio amico romano giallorosso. Penso che magari possa vedere la faccenda da un lato che la mia ferma fede non mi consente di vedere, e magari ha ragione nel dirmi “ma avete vinto tutto, siete i più forti, ma chi dovevate comperare ancora, avete l’imbarazzo della scelta”.
Non deve essere stata un’estate facile per Branca e Moratti. Loro son pagati (anzi Moratti paga Branca ma il senso non cambia) per ragionare col cervello e non con la libidine che un tifoso come me possa avere nel veder spendere e spandere o con l’incazzatura che possa avere nel constatare che i bei discorsi sul Fair Play finanziario alla fine riguardano solo l’Inter, visto che ad esempio Milan, Juve, Barcellona, Real Madrid e perfino la Roma, che ci ha fatto penare un’estate per darci i soldi di Burdisso e poi oggi in quindici minuti ha trovato un tesoro da dare al Milan e a Borriello, non mi sembra si siano fatti di questi problemi. Non me la so davvero dare questa risposta. Posso solo sperare che Moratti non si sia rotto del giocattolo ora che ha ottenuto quello che cercava, posso solo sperare che le condizioni di questo mercato siano state così particolari da rimanere alla finestra e posso solo sperare che questa Inter abbia ancora fame.
Non possiamo oggettivamente pretendere nulla da Moratti dal punto di vista degli investimenti. Mi permetto però di chiedere una sola cosa: non continuate a ripetermi che abbiamo riscattato Mariga, Biabany e preso Coutinho. Piuttosto ricordatemi che abbiamo vinto tutto. Almeno fino a quando non deciderò dove mettere questa dannata linea di demarcazione.

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Pubblicato da rettilineotribuna
agosto 30, 2010
Mah che dire…se per un attimo usciamo dalla retorica calcistica in base alla quale la squadra Campione d’Europa non debba far toccare palla ad un Bologna qualsiasi, e se ci sforziamo a non nasconderci dietro quel piccolo dito del fatto che alla prima di Campionato i meccanismi non possono essere oliati e la manovra non può essere fluida ma tentiamo di fare un’analisi oggettiva e serena, non è a mio avviso fantascienza sostenere che il problema principale dell’Inter di stasera sia la tenuta fisica e mentale. Mezza squadra è sulle gambe e il suo finalizzatore in primis (forse non gli gira ancora nemmeno tanto la testa oltre alle gambe), però se questo aspetto nell’immediato può far incazzare, è anche vero che è di facile soluzione nel senso che il tempo potrà solo regalarci gambe più solide e fiato più lungo. Siamo onesti, se col Mou avessimo fatto un secondo tempo come quello di stasera avremmo tutti imprecato per la sfiga, eppure oggi viene facile e comodo prendersela con Benitez.
Il vero problema, e nemmeno apparentemente di facile soluzione, è che fatta questa formazione non disponiamo di cambi pronti e sicuri che possano cambiare l’inerzia della gara. Manca una figura come Balotelli, un cambio sicuro al 60 esimo, perchè ora i soli cambi possibili sono inserire un Coutinho che per ora sembra tutto tranne che pronto per giocare, e un Biabany che corre corre e ancora corre ma poi finisce che esce dallo stadio in perfetto stile Forrest Gump. A tal proposito, mentre scrivo, sto provando una forte pena nel sentire Benitez su Sky implorare di fatto la Dirigenza di comprargli qualcuno funzionale al suo progetto, con quell’occhio spento di quello che sa che sono parole al vento.
Insomma prima di campionato con un pareggio, esattamente come gli ultimi anni, e come sempre ora però possiamo attaccarci solo alla cabala. “Ha sempre portato bene” è la sola, drammatica, patetica e insostenibile argomentazione che possiamo portare stasera. E questa porteremo. Ben consci che in tre mesi non si smette di saper giocare a calcio e che al 30 Agosto non si possono aver già assimilato i nuovi metodi di un nuovo allenatore che, guarda caso, ha esordito in trasferta con lo stesso identico, dannato, brutto zeru a zeru di quello che lo ha preceduto.
Per cui, fratelli neroazzurri, finti sorrisi e finte teste alte. Non va benissimo e non facciamo gli struzzi a sostenere questo. Ma concedetemi un po’ di ottimismo e provate a pensare, il primo anno del Mou, che di questi tempi si perse un Derby di Campionato, e che eravamo tutti vedove del Mancio. “Questo non mangerà il panettone” la gente sosteneva di quel Portoghese, e sappiamo che ha mangiato quello e altro. Benitez non sappiamo se lo mangerà, sappiamo solo che con una camicia lilla con quadri bianchi e cravatta viola è abbastanza impresentabile, ma dobbiamo dargli comunque fiducia. Da domani però. Stasera vado a letto un po’ cupo.
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Pubblicato da rettilineotribuna
agosto 27, 2010
Sono molto incazzato. Forse sbaglio a scrivere così a caldo ma quello che sto per dire è quello che penso: diciamocelo chiaramente che Benitez ha voluto tentare di vincere con un’impostazione differente da quella di Mourinho (cosa non fatta sabato dove si è stranamente dominato) facendo la sue prime puttanate della storia nerazzurra ovvero lasciare in campo un Milito in condizioni pietose e lasciando Pandev ,che non è Pelè ma meglio di Deki e Milito insieme avrebbe fatto, in panchina fino al settantesimo. Diciamocelo che ha tentato di metterci del suo, e sarebbe stato legittimo provarci, ma non ora e non in queste condizioni pietose dal punto di vista atletico e senza nuovi innesti funzionali al suo progetto. Perchè se non è colpa sua se non gli hanno comprato nessuno, è colpa sua il fatto di non aver preparato in maniera adeguata questa formazione. E per favore il fatto che ci sono stati i mondiali lasciamolo ai difensori di ufficio.
Sono molto deluso. Sembrava una partita estive amichevole ma invece ci stavamo giocando molto.
Ma nonostante questa serata di merda, sono campione d’Europa e credo fortemente che si possa ancora fare bene. Ripartire sempre e comunque a testa alta
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Pubblicato da rettilineotribuna
agosto 27, 2010
E così zitti zitti, quasi ancora in vacanza, questa sera ci giochiamo un obbiettivo primario della nostra stagione dentro la bomboniera del Principato di Monaco. Purtroppo impegni lavorativi mi obbligano a vederla a casa e la cosa non è affatto bella però me ne dovrò fare una ragione seppur non comprendo come cazzo si possa farla giocare di Venerdì. Fai giocare il Monaco la Domenica oppure in trasferta la prima partita dell’insignificante campionato Francese e tuteli i tifosi ma tantè. Ci tengo molto a vincere questa coppa che intendiamoci è prettamente di facciata, però non l’abbiamo mai vinta e quindi, in caso di vittoria, potremo dire di avere in bacheca tutti i trofei attualmente ancora vincibili. Voi non avete la minima idea di come mi abbia fatto incazzare la sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Lazio di un po’ di anni fa, che ci avrebbe consentito di partecipare all’ultima Coppa delle Coppe (vinta poi da laziali) e quindi probabilmente portare a casa quel trofeo senza particolari problemi, visto la mancanza di qualsiasi squadra decente in quell’ultimo anno in cui la Champions ormai era già diventata la competizione principale insieme a una “Coppa Uefa” con l’aria già di coppa di serie B. Però in quell’epoca noi sbagliavamo sempre tutto ed ovviamente si sbagliò.
Son stato in quello stadio a vedere l’Inter in quella semifinale di Uefa contro i principini, perdemmo ma passammo il turno anche se poi in finale lo Shalke ci mazzolò ai rigori. Più che uno stadio è un teatro rovinato da una pista di atletica che ti rovina la visuale, però è caratteristico giocare lì insieme a un pubblico col reddito medio di 500.000 euro, coi bambini belli, biondi coi riccioli e gli occhietti azzurri e le mamme che accompagnano i mariti allo stadio col tacco 16 e la borsa di Luis Vittuon, insomma il prototipo della famigliola tifosa che si pretenderebbe di vedere in Italia. Però ricordo che quel giorno arrivarono i pullman della curva e il primo coro dentro lo stadio fu “Carolina è una puttana“. Ecco, non so come mai ma capii subito che centravamo poco con quell’ambiente che inevitabilmente ci portò male.
Ma ora siamo anche noi dei Principi con il massimo esponente in attacco fresco di riconoscimento Uefa. Il nostro Principe dovrà portarci alla vittoria davanti a chi Principe lo è di status nella vita quotidiana e non sul campo. Ma a differenza di quando abbiamo fatto i barbari con cori poco nobili alla padrona di casa, ora siamo anche noi dei Reali e sono certo che il Principato di Monaco ci possa portare solo bene. E poi, ora che ho dato l’assist ai giornalisti per i titoloni di domani (il Principe Milito trionfa nel Principato o qualcosa del genere) non può e non deve finire diversamente.
Ancora una volta Fino alla fine Forza Inter. Un giorno di meno verso un nuovo sogno.

capiterà ancora di avere così tanti nobili in squadra?
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Pubblicato da rettilineotribuna
agosto 25, 2010
Lo giuro: ieri sera non gufavo la Samp. Non ho motivi particolari personali da portarmi a gufargli contro ma ovviamente nemmeno particolari simpatie. Ero neutrale ma, se devo essere sincero, non mi sarebbe dispiaciuto vedere i blucerchiati nell’Europa che conta. Ieri sera ho deciso di non seguire la partita, seppur ogni tanto su Internet davo un’occhiata al risultato.
Gazzetta.it al 92′ esimo riporta il 3-0. Bene, decido di vedere il finale per gustarmi la festa blucerchiata. 93′ esimo esatto accendo Sky e il Werder pareggia. Cambio subito canale ma non resisto: rimetto su Sky e vedo un incrocio dei pali dei tedeschi. “Minchia meno sfiga” penso tra me e me. Tempo di infilarmi il pigiamino e rigiro nuovamente: dieci secondi dopo il goal del Werder.
E’ ufficiale: quest’anno sono pericoloso

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Pubblicato da rettilineotribuna